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Memoria Storica. Nella Prima Guerra Civile Italiana, la Majella fu l’ultimo avamposto dei resistenti ai Savoia

(Giovanni Parisi). Durante la Prima Guerra Civile Italiana che si tenne nel decennio del 1860-1869, i resistenti (briganti per i vincitori ndr) si rifugiarono sulle vette degli Appennini. Sulla Majella a quasi 2000 metri di quota i Savoia costruirono un blocco di case da dove controllavano i resistenti che furono lasciati morire di stenti in alta quota. Ma i contadini, i pastori avevano la pelle dura e piuttosto che morire fucilati si organizzarono e riuscirono a sopravvivere ben oltre il decennio di guerra civile. Alcune iscrizioni sulle rocce sono datate 1880.
Per raggiungere questi posti bisogna salire in quota sotto le vette della Majella (come da foto azzurra). Con l’automobile proseguendo da PassoLanciano versante Adriatico si può salire già ad una certa altezza al rifugio Pomilio (1890 metri sul livello del mare) e poi proseguire a piedi seguendo antichi sentieri per raggiungere la Tavola dei Briganti, dove si trovano queste iscrizioni nella roccia. Una di queste recita: “Leggete la mia memoria per i cari lettori. Nel 1820 nacque Vittorio Emanuele Re d’Italia. Primo il 60 era il regno dei fiori, ora è il regno della miseria.”