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SCIPIONE BREISLAK, IL NATURALISTA CHE DIEDE LUSTRO ALLA CAMPANIA 150 ANNI FA

(Giuseppe PACE). A parte i difetti storici del paternalismo grossolano, la famiglia nobiliare dei Borboni ebbe nel Regno di Napoli anche dei meriti. Uno di essi era quello di chiamare a corte illustri studiose europei in tutti i settori dello scibile umano. Chiamarono anche il Naturalista, di origine svedese, Scipione di Breislak, nato a Roma nel 1750 e morto a Milano nel 1826. Breislak. Si formò su studi filosofici e teologi. Distintosi presto anche negli studi matematici, divenne professore di matematica e fisica al collegio scolopio di Ragusa. Tornato a Roma, divenne docente di fisica al Collegio Nazareno, sempre tenuto dai padri scolopi e membro dell’Accademia degli Incolti. Con la sua collezione di minerali, creò il primo museo di minerali di Roma (collezione tuttora esistente e visitabile). In seguito insegnò filosofia al seminario di Nola e di nuovo fisica all’Accademia militare della Nunziatella di Napoli. Nel frattempo approfondì i suoi interessi per la mineralogia, studiando i terreni vulcanici della Campania, come ben testimoniato dalla sua opera Topografia Fisica della Campania (1798). Nei dintorni di Napoli ritrovò diversi cristalli e minerali di zolfo, dando ad uno di questi il proprio nome, la Breislakite la cui formula è: CaFe3+Fe22+(Si2O7)O(OH). Un altro studiosi di minerali fu il caizzano o caiatino Nicola Covelli, che scoprì la covellite, come riporta spesso lo studioso compaesano prof. M. Giugliano, che vive a Piedimonte Matese, dove ha insegnato Fisica nel locale liceo scientifico e dato alle stampe interessanti libri sulla Fisica in Campania nel 1800 e non soltanto. Nel 1799, dopo la caduta della Repubblica Napoletana a cui aveva partecipato attivamente, dovette fuggire in Francia. Tornato in Italia nel 1802 entrò nell’amministrazione napoleonica come Ispettore delle polveri e dei salnitri. Negli anni seguenti condusse ricerche geologiche e mineralogiche in Lombardia. Dal 1815 fu tra i compilatori del periodico Biblioteca Italiana, sponsorizzato dal governo del Lombardo-Veneto. Il nome del genere del primo dinosauro italiano, lo Scipionyx samniticus, è un omaggio al Sannnio e allka sua montagna sacra. il Matese. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: 1)Saggio di osservazioni mineralogiche sulla Tolfa, Oriolo e Latera, Roma, 1786,2 ) Introduzione alla geologia, Stamperia Reale, Milano 1811, 2 voll.; 3)Sulla giacitura di alcune rocce porfiritiche e granitose osservate nel Tirolo dal Sig. Conte Marzari-Pencati. Memoria Geognostica letta all’Imperial Regio Istituto di Lombardia, Imperial Regio Stamperia, Milano 1821, 4)Scipione Breislack Descrizione geologica della provincia di Milano, Milano 1822, ristampa anastatica a cura di C. M. Tartari, Prometheus, Milano 1996; 5) Sulle osservazioni fatte da alcuni celebri geologi posteriormente a quelle del Sig. conte Marzari intorno alla giacitura dé graniti nel Tirolo meridionale, Imperial Regia Stamperia, Milano 1824, 6)Osservazioni sopra i terreni compresi tra il lago Maggiore e quello di Lugano alla base meridionale delle Alpi, Memorie dell’Imperial Reale Istituto del Lombardo Veneto, vol. V, Imperial Regia Stamperia, Milano 1838, pp. 31-186. Tra i suoi seguaci ricordiamo: Configliachi L., Memoria intorno alle opere e agli scritti del geologo Scipione Breislak, Tipografia del Seminario, Padova 1827. I Borbani hanno ladsciato alla Campania attuale una delle più belle, se non la più bella, Reggia d’Europa e del mondo, la Reggia di Caserta, che grazie all’Arch. Vanvitelli, supera, per armonia estetica, la francese Reggia di Versailles. Davanti alla Reggia di Caserta, prima della battaglia del Volturno, Garibaldi e Vittorio Emanuele passarono in rassegna le truppe unificate-piemontesi e garibaldine- con la proposta dei repubblicani facenti capo ai mazziniani presenti tra i garibaldini di nominare Garibaldi e non il re Savoia, primo presidente della Repubblica Italiana, ma Garibaldi fedele alla parola data al Re piemontese, non approvò. I Borboni però furono nobili antiquati e reazionari alle idee che innovavano l’Europa della prima metà del 1800. Breislak li onorò perché scroisse Topografia Fisia della Campania evidenziando l’eccellenza fossilifera di Pietraroia (BN) nel Parco Nazionale del Matese beneventano. Là è stato rinvenuto il dinosauro “Ciro” o Scipionix samniticus, in onore del Naturalista in esame. Tale fossile è unico nel panorama paleontologico mondiale perché dimostra che il piccolo celurosauro matesino, di oltre 113 milioni di anni fa, mangiava anche animali e non vegetali soltanto come si riteneva prima della scoperta. La fama paleontologica di Pietraroia, ha dato la possibilità di isituire un Parco Geopalentologico locale, poco frequentato, purtroppo, anche per la scarsa diffusione della cultura scientifica e naturalistica in Italia. Scipione Breislak comunque è un illustre che ha omaggiato la Campania, che stenta a ridiventare felix per fenomeni di decadentismo istituzionale e culturale, che fa crescere la malavita organizzata e tangentopoli e costringe le menti migliori ad emigrare lontano come invitò anche il prete (“sulle labbra del sacerdote c’è il deposito della scienza”, Malachia 11 è il motto riportato fuori della chiesetta della Madonna delle Grazie voluta dalla nobile Aurora Sanseverino a Piedimonte Matese, dove andò in sposa al Duca Gaetani) disse il giovane prete a Napoli, dopo l’uccisione, per errore camorristico, di giovanissimi: “fuitevenne”!