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Bojano tra molti contributi pubblici e crisi aziendali ricorrenti

(Giuseppe Pace del Club Ragno di Bojano). A Bojano (CB) vi sono molti emigrati, ma anche molti imprenditori dei derivati del latte in primis. Alcuni dei tanti caseifici bojanesi, riescono a vendere i loro derivati del latte anche all’estero. Ma da troppi anni la cittadina molisana soffre di una grave crisi economica e non vede ancora la luce della speranza, soprattutto per l’ex filiera avicola locale. A segnalare tale gravità è il noto Avvocato bojanese Alfonso Mainelli, che fu presente con una sua lista alle recenti consultazioni municipali raccogliendo pare molti voti tra i bojanesi del centro cittadino, meno facili al voto di scambio rispetto a quelli delle tre frazioni e periferie bojanesi. Bojano ha circa 8 mila cittadini residenti di cui tanti nelle sue frazioni e borgate. Le frazioni sono tre (Civita, Monteverde e Castellone) Le borgate sono moltissime come ad esempio a Castello vi sono le seguenti borgate con i cognomi prevalenti: Ceccagne, Colalillo, Chiovitti, Pallotta, Pitoscia, Malatesta, Pulsone, ecc.. All’Avv. bojanese, A. Mainelli, alle scorse consultazioni elettorali municipali, dunque andarono molti voti di opinione, che sono più importanti degli altri? Sicuramente. L’esponente politico bojanese suddetto suppongo che sia bene informato dei tanti soldi pubblici che lo Stato, tramite la sua diramazione regionale, Regione Molise, ha speso fino ad oggi per promuovere la filiera agricola, ex Sam e il Consorzio industriale Campobasso-Bojano. Quanti dei presidenti nominati in tale ente, provengono dall’esterno del sistema partitocratico meridionale-molisano? Credo che ci sarebbe da riflettere per come vedeva il prof. a Campobasso, Carlo Maranelli, la Questione Meridionale, non piagnona. Ci sarebbe anche da rileggere Maranelli ad iniziare dal suo libro edito dalla barese casa editrice, La Terza: ”La Questione Meridionale”. Nel 1994 fui invitato dalla CCIAA di Campobasso a parlare ai Tecnici ambientali sulla Galleria di Valico del Matese, da me ipotizzata lungo l’asse Guardiaregia-Cusano Mutri. L’allora presidente del Consorzio industriale, prof. Cosimino Silvaroli, mi invitò ad un colloquio nel suo studio di Campobasso per capire come operare in merito a quella che anche per lui era una priorità per il nucleo industriale che presiedeva. Tutto, purtroppo, restò lettera morta dopo la sua improvvisa morte per incidente stradale in periferia di Bojano. Tra crisi e rilanci sopravvive il CosindCB (Consorzio Industriale di Campobasso-Bojano). Dopo la presidenza dei bojanesi (C. Silvaroli, L. Amatuzio, A. Spina) del Consorzio, subentra R. Perrella, altro bojanese. Dal clima politico teso e le difficoltà operative oltre che finanziarie dell’ente note, le sue dimissioni rassegnate non sarebbero state irrevocabili. Non ho più seguito il seguito per ragioni di distanza dall’area bojanese, che però frequento soprattutto d’estate con gli amici, bojanesi e non, del Club sociale il ”Ragno” di Bojano. Già in altro articolo ho scritto che il Consorzio Industriale Campobasso-Bojano è un Ente Pubblico Economico composto da alcuni Comuni della Provincia di Campobasso e Isernia nonché dalla Provincia di Campobasso e dall’Ente Provinciale per il turismo di Campobasso che opera sin dagli anni 70 con l’obiettivo di promuovere l’insediamento imprenditoriale e lo sviluppo delle attività produttive nell’area industriale. Il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Campobasso-Boiano gestisce l’agglomerato industriale ubicato nei Comuni di Campochiaro (Cb) e San Polo Matese (Cb) che si estende su un’area di oltre 160 ettari. L’impegno del CosindCB è volto alla creazione di infrastrutture e servizi e di tutte quelle condizioni necessarie per favorire l’incremento e l’espansione delle aziende insediate. Tra i principali compiti dell’ente consortile ci sono: l’acquisizione di aree destinate alle attività produttive e la realizzazione delle infrastrutture di supporto (strade, acquedotto, fognature, impianto di depurazione, illuminazione pubblica, raccordo ferroviario). Per la pianificazione delle attività di sviluppo il Consorzio dispone di uno strumento urbanistico proprio, il Piano Regolatore Territoriale Consortile (P.R.T.C.), realizzato di concerto con le amministrazioni comunali interessate e in conformità agli strumenti di pianificazione territoriale sovraordinati. L’ente consortile gestisce direttamente l’ impianto di depurazione nel quale vengono convogliati i reflui del comune di San Polo Matese (Cb) oltre a quelli provenienti dall’agglomerato industriale. Tra le principali utilità che il Consorzio eroga a favore delle aziende insediate c’è infatti il servizio idrico e fognario. Altre attività del Consorzio: la progettazione, l’esecuzione e la gestione di opere e servizi di interesse consortili. L’ente può espropriare per pubblica utilità le aree e gli immobili necessari per la realizzazione delle opere infrastrutturali consortili o per consentire l’insediamento delle singole aziende produttive. Il Consorzio Industriale di Campobasso-Bojano guarda anche al futuro. L’ente consortile intende accreditarsi come ente tecnico a servizio delle collettività territoriali fornendo servizi di utilità generale anche in ambiti esterni all’agglomerato industriale. Oltre l’Union Camere Molise,Laboratorio Chimico-Merceologico; Sviluppo Italia, Incubatore Piccole Imprese; le imprese presenti sono: ELLE EMME S.r.l. – Commercio Alimentari; KIPOR ITALIA S.r.l. – Commercio Gruppi Elettrogeni; FRESCO GELATI S.n.c. – Produzione Gelati; SERIPLAST S.p.A. – Contenitori di Plastica; FATER ITALIA S.p.A. – ACE Candeggina;ALIMENTARIA MOLISANA – Prodotti Caseari;MISTER STEP – Pavimenti in legno;C.T.M. S.r.l. – Carta da imballaggio; SANNIOLAT S.n.c. – Prodotti Caseari; POLIESPANSI S.p.A. – Polistirolo Espanso; ARREDO DESIGN S.r.l. – Arredamenti in legno; PRINGRAF S.n.c. – Tipografia Serigrafia; SIPA International S.r.l. – Pastificio; TULLO FER S.a.s. – Riciclaggio Materiali Ferrosi; DI PETTA MARIO – Serramenti in Alluminio; FLEXOPACK S.r.l. – Imballaggi Flessibili; FUTURA ENTERPRISE S.r.l. – Stoccaggio Merci; SIRIO S.r.l. – Trattamento Siero, ecc.. Ma in questa sede più che parlare di Questione Meridionale non piagnona (fu C. Maranelli, prof. a Campobasso a distinguerla da quella piagnona, oggi tanto di moda anche con il libro bestseller “Terroni”) vorrei accennare alla meno nota Questione Settentrionale, che ha molte sfaccettature, quasi tutte basate sul ribellismo fiscale. Il Veneto, ad esempio, lamenta che dei 20 miliardi di tasse pagate allo Stato ogni anno, torna poco indietro. La Questione Settentrionale, a differenza di quella Meridionale, va sostenendo che: sono troppe le tasse al Nord. Tale eccesso di tasse è causato anche da un Sud che non decolla. In realtà al Sud pare che stia decollando solo l’assistenzialismo e il meridionalismo piagnone, che ribadisce che tutte le colpe dei ritardi meridionali sono stati causati dai settentrionali, ad iniziare dal 1861. Intanto alla TV1, Giretti, intervista il rappresentante dei Neoborbonici che, continua, imperterrito con il meridionalismo piagnone a dire che il Sud prima dei Savoia era ricco e le banche avevano molti più soldi del Nord, ma non precisa che erano soldi dei nobili feudatari rimasti paternalisti e affamatori di un popolo che era indicente molto più di quello del nord, dove i nobili non praticavano più la mezzadria ed erano divenuti imprenditori agricoli ed industriali, producendo ricchezza per tutti. Un mass media molisano pubblica spesso notizie su Bojano, ma sono diverse da queste che pubblica il presente mass media “casertano”? Al lettore la risposta, ma le notizie devono essere fedeli alla realtà, se sono democratiche e non asservite a gruppi politici da gattopardismo meridionale soprattutto. Dunque non ha importanza se il mass media è o non è molisano. Ma riportamo quello molisano, dove in un articolo si legge che la ex azienda avicola di Monteverde di Bojano ha chiuso i battenti in una marea di debiti che l’hanno portata al fallimento. Lo stesso mass media riporta la nota del personaggio bojanese prima citato: «Bojano, purtroppo, non reagisce, nemmeno per chiedere che si faccia chiarezza su una vicenda che di lati oscuri ne presenta troppi. Ho postato tante cose sulla filiera avicola, molte altre, peraltro le più emblematiche, le ha pubblicate Enzo Colozza su Primo Piano Molise. Sono state sollevate precise eccezioni, che ben possono definirsi vere e proprie accuse, finanche sulle procedure seguite a partire almeno dal concordato preventivo Arena, quando Solagrital e Gam, non si sa bene autorizzate da chi, espressero un voto favorevole al concordato, e che, di fatto, determinò la perdita di tutto il credito vantato, oltre 30 milioni di euro. Tre giorni dopo l’udienza per esprimere il voto (8 ottobre 2012), Solagrital (circa 28 milioni di crediti) venne posta in liquidazione coatta amministrativa, (che è il modo elegante di definire il fallimento per le società cooperative). Considerando che l’avvio della procedura ministeriale di messa in liquidazione coatta amministrativa era già stata comunicata nel settembre 2012 sia alla società sia al Tribunale di Campobasso, aveva Solagrital il potere di esprimere, l’8 ottobre 2012, un voto favorevole ad un concordato che, di fatto, le faceva rinunciare al 60% del credito vantato nei confronti di aziende del gruppo Arena? Ha poi recuperato Solagrital la residua quota del 40% di credito vantato verso quelle società? Il Tribunale di Campobasso, che molte cose dovrebbe spiegare, ha poi archiviato il fascicolo aperto sulle vicende che hanno riguardato la filiera avicola molisana, ma, pare, ce ne sia un altro ancora aperto, risalente addirittura al 2012!!!. Su queste cose Bojano dovrebbe riflettere, anche per capire dove andrà a finire il fiume di danaro che tra Area di crisi, Psr e altri finanziamenti pubblici scorrerà ancora una volta dalle nostre parti grazie alle spoglie della filiera avicola. Quello che più rattrista è vedere come la nostra città sia indifferente davanti a queste cose. E abbiamo parlato veramente di una minima parte. Forse dovrebbero leggere il fascicolo relativo al procedimento archiviato per arrabbiarsi sul serio, ma bisognerebbe fermarsi un attimo a riflettere, a cercare di capire che una collettività è tale quando ognuno dei suoi membri può contare sulla forza comune di fronte alle ingiustizie. Bojano è stata molte volte preda di avventurieri per questo suo disinteresse a fatti che, oggettivamente, coinvolgevano tutta la città. La fine della filiera avicola, purtroppo, segna il punto più basso di questa nostra indifferenza sociale. Ma io sono sempre ottimista, e, davvero, credo che prima o poi Bojano il conto lo presenterà a chi di dovere». Si spera che il nuovo Imprenditore dell’ex Sam non deluda le aspettative dei disoccupati dell’alta valle del Biferno, che di promesse politiche sono stanchi. I Sanniti attuali della ex capitale del Sannio Pentro non meritano molta parte del ceto politico molisano gattopardesco, che non si preoccupa della res pubblica che amministra, ma dei propri parenti ed amici, purtroppo. 20 Consiglieri regionali in Molise, superpagati ed omaggiati, per meno di 300.000 cittadini molisani presenti realmente nei 136 comuni sono uno spreco democratico che nessun Governo repubblicano dovrebbe tollerare. Quando in Settentrione si additano gli sprechi al Meridione, oltre agli ex forestali siciliani si citano anche i 20 Consiglieri regionali. Gli si deve dare Ragione? Credo che molti meridionali non condividano tali sprechi come anche quelli in Settentrione, vedi Mose, banche vicentine, ecc..