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La Nigeria è oggi il posto più mortale al mondo per un cristiano!

(Silvio Della Valle – Osservatorio sulla Cristianofobia) Questo è l’allarme dato dall’avvocato nigeriano Emmanuel Ogebe, intervistato dalla Christian Broadcast Network (CBN), l’autorevole TV cristiana americana. Secondo la CBN, c’è in corso una nuova ondata di attacchi contro i cristiani in Nigeria da parte di musulmani dell’etnia nomade dei Fulani. Dall’inizio di quest’anno, sono stati uccisi, nel solo stato di Benue, circa 500 cristiani. È così elevata la preoccupazione che Mons. William Amove Avenya, vescovo di Gboko, attraverso la Fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre, ha scongiurato di non rifare gli stessi errori che sono stati commessi “con il genocidio in Ruanda. L’Occidente guarda ancora ai Fulani come ad una problematica interna alla Nigeria. Non fate come con il Ruanda, non aspettate che si compia il genocidio prima di intervenire!” Due settimane fa, 238 persone sono state uccise in un solo massacro nella Nigeria centro-settentrionale. Sei parenti dell’avvocato Ogebe erano tra le vittime.

Secondo quanto l’avvocato ha potuto capire, il capo famiglia ha prima cercato di portare in salvo la sua moglie incinta, per tornare poi a prendere i quattro bambini piccoli. “Ma i fulani musulmani hanno sparato a lui e alla moglie incinta e sono andati a casa loro e hanno ucciso il loro figlio di quattro anni e la loro figlia di sei anni che dormivano nei loro letti”. In seguito hanno ucciso anche altri due parenti che stavano visitando la famiglia.
Ogebe ha detto che gli è stato negato dalle autorità anche il permesso di dare ai cadaveri dei suoi parenti una degna sepoltura. Infatti, sono stati sepolti in una fossa comune. “Quello che è in corso è un genocidio, stanno cercando di spostare i cristiani, stanno cercando di possedere la loro terra e stanno cercando di imporre la loro religione ai cosiddetti infedeli e pagani, come loro considerano i cristiani”, protesta l’avvocato. Ad aprile, per esempio, hanno aperto il fuoco sui membri di una chiesa cattolica durante la loro messa. Un sacerdote che serviva la comunione e 18 parrocchiani sono stati uccisi. In un altro episodio, la casa dell’arcivescovo Benjamin Kwashi, della Chiesa anglicana di Josh, è stata attacata. L’arcivescovo è rimasto illeso, ma una persona è stata uccisa.
Il direttore della CBN in Nigeria, Felix Oisamoje, ha confermato che “le violenze contro i cristiani si sono intensificate negli ultimi mesi, soprattutto nella parte centrale del paese”. Oisamoje ha detto che una squadra umanitaria della CBN è appena tornata da un posto chiamato Kagoro, nel nord della Nigeria, dove i mandriani Fulani hanno attaccato: “Siamo appena tornati da un’intera settimana di servizi medici gratuiti in quella zona, perché molte persone non usufruiscono di cure mediche”. La situazione è così grave che Mons. Peter Iornzuul Adoboh (vescovo di Katsina Ala) e Mons. Matthew Ishaya Audu (di Lafia) sostengono che vi sia un “chiaro piano per islamizzare la Middle Belt nigeriana attraverso i pastori fulani e il governo non fa nulla per fermarli”.
Oisamoje ha dichiarato, sempre tramite la CBN, che le pressioni degli Stati Uniti e della comunità internazionale possono fare la differenza nel contribuire a proteggere la vita dei cristiani. La domanda che sorge spontanea è questa: l’Europa non potrebbe fare di più? Non potrebbe intervenire per fermare questa persecuzione ai danni dei cristiani in Nigeria? D’altronde, è quanto stiamo chiedendo in questo momento al rappresentante speciale per la promozione della libertà di religione o di credo al di fuori dell’Unione europea, Jàn Fìgel, riguardo la liberazione di Asia Bibi, la madre di famiglia cristiana che continua ingiustamente a languire in un carcere pakistano da quasi 10 anni.