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Con museum-card al 50% del costo d’ingresso per 10 musei molisani

(Giuseppe PACE). CAMPOBASSO. Il Molise, è risaputo, è una regione pochissimo conosciuta come dice anche la canzone del cantante famoso semimolisano, Fred Buongusto. Eppure i musei ed i luoghi da visitare molisani non sono pochi. Adesso l’hanno studiata meglio la forma di spingere i visitatore dentro i ben 10 musei consorziati nel polo museale regionale. Eccone le modalità. Il Polo museale del Molise informa, inoltre, che da Sabato 10 giugno 2017, presso il punto informativo del Comune di Campobasso in Piazzetta Palombo, sarà possibile ritirare, fino ad esaurimento, la Museum Card Molise con le quali si avrà diritto ad una riduzione del 50% sul costo ordinario dei biglietti d’ingresso per i luoghi della cultura del Polo Museale del Molise (elenco disponibile sul sito www.musei.molise.beniculturali.it), oltre che dell’area archeologica di Pietrabbondante (IS), fino al 25 giugno c. a.. Per ritirare la Card, nominativa, non cedibile e richiedibile una sola volta, sarà sufficiente compilare un apposito modulo. I dieci siti visitabili con la Museum Card dal 10 al 25 giugno sono il Museo provinciale sannitico di Campobasso; il Museo della città e del territorio di Sepino;  il Palazzo Pistilli di Campobasso; il Museo nazionale del paleolitico di Isernia; il Museo nazionale di Castello Pandone di Venafro; il Museo archeologico di Venafro; il Complesso monumentale di San Vincenzo al Volturno; il Castello di Capua di Gambatesa; il Castello di Civitacampomarano e l’Area archeologica di Pietrabbondante. Come annunciato dal direttore del Polo Museale del Molise, Leandro Ventura, lo scorso 26 maggio (quando è stato firmato l’atto che ha la consegna “in uso governativo” della Biblioteca Albino in favore del MiBact) un primo ‘assaggio’ della riapertura della storica biblioteca Albino si avrà nella settimana di Corpus Domini. Venerdì 16 giugno, alle ore 18.00, infatti, presso il Museo Sannitico di Campobasso sarà presentata ‘Immagini dei Misteri in mostra’, esposizione dei disegni di Paolo Saverio Di Zinno, utilizzati nell’elaborazione progettuale delle macchine processionali per la sfilata dei Misteri per la festa del Corpus Domini, e delle opere prodotte da Ernesto Saquella e Giuseppe Terrigno, intitolate ‘Il Mistero’ e dedicate agli ingegni di Di Zinno. I disegni, provenienti dalla Raccolta Eliseo della biblioteca Albino, oggi del MiBACT, e le 13 opere (scatti in bianco e nero e successivi interventi pittorici sulle fotografie), messe cortesemente a disposizione da Giuseppe Terrigno e da alcuni privati, resteranno esposte fino al 02 luglio e saranno visitabili tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle ore 10:00 alle ore 19:00. L’evento sarà preceduto alle ore 17:00 dalla presentazione del libro di Letizia Bindi, ”L’animale, il sacro e la mano dell’uomo”. Nel 1989 ho assistito, in compagnia di Michele Campanella di Bojano, alla processione del Corpus Domini di Campobasso. Ne rimasi impressionato molto per la dimensione tra l’irrazionale ed il razionale. Mi sembrò un attaccamento alla tradizione medievale eccessiva e anche un po’ troppo intrisa di fanatismo, ma la partecipazione era seria, sacrale e collettiva. La religiosità molisana è alta, non vaccilla nel Corpus Domini di Campobasso e la classe media abbondante non è spinta verso la secolarizzazione o indifferenza al religioso tipico della società globalizzata. Per la Biblioteca Provinciale Pasquale Albino di Campobasso bisogna auspicare una minore burocrazia gestionale, legata ai politicanti di turno. Essa è una pietra miliare della cultura elaborata in Molise da molti molisani illustri e meno illustri. Anch’io ho contribuito, in piccolo, a dotare l’enorme patrimonio librario della P. Albino con il saggio:2Letino, tra mito, storia e rocordi”, Energie Culturali Contemporanee Editrice, Padova 2009. Per il polo museale molisano bisognerebbe fare un bilancio di quanti soldi pubblici si sono spesi per promuoverlo e quanti sono rientrati con i biglietti venduti. Un tale bilancio mostrerebbe l’efficienza dell’attuale intellighenzia molisana che sta dietro le quinte dell’organizzazione turistica locale. Già altri articoli sono stati dedicati al turismo molisano che stenta a decollare, come la bella ed interessante città romana di Altilia e l’ancora meno nota Trerravecchia dei Sanniti Pentri di poco più a Sud di Altilia. L’eccesso di informazione per i 10 siti molisani e non anche per tanti altri disseminati nei 136 territori comunali come a Bojano (molte state romane abbandonate all’incuria del tempo in piazza, sul lato nord del Municipio), Frosolone (splendida la storica piazza con il monumento zoologico in roccia con il serpente divorato dal felino) e Roccamandolfi (con il famoso maniero e la storica chiesa di San Liberato nonché il bel costume tradizionale) può anche causare perdita d’orientamento, ma prima o dopo, il fruitore si orienta meglio. Non sarà vissuto invano chi nel corso della sua vita avrà scritto un libro, avrà avuto un figlio, sostenevano antichi filosofi saggi. Nella letteratura russa è più facile trovare il monito che il libro è l’antitesi dell’oblio. La morte vince la vita, ma il libro vince l’oblio della memoria, sosteneva uno dei massimi scrittori russi. In Romania, in alcune biblioteche regionali, come quella dedicata ad “Ovid Densusianu” di Deva, si fanno attività di invito alla lettura come educazione al recupero della memoria storica anche localistica. Anche sulla Rivista “Banchetul” il Direttore da Petrosani dosa bene gli articoli che trattano della memoria nel tempo. Ha ospitato anche un mio articolo dedicato ad Eminesco che sacrificò la giovane vita per la lingua romena, ostacolata dai conquistatori austriaci degli Asburgo. Pare che Mihai Eminescu sia stato avvelenato dalla polizia politica asburgica che lo vedeva patriota romeno e non suddito fedele degli austriaci. Forse l’Italia abbonda di libri accademici e ridondanti di un’isola felice che non c’è mai stata. Anni fa scrissi con mio figlio “A Dubai la scoperta del futuro” leolibri.it. In esso vedevamo una città-stato moderna che sapeva coniugare crescita edile con giardini e parchi d’avanguardia, strappati al vicino deserto. Il fiume Lete, citato da Virglio, Ovidio, Dante, è il luogo enblematico della perdita della memoria, ma anche della purificazione verso spazi e dimensioni celestiali. Dov’è il piccolo Lete o Letè? Chi lo sa è bravo, ma mi piace accarezzare l’idea che possa essere quello dell’alta valle del Lete sui monti del Matese, montagna sacra dei Sanniti Pentri. Se si legge l’Eneide, Virgilio lo colloca non lontano dal Lago d’Averno e per chi conosce la Campania, può benissimo percorrere antichi tratturelli e bracci della Transumanza verticale che da Letino portano a Prata Sannita, Pratella, Vairano, Lago d’Averno dal quale Enea partì per rivedere il padre Anchise nei Campi Elisi dell’alta valle del Lete. E’ stato appena pubblicato un libro “Cavalcare verso il futuro”. Un libro in cui invita un giovanissimo a non seguire i sogni, ma a precederli per prepararsi la strada. Ci è riuscito l’Autore, dando alle stampe un bel libro con riflessioni semplici, chiare ed efficaci. Spesso riportando e facendo riferimento ad autori di indiscutibile valore, poeti, cantanti, scrittori e perfino storici: da M. Eminescu a Bob Dylan, da Pablo Neruda a Leonardo Sciascia, da Marco Aurelio a W. Shakespeare, fino ai Sanniti scrittori localisti E. Spensieri, G. Volpe, A. Spina, G. G. Caracciolo, A. Di Iorio, P. Cervo e R. Di Lello