Crea sito

ALIFE-Nella Repubblica del 2018 d. C. è il cittadino a pagare il deficit del bilancio comunale

(Giuseppe Pace) ALIFE Quando un politico è inesperto o addirittura in malafede e sbaglia facendo aumentare il deficit del bilancio comunale si dovrebbe, come minimo, fargli pagare di tasca propria il danno arrecato alla collettività. Invece pare che ad Alife prima i politici inesperti o in malafede hanno speso tutto e di più dello spendibile del Comune e poi arriva anche la Legge, dall’alto, a ratificare che il danno erariale lo devono pagare, tramite le tasse comunali, i cittadini. Mi sembra una decisione non democratica se prima non si fa una seria indagine della Magistratura contabile o Corte dei Conti di accertare le responsabilità dei politici e del Sindaco in primis. Ma il Ministero dell’Economia sa bene che i bilanci comunali sono importanti e devono per Legge chiudere non più in deficit. Se sussistono responsabilità non è giusto che a pagare siano sempre gli ignari cittadini che hanno avuto solo il torto di votare e di affidarsi a quegli Amministratori della res pubblica. Paghino i Sindaci con le loro tasche, poi gli assessori ed infine l’intero Consiglio comunale che ha votato a favore delle delibere che hanno dissanguato le casse comunali con sprechi, favori e ristorazioni gratificanti. Ma veniamo a ciò che viene riportato dai media: “Ecco quanto ha deliberato la commissaria prefettizia in servizio al Comune d’Alife, di modifica della delibera di consiglio comunale (la numero 30 del 16 giugno scorso) e, pertanto, di attivazione delle entrate proprie (ai sensi del Decreto Legislativo numero 267 del 2000, articolo 251). Un’azione dovuta, dopo la “sciagurata” decisione della giunta esecutiva Cirioli (componenti, oltre allo stesso ex primo cittadino, Salvatore Cirioli, anche Luca Sasso, Gianfranco Di Caprio, Daniela Pece e Debora Zazzarino), i soli amministratori comunali che hanno deliberato la proposta di dissesto finanziario dapprima in giunta e poi, stessi attori, in consiglio. La proposta viene dal responsabile dell’Area finanziaria, Salvatore Fattore, un funzionario scelto dagli stessi soggetti in causa che propose allora, coma ha dovuto proporre adesso, un atto che la commissaria si è vista costretta a deliberare (con i poteri che la legge gli attribuisce dell’intero consiglio comunale). Unica differenza la farà la TARI, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per la quale si deve assicurare“complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio”. Per il resto, tributi comunali alle stelle, ovverosia “aliquote e tariffe di base nella misura massima consentita” e per un periodo di 5 anni“la delibera non è revocabile ed ha efficacia per cinque anni”. L’IMU al 10,60 per mille, per tutte le categorie catastali, terreni agricoli, aree fabbricabili, immobili ad uso produttivo e quelli concessi in comodato d’uso gratuito ai parenti. La TASI (tassa servizi indivisibili) al 2,5 per mille per le abitazioni principali e pertinenze (l’1 per mille solo per i fabbricati rurali). L’addizionale comunale all’IRPEF? All’8 per mille (si Cirioli, proprio così, triplicata rispetto a quanto era prima del 3 per mille)”. Non è giusto che a pagare le malefatte dell’Amministrazione comunale alifana sia il cittadino residente e possidente del territorio d’Alife . Lo statalismo non ha mai fatto bene al cittadino ed esso è basato sulla nota affermazione che far pagare tutti è come non far pagare nessuno. Qualcuno sarà responsabile in prima persona, della profonda voragine del bilancio comunale alifano? Se lo è paghi, lo suggerisce il buonsenso e non credo che la Legge si possa applicare contro e non a favore del truffato, vilipeso e malcapitato cittadino alifano come di qualunque altro dei circa 8 mila comuni italiani di cui 427 in Campania non più Felix come l’antica e prestigiosa cittadina di Alife con 8 mila residenti, madre storica anche della più popolata Piedimonte Matese. Nel Veneto nessun comune ha infiltrazioni malavitose e nessun comune chiude il bilancio in disavanzo. Non può la Campania nostrana continuare a pensare di essere una Repubblica indipendente dallo Stato unitario che tutto paga e tutto permette alla sua immensa Amministrazione statalista, il cittadino campano ha necessità urgente di sentenze esemplari che diano fiducia a chi è onesto non al disonesto e politico.