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Caserta. Inchiesta rifiuti, infiltrazioni nella gestione. Enti costretti dai monopoli criminali

La Direzione Distrettuale Antimafia ipotizza una serie di reati nella gestione dei rifiuti, oltre a quelli ambientali, anche presunte infiltrazioni negli Enti pubblici per gli appalti.
E’ questa la risposta dello Stato agli ‘incendi telecomandati’ in depositi e di mezzi di raccolta dei rifiuti nel casertano e nel napoletano.
A farne le spese anche il sindaco di Caserta che si è visto perquisire la propria abitazione; inoltre i Carabinieri, su disposizione della Direzione DDA di Napoli hanno perquisito e sequestrato computer e altro materiale nello studio legale, nell’abitazione di Carlo Marino, oltre che negli uffici comunali. I Carabinieri indagano anche su altri filoni, uno relativo al digestore a Ponteselice e un altro sulla casa dell’acqua.
La criminalità organizzata e la Camorra trovano terreno fertile nella gestione opaca della macchina amministrativa.
Intanto l’opposizione consiliare di Speranza per Caserta attraverso il coordinatore cittadino Michele Miccolo auspica che “il governo invi una commissione d’accesso che possa fare luce su questi ultimi 15 anni di amministrazione e sui dissesti” frutto anche di costi altissimi sostenuti per lo smaltimento dei rifiuti