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Cittadini con licenza di uccidere ? Ma cosa sta succedendo !

(Felice Previte) E’ stata ed è una tragedia della disperazione ? ma cosa sta succedendo da un certo tempo in Italia ? A Caltignana, piccolo Comune Piemontese in Provincia di Novara un pensionato, colto improvvisamente da un raptus di follia, forse “assediato” da problemi psichici ha ucciso la propria moglie e poi tenta il suicidio .
Ma cosa sta succedendo ! Dopo i grandi, disgustosi scalpori provocati dai numerosissimi episodi procurati da menti psichicamente instabili, quanti morti devono ancora avvenire in Italia per indurre le Istituzioni a non volgere altrove lo sguardo, come si crede di poter fare ? Fin qui la cronaca che la lasciamo, ma la solitudine e l’isolamento delle famiglie, per la scarsità di quella progettualità previsionale di cure e strutture residenziali terapeutiche, anche per assistenze prolungate in questa “civiltà dell’esteriorità”, sono circostanze che possono generare tragedie da imputare, ripetiamo, all’assenza di quanti hanno responsabilità della “res pubblica” da ben 40 anni circa. Queste “mattanze” sembrano essere una prassi consolidata di “licenza di uccidere”, ma lo è assai meno per tutti i cittadini che non vogliono subire queste infauste conseguenze perché è in gioco anche la sicurezza dato che il pericolo si annida non solo in questa o quella persona , ma nella malattia che in Italia è coperta da troppi silenzi , mentre in molti Paesi Europei ogni 3/5 anni viene rivista la legge sull’assistenza psichiatrica.

I tanti drammi della follia, figli che uccidono genitori , mariti che uccidono mogli, madri che uccidono i figli e viceversa, persone che trovano la morte mentre camminano per strada, questi “fattacci” non accadrebbero se ci fosse una corretta gestione della patologia mentale garantita da una legge-quadro di natura Parlamentare. I tempi della politica non tengono conto del dolore e delle difficoltà di milioni di persone che non possono più attendere Provvedimenti da troppo tempo attesi. Non è forse un’autentica vergogna che vi sono ancora Ospedali Psichiatrici Giudiziari, oggi ribatezzati REMS, che insistono in Italia per i quali, a parte il fatto che non solo contrastano con la legge 180, configgono addirittura con i dettami della Carta Costituzionale ?. Perchè nessuna richiesta di riconversione dall’Amministrazione Penitenziaria al Dipartimento di Salute mentale è stata avanzata da parte da quella Amministrazione ? Perché il Parlamento da ben 40 anni non legifera in materia ? Perché dal aprile 2005 il Testo Unificato Burani-Procaccini è scomparso misteriosamente dall’agenda parlamentare ? Ma perché insistono tanti perché ? Non facciamo Politica, in nessun senso, ma non possiamo essere assenti ad una evidentissima realtà quotidiana: Ma cosa fa la Politica ? Solo chiacchere ? Con coraggio vengono spesso parole di richiamo e di chiarezza dai Vescovi e da Papa Francesco all’incremento d’interventi verso questa grave ed urgente patologia.
La pubblica opinione è sdegnata, sgomenta , disorientata e mentre richiede misure serie che dimostrino il grado di civiltà di un Paese che rispetti la dignità umana, non può che sottolineare quella attenzione preferenziale per chi è più debole ed indifeso, fondamentale esigenza e sentimento di autentica umanità e solidarietà del comune cittadino. Occorre che i mass media non siano amplificatori di coloro che gridano più forte nelle vie o nelle piazze delle nostre città , ma estensori delle necessità prioritarie del mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore. Tutti ci lamentiamo che il vivere odierno è sempre più difficile, ma pochi hanno il coraggio di ammettere che una delle cause delle nostre afflizioni sono da ricercare nella pretesa, tutta moderna, di dare importanza soltanto a quello che ci fa egoisticamente comodo, trascurando l’urgenza e la gravità del caso e di quello che è avvenuto nel passato, quasi fossero “dimensioni” che non ci riguardano. E’ quasi norma perdere la memoria, allontanando la speranza di coloro che attendono una soluzione al loro problema ed è molto preoccupante che le Pubbliche Istituzioni a volte si adeguino al senso del provvisorio, del precario e dell’insicuro.
Resta comunque la speranza che le Istituzioni diano finalmente, un’interpretazione veritiera affinché le persone affette da queste patologie siano aiutati nei loro diritti anche e soprattutto a salvaguardia della sicurezza di tutti i cittadini, che ha causato una morte subitanea come quei “fattacci” di Caltignana, non ultimi, che non rappresentano il grado di civiltà della n/s Italia . E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza “!