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Ecologia Umana della Tunisia che ha spiccata simpatia per gli italiani.

Giuseppe Pace (Esperto Internazionale di Ecologia Umana). La Tunisia è vicina come la Cina è lontana. Con il mondo globalizzato questi termini sembrano più del passato. Una recente lunga vacanza nell’Ambiente tunisino mi ha permesso di conoscerne molti aspetti insoliti. Uno mi ha sorpreso in modo speciale, la spiccata simpatia dei tunisini per gli italiani: ritenuti, bontà loro, migliori di altri popoli confinanti e lontani. Si riferiscono ai molti italiani conosciuti in Tunisia per attività imprenditoriali e turistiche. Solo in Romania avevo trovato un simile ”amore” verso l’italianità, che ovviamente fa piacere riscontrare. Si ribadisce che l’Ambiente non è solo quello naturale (come molti erroneamente ritengono anche sui media), ma anche quello sociale, economico, culturale, religioso e l’Ecologia Umana studia l’Ambiente come insieme di Natura e Cultura, come suggerisce anche l’Istituto per l’Ambiente con sede a Milano. L’Ambiente sociale della Tunisia, con 11 milioni di abitanti, è interessante da esaminare perché rispetto agli altri Paesi africani e ricco più di aspetti europei che africani ed arabi. Il territorio tunisino è esteso 163.155 kmq con 1.298 km di costa marina, il clima è Mediterraneo, semi arido all’interno e arido nel sud. I tunisini parlano tutti almeno due lingue: il francese e l’arabo, bilingue è tutta la cartellonistica ed insegne stradali. Nel bar ristorante “Win” di Boud Said, mi diceva il cameriere Adel, che parlava bene l’italiano, il suo nuovo datore di lavoro aveva disposto per i clienti solo ascolto di canzoni in francese, mentre in altri bar, ristoranti e gelaterie e soprattutto i tassisti ascoltano canzoni arabe più popolari delle francesi. Per esaminare un ambiente sociale soprattutto bisogna fare riferimenti ad un saggio locale ed io l’ho trovato in Bej Bashir uno scultore in pensione di 85 anni, che vive a Sai Boud Said. Egli mi ha riferito di molti aspetti della Tunisia del passato e attuale anche con un marcato rispetto per le religioni pur professando intensamente la sua, quella islamica. L’Ambiente religioso tunisino è caratterizzato dalla religione Musulmana al 98% della popolazione ed il resto dalle Religioni Ebraica e Cristiana. Nel ricchissimo Museo Archeologico del Brado, ritrovando, in particolare, i reperti religiosi comuni del Corano e della Bibbia in merito alle donne mi è venuto in mente l’ecumenismo dell’amico Bashir, che capiva bene l’italiano anche se non o sapeva parlare. La sua vita è stato prolifica con 4 mogli e molti figli tra cui il giovane giornalista Bej Jassime e nipoti come la Dr.ssa in Medicina che vive e lavora a Lione, mentre il genero, di 60 anni, Mohamed, abita vicino alla sua casa caratteristica (dipinta di bianco e finestre e porte in blu come tutte le case del tipico comune di Sidi Boud Said, colori che meglio climatizzano il posto), insegna calcolo matematico in Tunisia e mi ha illustrato il sistema di votazione diverso di quello delle scuole italiane. Là, in Tunisia, i voti postivi vanno da 11/20 a 20/20. Bashir sostiene che il costo della vita è alto in Tunisia e che all’epoca di Habib Bourghuiba la Tunisia migliorò molto da Paese povero ed analfabeta a Paese europeo e con scuole gratis per tutti. C’è bisogno di maggiore stabilità politica, dice per governare anche per i più poveri che sono tanti per mancanza di lavoro e per il basso potere d’acquisto dei pensionati e con il costo dei carburanti troppo alto. Ho visitato Tunisi, i suoi dintorni, La Marsa e più nei dettagli Sidi Boud Said, con i suoi 5 mila abitanti e la vicina e storica Cartagine con l’immenso tesoro archeologico da rivalutare meglio, il palazzo presidenziale e l’Università di Cartagine con il su Politecnico, diretto da una donna (Than Jallauli) dove si spera di istituire un Corso di Ecologia Umana per meglio studiare l’Ambiente tunisino mediante i tre caratteri connessi alla visione dell’Ecologia Umana: multidisciplinare, interdisciplinare e transdisciplinare. Le principali città tunisine sono: Sfax, Sousse, Béja, Bizerte, Jendouba, Gabès, El Kef, Nabeul, Médenine, Kairouan. Il 10 marzo di ogni anni, dal 1956, i tunisini festeggiano l’indipendenza dalla Francia che esercitava solo un Protettorato sulla Tunisia. Imponenti furono i lavori fatti tra La Goulette e la Porta di Francia per bonificare le aree malsane in precedenza. La Medina appare come una piccola Napoli anche se necessità di opere di bonifica igienica e di recettività turistica più protetta dalla polizia, che forse non riesce ancora bene a controllarne i vicoli come a Forcella. La Tunisia ha molti aeroporti internazionali: Tunis, Monastir, Djerba, Sfax, Tabarka, Tozeur, Gafsa, Gabès, Enfidha-Hammamet. In quest’ultima città riposa in pace Bettino Craxi. La moneta è il Dinaro Tunisino (TND). Il Dinaro Tunisino è suddiviso in 1000 millesimi. Non può essere importato nè esportato. Traveller’s chèques sono accettati. 1 Euro = circa 2,9 TND. Il pane comune più utilizzato in Tunisia costa 200 centesmi di dinaro pari a15 filoncini per circa un euro. Il caffè costa 700 e 900 centesimi di dinaro pari a circa un terzo di euro. Se si esce fuori dei negozi e bar popolari i prezzi diventano europei se non anche più alti. L’alcol in Tunisia è quasi estraneo alla cultura gastronomica. La benzina e il gasolio costano 0,7 L’Aeroporto di Tunisi è bello da vedere e da utilizzare anche per la cordiale efficienza dei suoi impiegati che parlano spesso in italiano. Le compagnie aeree tunisine sono due: Tunisair e Nouvelair. La Tunisia, a differenza di altri Paesi arabi, visitati con lo sguardo dell’Ecologo Umano, è più europea e il suo “cordone” ombelicale culturale con il mondo e la cultura araba appare secondario. Forse la vicinanza all’Italia e alla Magna Grecia del passato ne hanno plasmato il paesaggio storico, economico e religioso. La tolleranza è alta come appare alta anche la tendenza a non fare mediazione commerciale. Molti sono i pensionati italiani in Tunisia per il basso costo della vita al bar, al ristorante e nei mercatini rionali. Si stanno diffondendo merci e supermercati con prezzi all’Europea a partire dall’Aeroporto. I modelli occidentali esercitano un fascino non positivo per i giovani tunisini non sempre abituati a lavorare 8 e più ore al giorno. Le donne tunisine lavorano nei supermercati, nelle gelaterie, nelle pasticcerie e nei bar a differenza di quelle di Turchia, Egitto. Per strada e a mare sono sempre meno le già poche donne che indossano l’abito tradizione con la copertura anche del volto a parte gli occhi. Gli uomini spesso indossano pantaloncini. Il richiamo delle moschee tunisine con le cinque preghiere al giorno sono meno indifferenti del rintocco del mezzogiorno cattolico. L’Ambiente naturale costiero tunisino è afflitto dal poco riciclaggio della plastica, che viene utilizzata molto per le acque minerali. Nelle spiagge di Amilcare e al porto di Sidi Boud Said erano evidenti molti danni ambientali costieri per la mancanza dell’efficiente raccolta differenziata. Né ai tunisini è facilmente promossa e propagandata la buona acqua del rubinetto metropolitano della capitale e dei dintorni, acqua utilizzata normalmente dallo scrivente senza alcun danno alla salute riscontrato in circa un mese. Il reddito procapite tunisino resta basso, più della Romania, e i consumi per le famiglie, registrati qualche anno fa, rilevano 34,8% per cibi e bevande, 22,8% per abitazione, 8,8% per l’abbigliamento, 8,4% per istruzione, cultura e tempo libero, 6,2% per la sanità e 16,4% per i trasporti. La spesa pubblica per l’istruzione è pari al 7,3% del PIL. La Tunisia ha 141.000 insegnanti e 2.706.785 studenti con 57.000 laureati, ma gli analfabeti superano ancora il 20%.L’attenzione della Tunisia per la scuola è alta e nonostante l’enorme patrimonio turistico resta basso il numero di turisti che vi giunge. Non poche sono le difficoltà da affrontare ancora per vincere la lotta antica alla corruzione, forse diffusa nelle pieghe burocratiche, che in altri Paesi arabi è maggiore. L’Ambiente economico tunisino necessità di più investimenti europei e italiani come anche l’Ambiente culturale. Ciò per evitare un ritorno della Tunisia verso l’instabilità fomentata da gruppi estremisti di, per ora inesistenti califfati, che potrebbero essere finanziati da fondi non trasparenti per la crescita democratica globale che deve poter portare l’evoluzione verso il futuro e non all’involuzione ambientale.

Ecologie Humaine de la Tunisie qui a une forte sympathie pour les Italiens.

Giuseppe Pace (Expert international en écologie humaine). La Tunisie est proche car la Chine est loin. Avec le monde globalisé, ces termes semblent plus que le passé. Une longue période de vacances dans l’environnement tunisien m’a permis de connaître de nombreux aspects inhabituels. On m’a surpris d’une manière particulière, la forte sympathie des Tunisiens pour les Italiens: considérés, leur bonté, mieux que d’autres peuples voisins et éloignés. Ils se réfèrent aux nombreux Italiens connus en Tunisie pour leurs activités commerciales et touristiques. Seulement en Roumanie j’avais trouvé un “amour” similaire envers l’italianité, ce qui est évidemment un plaisir à trouver. Il est répété que l’environnement est non seulement naturel (comme beaucoup croient à tort dans les médias), mais aussi social, économique, culturel, religieux et l’écologie humaine étudie l’environnement dans son ensemble de la nature et de la culture, comme le suggère aussi l’Institut de l’Environnement basé à Milan. L’environnement social de la Tunisie, avec 11 millions d’habitants, est intéressant à examiner car comparé à d’autres pays africains et plus riche en aspects européens que les Africains et les Arabes. Le territoire tunisien s’étend sur 163.155 km2 avec 1.298 km de littoral marin, le climat est méditerranéen, semi-aride à l’intérieur et aride au sud. Les Tunisiens parlent tous au moins deux langues: le français et l’arabe, bilingues sont tous des enseignes et des panneaux de signalisation. Dans le bar-restaurant « Win » par Boud a dit, il m’a dit que le garçon Adel, qui paré bien l’italien, son nouvel employeur avait organisé à la clientèle d’écouter des chansons en français, alors que dans d’autres bars, restaurants et salons de crème glacée et surtout les chauffeurs de taxi écoutent des chansons arabes plus populaires des Français. Afin d’examiner un environnement social, il faut se référer à un sage local, et je l’ai trouvé à Bej Bashir, un sculpteur de 85 ans retraité qui vit à Sai Boud Saïd. Il m’a parlé de nombreux aspects de la Tunisie du passé et du présent, même avec un respect marqué pour les religions, tout en professant intensément son, l’islamique. L’environnement religieux tunisien est caractérisé par la religion musulmane à 98% de la population et le reste par les religions juives et chrétiennes. En riche Musée archéologique de Brado, conclusion, en particulier, les objets religieux communs du Coran et la Bible au sujet des femmes sont venus à mon esprit oecuménisme Bashir, qui a bien compris l’italien, bien que pas ou ne pouvait parler . Sa vie a été prolifique avec quatre femmes et de nombreux enfants et petits-enfants comme Dr. en médecine qui vit et travaille à Lyon, tandis que le fils, y compris le jeune journaliste Bej Jassime, âgé de 60 ans, Mohamed, vit près de sa maison de caractère (peint en blanc et les fenêtres et des portes en bleu comme toutes les maisons de la ville typique de Sidi Boud Saïd les couleurs qui semblent mieux climatiser l’endroit), enseigne le calcul mathématique en Tunisie et m’a montré le système de vote différent de celui des écoles italiennes. Là, en Tunisie, les notes positives vont du 11/20 au 20/20. Bashir affirme que le coût de la vie est élevé en Tunisie et qu’à l’époque de Habib Bourghuiba, la Tunisie s’est beaucoup améliorée en passant d’un pays pauvre et illettré à un pays européen et avec des écoles gratuites pour tous. Il y a un besoin de plus grande stabilité politique, dit-il, pour gouverner même les plus pauvres qui sont si nombreux par manque de travail et pour le bas pouvoir d’achat des retraités et le coût des carburants trop élevé. Je me suis rendu à Tunis, ses environs, La Marsa, et plus en détail Sidi Boud Saïd, avec ses 5000 habitants et la Carthage historique à proximité et le trésor archéologique immense réévaluent mieux, le palais présidentiel et l’Université de Cartagena sur la du Politecnico, dirigé par une femme (Than Jallauli), où il espère établir un cours d’écologie humaine pour une meilleure étude de l’environnement tunisien à travers les trois personnages liés à la vision écologie humaine: pluridisciplinaire, interdisciplinaire et transdisciplinaire. L’environnement naturel côtier tunisien est miné par le peu de recyclage des plastiques, très utilisé pour les eaux minérales. Sur les plages d’Amilcar et au port de Sidi Boud Saïd, il y a eu de nombreux dégâts environnementaux dus au manque de collecte sélective efficace. Ni Tunisien est facilement promu et promu la bonne eau du robinet métropolitain de la capitale et de ses environs, l’eau normalement utilisée par l’écrivain sans aucun dommage pour la santé trouvé dans environ un mois. Les principales villes tunisiennes sont: Sfax, Sousse, Béja, Bizerte, Jendouba, Gabès, El Kef, Nabeul, Médenine, Kairouan. Le 10 mars de chaque année, depuis 1956, les Tunisiens célèbrent l’indépendance de la France, qui n’exerçait qu’un protectorat sur la Tunisie. Le travail effectué entre La Goulette et la Porte de France pour nettoyer les zones insalubres plus tôt était impressionnant. La Médina apparaît comme une petite Naples, même si elle nécessite l’utilisation de la réhabilitation hygiénique et la réceptivité touristique plus protégée par la police, qui peut-être encore ne peut pas contrôler les ruelles comme à Forcella. La Tunisie compte de nombreux aéroports internationaux: Tunis, Monastir, Djerba, Sfax, Tabarka, Tozeur, Gafsa, Gabès, Enfidha-Hammamet. Dans cette dernière ville, Bettino Craxi repose en paix La monnaie est le dinar tunisien (TND). Le dinar tunisien est subdivisé en 1000 millièmes. Il ne peut pas être importé ou exporté. Les chèques du voyageur sont acceptés. 1 euro = environ 2,9 TND. Le pain commun le plus utilisé en Tunisie coûte 200 centimes de dinar, soit 15 pains pour environ un euro. Le café coûte 700 et 900 centimes de dinars, soit environ un tiers d’euro. Si vous sortez des boutiques et des bars populaires, les prix deviennent européens sinon plus élevés. L’alcool en Tunisie est presque étranger à la culture gastronomique. L’aéroport de Tunis est magnifique à voir et à utiliser pour l’efficacité amicale de ses employés qui parlent souvent italien. Il existe deux compagnies aériennes tunisiennes: Tunisair et Nouvelair. La Tunisie, contrairement aux autres pays arabes, visités aux yeux de l’écologiste humain, est plus européenne et son “cordon” ombilical culturel avec le monde et la culture arabes apparaît secondaire. Peut-être la proximité de l’Italie et la Magna Grecia du passé ont façonné le paysage historique, économique et religieux. La tolérance est élevée, tout comme la tendance à ne pas faire de médiation commerciale. Beaucoup de retraités italiens sont en Tunisie pour le faible coût de la vie dans les bars, les restaurants et les marchés locaux. Les marchandises et les supermarchés se propagent avec les prix vers l’Europe depuis l’aéroport. Les modèles occidentaux n’ont pas toujours un attrait positif pour les jeunes Tunisiens qui ne sont pas toujours habitués à travailler 8 heures par jour. Les femmes tunisiennes travaillent dans les supermarchés, les glaciers, les pâtisseries et les bars, contrairement à ce qui se passe en Turquie, en Égypte. Sur la route et en mer, il y a de moins en moins de femmes qui portent le costume traditionnel avec la couverture du visage en dehors des yeux. Les hommes portent souvent des shorts. L’appel des mosquées tunisiennes aux cinq prières par jour est moins indifférent que le coup du midi catholique. Le revenu par habitant en Tunisie reste faible, plus que la Roumanie, et la consommation des familles, enregistrée il y a quelques années, est de 34,8% pour l’alimentation et les boissons, 22,8% pour le logement, 8,8% pour l’habillement, 8 4% pour l’éducation, la culture et les loisirs, 6,2% pour la santé et 16,4% pour le transport. Les dépenses publiques d’éducation représentent 7,3% du PIB. La Tunisie compte 141 000 enseignants et 2 706 785 étudiants avec 57 000 diplômés, mais les analphabètes dépassent encore les 20% L’attention de la Tunisie à l’égard de l’école est forte et malgré l’énorme patrimoine touristique, le nombre de touristes y est encore faible. Il y a encore beaucoup de difficultés à surmonter pour surmonter l’ancien combat contre la corruption, peut-être répandu dans les rangs bureaucratiques, qui est plus important dans d’autres pays arabes. L’environnement économique tunisien a besoin de plus d’investissements européens et italiens ainsi que de l’environnement culturel. C’est pour éviter un retour de la Tunisie à l’instabilité fomentée par des groupes extrémistes, pour l’instant califats inexistants, qui pourraient être financés par des fonds non transparents pour une croissance démocratique mondiale qui doit être capable de faire évoluer l’avenir et non l’involution de l’environnement.