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Per l’Università Ecologica ”Traiano” di Deva in Transilvania

(Giuseppe Pace, prof. in Romania dal 2004 al 2008). Dal media romeno “glasul Hunedoarei (cotidian dependente de cititor o quotidiano dipendente dai lettori)”, leggo che la prima Università privata della Romania, Università Ecologica ”Traiano” di Deva è in liquidazione. L’articolo, a me pare poiché conosco dal di dentro l’ambiente mass mediatico romeno, si guarda bene dal prendere posizione a favore di un’Università non statale o privata come quella diretta dal Geologo Sigismund Duma, che ho conosciuto ad un Simposio del 2006 nell’Università Ecologica di cui è Rettore e fondatore. Perché i media romeni non prendono posizione per le Università libere o private? Perche, a me pare, che in Romania la visione statalista non lascia spazio ad iniziative, soprattutto culturali, ai singoli con mentalità non stataliste. Io esprimo, invece, un parere favorevole alle scuole libere ed in particolare a quelle di livello universitario perché hanno il pregio di non essere regni assoluti della burocrazia. Una sana competizione tra scuole statali e non gioverebbe alla società e ai suoi giovani in formazione per un domani migliore. Anche l’Italia somiglia alla Romania e le scuole libere sono viste non bene da non pochi. Le nostre Università statali, come quelle della Romania, nella graduatoria internazionale sono messe male, stanno non ai primi posti, ma a circa 300esimo posto per le università di Milano, Pisa, Padova, Roma e 500esimo Napoli, insieme alla prima delle Università romene di Bucarest. Soprattutto in Romania la gabbia burocratica, creata ad arte dal sistema di controllo dell’epoca comunista, continua ad esistere e pochi sono i professori universitari che eccellono in campo internazionale e pochi sono anche i brevetti e i Nobel. Ma leggiamo cosa srive il citato Quotidiano della Judet dove io ho insegnato cinque anni:”Şase universităţi autorizate, printre care şi Universitatea Ecologică „Traian” Deva, nu mai pot face înscrieri în anul universitar 2013-2014. Universitatea din Deva, prima instituţie de învăţământ superior privată din România, înfiinţată imediat după revoluţie este în lichidare de doi ani, timp în care nu s-au mai făcut înscrieri. Nici în acest an Universitatea nu va mai primi o nouă generaţie de studenţi. Anunţul privind cele şase universităţi autorizate care nu mai pot organiza admitere pentru că nu au solicitat evaluare a fost făcut ieri de ministrul delegat pentru Învăţământ Superior Mihnea Costoiu. Potrivit acestuia, cele şase universităţi vor intra în lichidare pentru toate programele de studii de licenţă. Potrivit Mediafax, Societatea Ateneul Român- Universitatea Ecologică „Traian” din Deva are în structura sa trei programe de studii universitare de licenţă autorizate în perioada 2002 – 2003. Aceste programe au depăşit termenele de evaluare în vederea acreditării, iar din anul 2003 instituţia nu a mai făcut nicio solicitare de evaluare. Rectorul universităţii, profesorul Sigismund Duma, nu a putut fi contactat pentru a explica situaţia instituţiei pe care o coordonează. Universitatea Ecologică „Traian” Deva a fost înfiinţată în 1990, iar de atunci generaţii întregi de studenţi s-au format în băncile universităţii. Înscrieri pentru studiile de licenţă nu s-au mai făcut din 2011. Durata studiilor este de trei ani, ceea ce înseamnă că anul universitar 2013-2014 va da ultima generaţie de „ecologişti”.Ometto la traduzione poiché al lettore forse non è difficile capire il senso dell’articolo da me commentato prima. Da questo Quotidiano scrivo spesso anche di Romania come l’”Omaggio a Deva e alla Transilvania” che la Rivista Judetiana Ovid Densusianu sta per pubblicare in lingua romena. Spesso ho scritto di Natale in Romania. Riprendo un passaggio:”Ogni anno il Natale fa rivivere la magica infanzia di noi tutti, i colori, i suoni, i sapori e le emozioni delle tradizioni. Ovunque ci troviamo nel mondo, plasmato dal cattolicesimo, il Natale porta con sé il calore della casa e della famiglia, il sapore e il profumo delle cose buone e genuine, il suono dei canti natalizi che diffondono il desiderio di sentirsi riconciliati con se stessi e con il prossimo. Il Natale riporta quindi alla memoria l’antica festa dell’inverno e le tradizioni, con il desiderio di riviverle e farle vivere. Tradizioni intimamente legate ai ricordi della nostra infanzia, che si rinnovano e si arricchiscono ogni anno, tutto concorre a rendere il Natale un momento unico. “Colinde, colinde, è tempo dei canti natalizi… Programma di Natale”. In Romania tra le varie attività extracurriculari che si svolgevano in prossimità delle feste natalizie, nel liceo straniero “Transilvania” di Deva-Hunedoara, vi erano i canti natalizi connessi agli addobbi casalinghi e gastronomici di vari stati (italiano, francese, inglese e romeno). Nel 2004-2008 partecipai a queste festose ricorrenze, non solo a scuola. Tutta la Romania, e la Transilvania in particolare, avvertiva, più dell’Italia, il clima sociale e culturale dell’antica festa della fredda stagione invernale, precedente la Cristianità. Già la canzone di Natale è riferita all’”Abete bello”(“Brad frumos”), trasformato in albero religioso dalla cultura cattolico-ortodossa. In Romania il Natale è molto sentito in famiglia e per le strade. Le colinde poi sono un misto di tradizione e di mitologia, che affonda negli angoli più reconditi del passato tra il reale ed il fantastico. Anche la Pasqua è sentita più che da noi in Europa dell’ovest” Adesso con l’approssimarsi della Pasqua mi viene spontaneo ricordare di averla ricordata anche per la Romania così:”Nel 2006 ebbi ospite a Pasqua ortodossa romena, il Dr. in Medicina Veterinaria, Mario Zaccaria, di Padova, che visitò anche la famiglia di Eugenio Di Gaspero, d’origine veneta migrata in Romania più di mezzo secolo fa. Il dr. M. Zaccaria avvertì, più di me, le differenze del vestire e del porsi dei romeni di fronte all’evento religioso pasquale. Forse vedeva cose del Veneto prima degli anni Cinquanta. Là, venne a ricercare anche le razze animali di “Vacca burlina” e “Gallina padovana”, che trovò poco lontano da Deva, in Transilvania occidentale. Il Natale cristiano ha assorbito la precedente festa dell’inverno, che in Romania, per il rigore del freddo, durava di più ed era più attesa, come, in parte, è attesa ancora attualmente con canti, danze e feste familiari e sociali dentro come fuori delle scuole”. Per la scuola la Romania come l’Italia soffre di uno statalismo gestionale eccessivo: tutto è piramidale dal Ministero dell’Educazione. Poche sono le scuole non statali o libere ad eccezione per le molte università private come quella di Deva, che ho visitato spesso e partecipato ad un Simposio, per l’Italia, nel 2006: prima dell’ingresso nell’Unione Europea della Romania. Notavo a Deva che molti adulti frequentavano l’Università “Traian” e alcuni li conoscevo come laureati colti e soprattutto capaci di saper spendere la cultura acquisita in quella Università libera dall’eccesso di burocrazia che ho intravisto in alcune università statali romene. Per la scuola la Romania come l’Italia soffre di uno statalismo gestionale eccessivo: tutto è piramidale dal Ministero dell’Educazione. Le scuole statali non sempre gratificano i docenti e rendono il servizio migliore agli studenti, troppa è la burocrazia e l’anonimato e non poco è il personale che finge di fare, ma si considera solo impiegato sottopagato e pertanto da non dare il massimo. In Romania, come in Italia, bisogna ridurre la burocrazia, lo statalismo mastodontico del sistema scolastico e ridare spazio alle esigenze culturali dei genitori e soprattutto dare agli studenti il massimo di aggiornamento culturale disciplinare. Il controllo deve essere trovato nell’utenza diretta e dei genitori copiando parte del modello anglosassone di scuola libera con comitato genitori che assume e licenzia il direttivo proveniente dal mondo culturale e non necessariamente statale. In Italia tutti i docenti sono uguali, senza distinzione di chi è più o meno capace ad insegnare bene. In Romania esistono vari gradi di docenza, ma il sistema di promozione non è dei migliori e il sistema direttivo e ispettivo non è sempre imparziale, anzi non sono pochi i casi di nepotismo e corruzione. In Italia poi si è giunti a una classe di docenti che giunge già anziana a scuola per l’iter lungo di precariato e per i pochi concorsi liberi. Le attività extrascolastiche romene sono maggiori che da noi, come la settimana delle lezioni aperte alle altre scuole, genitori ed estranei.