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Giovani. Parte il progetto “Resto al Sud” ma molti studenti si preparano a lavorare fuori

Il governo uscente ha lanciato il progetto di “Resto al Sud” una sorta di ‘restyling’ ministeriale del vecchio prestito d’onore di Prodi di qualche governo fa: i giovani possono accedere a dei prestiti fino a 50.000 euro per avviare attività imprenditoriali.
Ma con la flessibilità lavorativa, la globalizzazione dei mercati è ormai impensabile pensare tutti al lavoro sotto casa. Non tutti i giovani possono fare gli imprenditori e così molti genitori pensano al futuro dei loro figli lontano da casa e già da giovanissimi li abituano a raggiungere l’autonomia e ad allontanarsi dal focolaio domestico.
Così si spiega il boom di iscrizioni nei convitti italiani di molti giovani studenti campani delle scuole superiori. I convitti pubblici, non da tutti conosciuti, sono strutture residenziali del Ministero della Pubblica Istruzione.

Un caso è il convitto “Celletti” di Formia che ospita circa 200 alunni ed alunne della scuola alberghiera annessa, dell’Istituto Nautico di Gaeta e altri istituti del territorio del Basso Lazio: Oltre all’ospitalità (vitto, alloggio) e l’assistenza allo studio, il convitto maschile e femminile offre lavanderia, infermeria, attrezzature sportive e ricreative, nonché, attività alternative come pittura, bricolage, visite guidate, tornei e gare sportive. La settimana convittuale ha inizio alle ore 07,00 del lunedì e finisce al termine delle lezioni del sabato o giorno prefestivo, quando gli allievi tornano a casa dai loro familiari. Durante la permanenza in convitto gli allievi, divisi in gruppi, sono affidati a personale educativo che funge da punto di riferimento e guida per il loro percorso didattico educativo.
Ma sopratutto i giovani allievi si staccano dal contesto dove sono cresciuti e l’esperienza di vivere da soli fa loro raggiungere l’autonomia e quella maturità che li aiuta poi a spostarsi per lavorare, al termine del percorso scolastico.