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40 anni passati dalla chiusura dei “manicomi”: pochi risultati utili, molte, troppe incertezze !

(Felice Previte) Il 13 maggio 2013 ricorre il 40° anno dalla emissione della legge 180 e 833, Normative che hanno dettato la chiusura dei “manicomi” privi del Regolamento d’Applicazione e di Strutture Manicomiali alternative per la “prevenzione, cura ed inserimento sociale dei sofferenti psichici” !Mentre l’opinione pubblica attende pazientemente una definizione di questo grave ed urgente disagio sociale ( dalle Conclusioni della 12° Commissione Affari Sociali “Indagine conoscitiva sulla chiusura degli Ospedali Psichiatrici” del 16 luglio 1997 ), ritenendo di poter individuare gli elementi costitutivi di un percorso di sostegno al processo di chiusura, la vita continua subendo schermaglie da menti disastrate ! Le norme che regolano la 180 e la 833 vanno rivedute in una proposizione che renda ragione e giustizia, perché ancora oggi questa “problematica” ha compiuto un cammino tra demagogia e conflittualità, mentre il concordato Testo Unificato Burani-Procaccini sulla riforma dell’assistenza psichiatrica è letteralmente misteriosamente sparito dall’agenda parlamentare dall’aprile 2005 ! Perché ? Quasi ogni giorno innanzi a lucide drammatiche follie, si ri-confermano oggi maggio 2018 la carenza di valide Strutture Ospedaliere, restano invariate le necessità delle vecchie e nuove cronicità che richiedono interventi ad alta protezione Sanitaria e Legislativa. Costernazione ed indignazione pervade nell’opinione pubblica per i molti, ripeto, “episodi” creati da menti psichicamente malate che avvengono con troppa progressione con stupri verso fanciulle, madri di famiglia, madri che uccidono i loro piccoli figli, violenze verso le donne, spicciole tra adolescenti, aggressività tra consanguinei dove spesso ci scappa il morto, insomma una miriade di “fattacci” che rendono la vita veramente una “corsa ad ostacoli”, una vita allo “sbaraglio”, una società “anomala” ! Perché ? Madre Teresa di Calcutta naturalizzata Indiana, al secolo Anjeze Gonxhe Bojaxmiu oggi Santa, ha affermato che “ nel mondo occidentale, dove la gente sembra più ricca, vi è una fame più intensa ed una povertà interiore più grande di quella che si riscontra nelle viuzze di Calcutta E’ stata una magnifica descrizione della incomprensibile realtà quotidiana italiana ! Non essere sensibili a questi problemi significa deludere sempre le aspettative della società, perché manca nelle Istituzioni la capacità di ascolto, un’empasse che non ha saputo o voluto “raccogliere” l’esigenza di una priorità per restituire il rispetto del diritto non solo del “malato” quale persona da beneficiare di quelle norme giuridiche ed economiche che non possono essere dimenticate, ma di “quei diritti dei deboli”, che come solito dice molto bene il Cardinale Dionigi Tettamanzi “non sono diritti deboli “ !

La solidarietà sociale, principio altamente etico che ogni uomo deve sostenere verso i più sfortunati, i più bisognosi ed più diseredati della vita, spesso ri-chiamati da Papa Francesco, è un concetto che deve indurre tutti, specie le Istituzioni, ad essere sostenitori di diritti, di doveri di uguaglianza e pari dignità sociale più volte evidenziati dalla nostra Costituzione.La “strada” sociale dei valori della giustizia, della solidarietà, delle equità, delle pari opportunità che guida ancora il cittadino attento ed onesto, in questo mondo di corrotti e di corruttori, fa ritornare in mente anche un’altra vasta categoria di sfortunati come terremotati, i senza casa, i disoccupati, i “nuovi poveri”, i disabili fisici, ciechi, sordi, sordomuti, i malati mentali “sfollati” dai manicomi o “relegati” in casa, ancora tutti aspettano risposte adeguate alle loro rispettive situazioni ed ancora oggi “lottano” per ottenere quei diritti legali ed anche quelli di rispetto umani che costituiscono la ragione profonda ed il motore propulsivo per il miglioramento della loro condizione ed il godimento di protezione per la vita e la salute.Il grosso “guaio” dell’Italia è quello di non dare priorità alle necessità ! si preferisce rivolgere lo “sguardo ad altro “ !Le famiglie di questi “desaparecidos della nostra civiltà”, prendono atto di un bilancio alquanto deludente dei vari responsabili della vita pubblica, che hanno ritenuto, la “problematica dell’assistenza psichiatrica”, da considerarsi esautorata, malgrado appare evidente che l’invocato provvedimento legislativo quel Testo Unificato Burani-Procaccini è sparito misteriosamente dall’Agenda Parlamentare), mentre l’opinione pubblica auspica che si perseguano sforzi per assicurare quei benefici che non lesino l’inalienabile dignità della persona umana.Nell’opinione pubblica, comunque, persiste intenso il timore di perdere quei diritti etici condensati nel rispetto della persona malata, che una progressione di “esternazioni”, di inutili “promesse”, di un “cinguettio” evanescente vanno esaurendosi, per fermarsi alle parole vane che non trovano riscontro nella vita quotidiana.La sola “cosa” che resta a questi inermi concittadini colpiti dalle sventure della vita, dalla disabilità fisica, da handicap psichico, dalle incertezze delle loro famiglie e dal severo esame dell’opinione pubblica in questa “ Giornata”, è la speranza che la sconfitta fin oggi registrata, sia un domani di sincero rispetto e lucido realismo, per la mancata emissione di quelle leggi che non hanno saputo difendere la dignità dell’uomo malato.“Vox populi, vox Dei”é l’antico proverbio che stabilisce la verità di una cosa, quando il popolo è concorde nell’affermarla !Per questo si attribuisce comunemente il marchio della verità ai proverbi coniati dall’esperienza e dalla logica popolare come dire : il buon diritto, la ragione e la logica, stanno sempre dalla parte del popolo, che è la parte giusta !E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza ! (NMI,58)