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Caserta. Presentato il volume “Le collezioni della Reggia” di Caserta. I Dipinti”

(di Paolo MESOLELLA) CASERTA Martedì 12 dicembre scorso, alle ore 13, nel Teatro di Corte della Reggia, il Direttore Mauro Felicori ha presentato il primo volume de “Le collezioni swlla Reggia di Caserta .I Dipinti” a cura di Giuseppe Oreste Graziano e Maria Carmela Masi dell’Ufficio Patrimonio Storico Artistico. Il Volume che contiene testi di Antonella Diana, Maria Carmela Masi, Vincenzo Mazzarella, Marianna Merolle e Paola Viola, fotografie di Antonio Gentile e grafica di Antonio Novelli, è frutto di un progetto finanziato dalla legge n. 77/2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella lista del patrimonio mondiale, posti sotto la tutela dell’Unesco. Il patrimonio artistico della Reggia comprende una notevole quantità di dipinti, mobili, lampade e lampadari, suppellettili, che sono pervenuti alle collezioni museali, attraverso diverse forme di acquisizione (dismissioni, donazioni, acquisti) il che rende spesso gli ambienti di difficile lettura, creando nel visitatore più attento un senso di incertezza. La pubblicazione risulta pertanto utile strumento per gli addetti ai lavori e rappresenta un primo risultato della riorganizzazione del patrimonio della Reggia in vista di una nuova collocazione espositiva. Durante l’incontro il Direttore della Reggia Felicori ha spiegato l’importanza del libro. “prima – ha detto – per trovare un quadro della collezione “Terrae motus” bisognava cercarlo ma non c’era un catalogo che aiutava nel lavoro di ricerca. Perciò il libro è un buon lavoro anche perché quando sono arrivato alla Direzione della Reggia non ho trovato una guida una guida ufficiale che sono recentemente è stata edita da Colonnese. Non ho trovato materiali di base. Pertanto dobbiamo lavorare sui fondamentali, sulle cose che non si vedono, non solo su quello che si vede. Per esempio ho notato una certa sottovalutazione del Parco e del Giardino Inglese. A questo bisogna riparare. Si deve poter visitare un parco, opera della natura, così come si visita una pinacoteca. Pertanto occorre una guida anche per i giardini reali. E poi bisogna restaurare le cose. Ad esempio, avere una sala musicale dove gli strumenti non suonano è una scoffitta. Si possono solo far vedere, ma non suonare. Siamo sempre in lotta tra la tutela e la valorizzazione. I carillon della casa reale, per esempio li facciamo vedere ma non suonano. Un’ultima annotazione: ho conosciuto storici dell’arte che non restituivano quanto conosciuto e appreso, i nostri invece lo restituiscono alla comunità. E questo è sicuramento un piccolo esempio di decoro”.