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L’idea di Dio nel pensiero dell’anziano fisico Albert Einstein.

(Giuseppe Pace). Dall’inizio della sua evoluzione l’Homo sapiens si è posto il problema dell’esistenza del fine della vita o della ragione di vivere. Egli lo ha risolto in modi diverso, ma con la costante religiosa. Dapprima scelse di essere politeista poi monoteista. Nella stessa storia sociale della civiltà egiziana, ad esempio, dopo il politeismo iniziale ci fu un faraone che impose il culto monoteista di Aton che era il Sole, anche se durò poco tempo per la casta dei sacerdoti precedenti che si opposero ed uccisero a 18 anni, nel 1323 a. C., il figlio del faraone, Tutankhamon, e tornarono al culto politeista precedente. Nella civiltà greca fu interessante la scuola dei meccanicisti che si oppose a quella dei vitalisti. I primi, con Epicuro ed altri, rivalutarono lo studio delle cose della Natura e non solo del pensiero umano dei vitalisti come Aristotele ed altri. Lo studio atomistico della materia fu un merito dei meccanicisti tra i quali vi erano atei e religiosi. Nel secolo dei lumi o della ragione, il 1700, sembra prepotente l’interesse degli studi meccanicisti che nel secolo successivo detto della scienza portarono alla teoria evolutiva di C. Darwin e alla comparsa di non pochi pensatori atei. Ma nel secolo successivo, detto della tecnologia, tra tutti i grandi pensatori si distingue l’ebreo fisico Albert Einstein che non si dichiara ateo né religioso. In questo periodo fa notizia che la cosiddeta lettera su Dio di Albert Einstein «prodotto della debolezza umana» sia stata venduta all’asta per quasi 3 milioni di dollari”. La lettera è stata scritta dal grande pensatore dell’umanità, A. Einstein, e conterrebbe delle riflessioni sulla Bibbia, su Dio, sul giudaismo e si tratterebbe di riflessioni piuttosto dure, tanto da far pensare già all’epoca che il filosofo fosse ateo, una tesi che era stata respinta dallo stesso fisico ebreo. La lettera è scritta in lingua tedesca, ma è stata tradotta sostanzialmente in diverse lingue e risale al periodo in cui Einstein aveva 74 anni, ovvero un anno prima della sua morte. È stata ribattezzata «Lettera su Dio»: «La parola Dio per me non significa altro che l’espressione, il prodotto della debolezza umana, la Bibbia una collezione di venerabili ma ancora piuttosto primitive leggende», scriveva, rispondendo, un anno prima di morire, al filosofo tedesco Eric Gutkind, autore di un libro che invocava la chiamata biblica alla rivolta. Ad Albert Einstein il libro non era piaciuto affatto per la non aderenza al reale, al vero e al possibile. In passato altre lettere del premio Nobel Einstein sono state battute all’asta per cifre clamorose: nel 2002 un suo messaggio d’allarme al presidente Franklin Delano Roosevelt sui pericoli generati dalla costruzione di bombe atomiche fu venduta per 2,1 milioni di dollari. Altro tema di un’attualità assoluta, come anche le guerre di religione. Ma che Einstein fosse un genio e non solo della fisica non tutti lo sanno, anzi si pensa che gli specialisti di settore sanno solo pensare in quello specifico dominio culturale, invece alcuni sono sorprendenti anche in altri come il nostro scopritore della teoria della relatività, diversa da quella galileana ed anche la successiva newtoniana. Una cifra record. La «Lettera su Dio» è stata battuta da Christie’s ben oltre la stima di partenza. Il martello del battitore si è fermato solo dopo che le puntate hanno raggiunto i due milioni 400 mila dollari, saliti a 2.892.500 dollari compresi i diritti d’asta. Le speranze della vigilia erano di al massimo 1,5 milioni di dollari. «Le mie scuse a Dio», ha detto John Haze che ha condotto la vendita nei saloni di Christiès a Rockefeller Center. «La parola Dio per me non significa altro che l’espressione il prodotto della debolezza umana, la Bibbia una collezione di venerabili ma ancora piuttosto primitive leggende», scriveva nel 1954 il padre della relatività una cui Bibbia offerta la settimana scorsa da Sotheby’s non ha trovato compratore. La «Lettera su Dio» di Einstein – una pagina e mezza autografa e in tedesco – ha acquistato questo nome nonostante la parola Dio sia usata solo una volta durante tutto il messaggio. Lo scienziato la inviò un anno prima di morire al filosofo tedesco Eric Gutkind, autore di un libro («Scegli la Vita: la chiamata biblica alla rivolta»). Il premio Nobel per la fisica aveva scritto decine di lettere in cui affrontava il tema di Dio e dell’ebraismo, la religione in cui era nato e cresciuto. Secondo Walter Isaacson, autore di una biografia del 2008, «nessuno dovrebbe basarsi solo su una lettera per risolvere i dubbi sull’idea di Einstein sull’esistenza di un essere supremo». La lettera è lunga una pagina e mezza, è scritta in tedesco ed è indirizzata al filosofo Eric Gutkind, autore del libro “Scegli la Vita: la chiamata biblica alla rivolta” in cui cita più volte il lavoro di Einstein, ma su cui lo scienziato decise di fare delle precisazioni. La lettera contiene la parola “Dio” solo una volta, ma è considerata un documento storico importante perché contribuisce a chiarire la posizione di Einstein sulla religione. Egli scrisse, tra l’altro:«Per me la religione ebraica è, come tutte le altre religioni, l’incarnazione di una superstizione primitiva. E il popolo ebraico, al quale sono fiero di appartenere e con il quale ho un’affinità profonda, non ha una forma di dignità diversa rispetto ad altri popoli». Nonostante queste sue posizioni, Einstein non si è mai definito ateo, e nella lettera fa riferimento al «nostro meraviglioso Spinoza», filosofo olandese del diciassettesimo secolo per il quale Dio, la natura e la necessità coincidono, ma per il quale Dio non si interessa del destino e delle azioni dell’umanità. La lettera è stata resa pubblica nel 2008 durante un’asta a Londra, quando venne venduta per circa 400 mila dollari a una persona che scelse di restare anonima. Nel 2012 il documento venne messo in vendita su eBay per tre milioni di dollari ma l’operazione non andò a buon fine. Un portavoce di Christie’s ha infatti confermato che la persona che ha acquistato la lettera nel 2008 è la stessa persona che l’ha venduta ora. Per capire che Einstein sia stato un genio non bisogna sapere che cosa sia la relatività, anche se il fisico l’ha spiegata in un modo piuttosto semplice: “Quando un uomo siede vicino ad una ragazza carina per un’ora, sembra che sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa accesa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività”. In occasione dell’anniversario della scomparsa, è bene anche leggere le frasi più belle di Einstein, una delle menti più brillanti del XX secolo: “Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi…”. “La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto…”. “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido…”. “Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa…” “Chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo…” “La vita non è degna di essere vissuta, se non è vissuta per qualcun altro…”. “C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà…”. “La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre…”. “L’uomo ha scoperto la bomba atomica, però nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi…”. “Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie…“.