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Itinerari di Viaggio. Il Gran Sasso nel Parco Nazionale, la vetta del Sud Italia

Per raggiungere la vetta del Gran Sasso, posto quasi a 3000 metri si deve passare per il comune dell’Aquila nella località Fonte Cerreto dove c’è la cabinovia che in meno di 10 minuti porta da 1100 metri ai 2100 di Campo Imperatore dove si snodano diversi sentieri che portano sulle cime. Fonte si trova ad una quindicina di km da L’Aquila e a due-tre km dall’uscita autostradale Roma-L’Aquila-Teramo di Assergi.
Campo Imperatore oltre che con la cabinovia può essere raggiunto via strada, con la macchina. Dista 30 km da Fonte Cerreto.
Con i suoi 15000 ettari, il Parco del Gran Sasso e Monti della Laga comprende tre regioni: Abruzzo, Lazio e Marche. Istituita nel 1995, l’area protetta può vantare presenze ambientali da primato: l’Altopiano di Campo Imperatore (il più vasto della Penisola), il lago di Campotosto (il bacino artificiale più esteso del Continente) ed il ghiacciaio del Calderone (l’unico dell’Appennino e quello più a sud di tutta Europa).

Il Piccolo Tibet
Campo Imperatore è chiamato anche così. E’ un altopiano alla cui sommità fu detenuto Mussolini durante la fine della Seconda Guerra Mondiale. Santo Stefano di Sessanio e piccoli borghi medioevali, ricchi di fascino, si trovano alle pendici del Gran Sasso e meritano di essere visitati.

Il Parco del Sirente Velino
Nei pressi nel Parco Nazionale c’è quello del Silente con Fontecchio, antico borgo medievale con una splendita fontana ed uno degli orologi più antichi d’Italia. A Bominaco si trova un complesso monastico con due chiese del VII e XII secolo.

Speleologia nel Gran Sasso
Nella Grotta a Male, il fascino del mondo sotterraneo si unisce alla storia. Nel fondo si vede la data 1573 scolpita nella roccia da Francesco De Marchi, il primo che la esplorò.

La Valle Dell’Aterno

La valle da sempre unisce i centri più importanti dell’Abruzzo: L’Aquila e Sulmona. Percorrere i 60 km di territorio incontaminato è come immergersi nella storia, compiendo a ritroso il cammino di Celestino V, che raggiunse l’Aquila per essere incoronato Papa.

La Transumanza
Sono sentieri antichi di 2000 anni, la migrazione già nel III secolo a.C. prevedeva lo spostamento di milioni di pecore dall’Abruzzo alla Puglia. Percorrere questi sentieri, su tutti il Tratturo magno, regala un’esperienza unica.

La Valle del Tirino
E’ il luogo in cui nel 1934 è stata rinvenuta la statua del Principe Italico Nevio Pompuledio, più noto come “Guerriero di Capestrano” divenuto uno dei simboli del Parco. Questa valle, ancora incontaminata, custodisce uno straordinario patrimonio storico culturale che annovera il castello Piccolomini, la chiesa di San Pietro ad Oratorium, il convento di San Giovanni Capestrano e la chiesa della Madonna di Cartignano a Bussi.
La valle del Tirino è un prezioso contenitore di tipicità enogastronomiche come trote e gamberi di fiume.

Lupi e Camosci
L’area del Parco è una delle aree faunistiche più importanti d’Italia. I Centri visita del Lupo e del Camoscio di proprietà del Corpo Forestale, sono gestiti da cooperative in un suggestivo paesaggio montano, dove è possibile ammirare da vicino splenditi esemplari di lupi appenninici, cervi, caprioli, daini, aquile reali.

La Baronia di Carapelle
L’area, antichissima, dopo la romanizzazione subì un periodo di crisi politica ed economica passando da un sistema costruito da ville sparse ad una trama di insediamenti di altura.
Nella seconda metà del ‘400 la baronia fu governata dalla famiglia Piccolomini, nel 1579 il feudo entrò a far parte dei possedimenti dei Medici di Firenze. Nel XVIII secolo divenne parte integrante del Regno del Mezzogiorno delle Due Sicilie.