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EQUILIBRI MONDIALI

(Giuseppe Pace, esperto internazionale in ecologia umana). Già questo mass media ha dato spazio ad altro articolo che prevedeva la vittoria di D.Trump a Presidente degli USA, quando tutti gli altri lo davano per sconfitto sulla agguerrita concorrente di “sinistra” H. Clinton. Nell’applicare l’Ecologia Umana ad un ambiente specifico (un piccolo territorio come l’Austria o più grande come la Romania, l’Italia, la Germania, la Cina, ecc), si considera sia la natura che la cultura. Per studiare l’ambiente, nel suo complesso, quasi inscindibile, di natura e cultura, si richiede una disciplina con tre caratteri: 1) multidisciplinare (composto da alcune scienze naturali e scienze umane, anche la sociologia), 2) interdisciplinare e 3) transdisciplinare. Così ho fatto per scrivere i miei libri (pubblicati, in gran parte con leolibri.it) di Ecologia Umana dell’Africa Orientale, della Romania, della Germania, di Dubai, della Cina, ecc. Ho dovuto applicare, di conseguenza, i suddetti 3 caratteri dell’Ecologia Umana sulla base anche dell’esperienza ultradecennale nonché il principio che la cultura ha il primato sulla natura e non viceversa come si ostinano a ritenere in molti studiosi tradizionalisti. Ciò premesso dico che nell’equilibrio dei grandi poteri mondiali c’è ancora la Russia, dimenticarlo costituirebbe un grave errore per lo studioso di Ecologia Umana. La Russia non è musulmana, né antieuropea, è solo un po’ antiamericana anche a causa della lunga Guerra Fredda, iniziata 24 anni prima della caduta del muro di Berlino del 1989. Per la strategia degli equilibri geopolitici mondiali, la emergente Cina, ha imparato dagli Stati Uniti e dalla Russia che devono crearsi degli stati “fantocci” (ad esempio la Corea del Nord ) che mina il potenziale avversario politico (USA), mentre da Pechino si fa finta di calmare il dittatore nordcoreano che minaccia missili nucleari da spedire contro gli USA. La Russia è ancora un potere non secondario e il presidente B. Obama l’ha offesa chiamandola “potere regionale” durante la recente crisi della richiesta indipendenza della Crimea dall’Ucraina. D. Trump non ha fatto questo errore del suo predecessore, ma può farne altri come la recente intesa tra l’Arabia Saudita e la Russia, che ha sottratto agli USA non poca influenza diplomatica. A queste nuove tensioni si aggiungono quelle tra Turchia e USA:” I leader turchi non riceveranno l’ambasciatore statunitense in Turchia, ha detto il presidente Recep Tayyip Erdogan martedì. Le relazioni tra la Turchia e gli Stati Uniti, due paesi partner della NATO, stanno attraversando un periodo di intensa tensione”, scrive la romena “Revista 22 ro”. La Siria ha creato nuovi equilibri strategici con un dittatore al potere sostenuto dalla Russia più che dagli USA e dal Vaticano. Roma, caput mundi, 2000 anni fa, è stato il primo grande stato moderno del mondo che l’imperatore ed ottimo principe Traiano ha portato alla più grande espansione territoriale assoggettando la Dacia di re Decebalo nel 106 d. C.. Traiano sapeva della grande quantità di oro dei monti Apuseni, che poteva fare comodo a Roma, ma è stato anche generoso con la nuova provincia romana della Dacia, dove la XI Legione, dislocata ad Alba Iulia, controllava la fornitura di oro a Roma. I nobili romani, o loro delegati di Legione, governavano la nuova provincia romana della Dacia da Sarmizegetusa Ulpia Traiana, a circa 30 km a sud di Deva, capoluogo della Judet Hunedoara. Da Deva, dove ho ho insegnato per un periodo di cinque anni, dal 2004 al 2008, ho visitato spesso le vicine miniere d’oro, l’antica capitale sui monti di Orastie della Dacia conquistata da Traiano e l’ho visto, dal di fuori, la fabbrica di armi russe ad Orastie, dove costruivano il Kalashnkov, il mitra più venduto al mondo. A Deva ho incontrato un giornalista ed editore, che spesso era andato per lavoro ed acquistare presse per stampa a Mosca e, un giorno, mi ha, sorpreso, chiedendomi di diventare una spia russa, ma ho risposto che preferivo di no. Forse ha capito l’imparzialità della mia visione del mondo senza propendere per una potenza o per l’altra e perché credo nella divisione dei poteri e non nell’accentramento di essi in una sola persona, come nella Repubblica Romana durata circa 4 secoli, che seguirono i 4 di monarchia e precedettero i 4 secoli di impero. Anche Roma antica, mentre era la più grande potenza mondiale, doveva costantemente tessere nuovi equilibri diplomatici con accordi economici e militari. Anche allora, c’erano paesi “canaglia” e quelli amici di Roma, che decideva quasi sempre con la “Pax Romana”, cioè mostrando contemporaneamente le armate che possedeva: 25-50 Legioni ben addestrate ed armate. Il monito “se vuoi la pace, prepara la guerra” allora era applicato? Sembra di si. Attualmente non sembra che sia molto cambiato il sistema della ricerca di nuovi equilibri nei rapporti di forza mondiali. La Roma di oggi si chiama USA, ma più di qualche potenza di pari dignità esiste da tempo come la Russia e quella emergente della Cina, che ha un PIL superiore agli USA anche se quello pro capite è ancora basso. Ogni potenza mondiale, delle tre suddette, ha un equilibrio strategico sul globo con amici fidati, affidabili ed avversi. Ci sono anche poteri più piccoli, ma tendono a nascondere gli altri stati di uguali dimensioni fisiche ed economiche. Tra questi più piccoli poteri forti vi sono: la Francia, il Regno Unito e la Germania. Sembra che le incursioni terroristiche internazionali siano rivolte molto contri questi tre paesi o piccole potenze dello scacchiere internazionale. Il terrorismo, per ora, ignora l’Italia, che è pur sempre una potenza mondiale perche ha il 65% della ricchezza culturale e artistica del pianeta Terra, il cui territorio è suddiviso in più di 200 unità nazionali. L’italiano medio, tranne all’epoca del fascismo di Mussolini, non ha nazionalismi esagerati come il francese, l’inglese e il tedesco. Alcuni media in Romania, più vicino alla ex grandeur francese alla quale il dittatore N. Ceausescu si era legato molto per sfuggire al controllo di Mosca, scrivono: “Questa visione sulla base dell’equilibrio del potere (Macron ha tenuto un discorso), si consolida dal fatto che l’aumento del Brend di Parigi a livello comunitario deriva da un’Unione europea a più velocità, formata con un nocciolo duro intorno alla coppia franco-tedesca, ma istituzionalizzata , un gioco in anticipo dell’Unione chiaramente stabilisce le relazioni tra il centro e la periferia. Nel suo discorso prima alla Comunità francese a Bucureşti, E. Macron, pronunciò una frase troppo facilmente trascurata: C’è un’ambiguità romena, discutendo della difesa dell’Europa, che continua ad avere un fascino per il Patto Atlantico. La soluzione a questa ambiguità sarà il test che ci permetterà di dire se abbiamo una diplomazia di successo”. Captando con le antenne dell’Ecologia Umana, capisco perché in Romania, i mass media locali scrivono che: “Le circostanze dei nostri confini sono completamente cambiate. Cosa vedremo se restiamo con una visione da idealisti romantici, o esiste un’altra realtà che sarà l’influenza da noi stessi”. Queste parole di Nicolae Iorga furono pronunciate durante una lezione d’apertura dei corsi all’Università di Bucarest, durante la prima guerra dei Balcani. Molti hanno creduto o sperato che l’intervento russo in Siria, con l’abbattimento aereo militare russo dal 24 novembre 2015, riduce la politica della Turchia durante la tradizionale guerra fredda, quella di contrastare la Russia nei club euroatlantici o almeno a distanza. Non è stato così, e questo ultimo incontro Putin- Erdoğan, conferma l’alleanza sostenibile tra le due potenze, e in particolare il loro tentativo di emarginare l’Occidente nelle regioni prossime all’ Eurasia (questo è il concetto geopolitico di Mosca e Ankara). Anche il sostenere milizie divergenti in Siria, Putin e Erdogan, hanno concordato di dare priorità al processo insieme all’Iran, e di risolvere la crisi siriana, senza la partecipazione occidentale. Alla fine della riunione di tre ore nell’enorme palazzo presidenziale di Ankara, i due leader hanno annunciato l’istituzione della zona eurasiatica, dove saranno schierate le forze dell’ordine turco, russo e iraniano. Dopo i premi Nobel per la letteratura, medicina, fisica e della Pace, il Nobel per l’Economia “scienza triste” è stato assegnato a Richard Thaler, dell’Università di Chicago. Egli è anche l’Autore della rivista “Nudge”, pubblicato in Italia da Feltrinelli con il titolo “The Gentle Push – una nuova strategia per migliorare le nostre decisioni sul denaro, la salute e la felicità” di Cass R. Sunstain. La motivazione del Nobel è stata la seguente:”per aver contributo alla economia comportamentale”, ha detto il Reale Svedese delle Scienze, implicazioni sociologiche dell’economia. Per concludere mi preme ribadire che la Romania e l’Italia continuano a non avere più premi Nobel per le loro Università poco efficienti, di scarsa qualità e di diffuso nepotismo ai concorsi a cattedra. Nei paesi a Sud delle Alpi l’Europa è ancora inefficiente e poco trasparente nei bilanci delle Pubbliche Amministrazioni con un alta corruzione. Nei paesi a Nord elle Alpi le cose vanno decisamente meglio e ha ragione il ministro dell’economia tedesco quando afferma e riafferma che “con i debiti non si può crescere”. Forse si riferisce all’enorme debito pubblico italiano, greco, ecc.. Quando insegnavo in Romania, la Russia mi sembrava più vicina anche perché amici e colleghi romeni di scuola parlavano in russo imparato a scuola, allora sotto l’orbita dell’URSS. I palazzi abitati dai romeni erano ancora funzionali perché progettati da Ing. e architetti russi o che avevano imparato gli Ing. romeni all’Università di Bucarest da loro. La Russia ha ancora una estensione territoriale sorprendente con molti caratteri geofisici da studiare e una cultura (con una lingua, il russo, parlato e scritto dall’Europa alle coste dell’Oceano Pacifico), da esaminare meglio per capire quell’ambiente. Con D. Trump, Presidente degli USA, alla Russia sarà più facile fare nuove alleanze con la Turchia, l’Iran, l’Arabia Saudita, ecc., anche per una diplomazia più bizantineggiante, meno diretta di quella de neopresidente degli USA, che però resta ancora la superpotenza mondiale con armi ed economia all’avanguardia mondiale, dunque la Casa Bianca è ancora il Senato Romano, prima di Augusto? Credo di si. Con circa 4 secoli di monarchia, 4 di repubblica e 4 di impero, Roma, ha elaborò un’arte del governare che è ancora d’esempio per chi vuole leggere la storia ed attualizzarla con i dovuti mutamenti mondiali. D. Tramp non deve farà l’errore di sottovalutare la Russia come fece B. Obama, che la chiamò: ”potenza regionale”, escludendola dalle potenze mondiali, che forse non vedeva oltre i “suoi” USA, ora in difficoltà diplomatica notevole. Sorge spontanea una domanda: gli USA, guidati da D. Tramp, sono ancora come Roma, caput mundi? Credo di si perché il liberismo capitalista, con tutti i suoi difetti, è vincente sull’“intellettuale” comunismo come pare confermare l’ultimo premio Nobel dell’Economia: ”scienza triste”. D. Trump è imprevedibile in politica estera, ma lo lasciava intuire già in campagna elettorale, adesso tutti sembrano sorpresi come riportano mass media del tipo”Internazionale” con tutti articolisti esteri oppure i maggiori mass media stranieri. La Corea del Nord è da 20 anni che dà problemi e non è un problema insoluto di Trump e così il vicino oriente. L’Espresso titola che” La politica estera di Trump: c’è del metodo nella follia” ed anche” Analisi. Secondo molti osservatori le minacce del presidente Usa a Corea del Nord e Venezuela fanno perdere credibilità all’America. Ma la linea del tycoon ha il vantaggio di spiazzare gli interlocutori e potrebbe anche dare dei risultati”. Vedremo nelle prossime mosse di politica estera di D. Trump ancora lo stupore nella stampa della maggior parte degli osservatori, molti intellettuali della moda radicalshic di sinistra italiani compresi, e suoi detrattori della politica internazionale? Me lo aspetto!