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FOGGIA. Due volanti della Polizia cercano di impedire una manifestazione contro l’aborto fuori l’ospedale

(Caserta24ore) FOGGIA Giovedi 10 maggio davanti all’ospedale Riuniti di Foggia è accaduto un fatto increscioso e di inaudita gravità. Il nostro collaboratore e volontario Pro Vita Gianluca Martone, come fa ormai da un anno, si era recato davanti all’ospedale pugliese per volantinare contro l’aborto e per raccogliere firme per l’importante petizione di Pro Vita sull’informazione delle donne sull’aborto. Ecco le sue dichiarazioni:”Come sempre ho fatto in quest’ultimo anno, ho inviato l’avviso di pubblica conoscenza all’ufficio del gabinetto della Questura di Foggia, informando gli addetti della polizia di questa iniziativa, in base all’art. 18 del TULPS, che recita-“I promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico, devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore. È considerata pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l’oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata. I contravventori sono puniti con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da euro 103 (lire 200.000)(2) a euro 413 (800.000)(2). Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle riunioni predette prendono la parola(3). Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione. I contravventori al divieto o alle prescrizioni dell’autorità sono puniti con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da euro 206 (lire 400.000)(2) a euro 413 (800.000)(2). Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle predette riunioni prendono la parola. Non è punibile chi, prima dell’ingiunzione dell’autorità o per obbedire ad essa, si ritira dalla riunione. Le disposizioni di questo articolo non si applicano alle riunioni elettorali”- Nonostante cio’, su segnalazione di un medico abortista, due volanti della polizia, una dei vigili urbani e una della Questura, sono giunte all’ospedale con l’intento di intimorirmi per farmi desistere da questa nobile iniziativa, operata unicamente per salvare le vite dei piccoli innocenti martiri uccisi in modo atroce in queste strutture statali, in cui non si tutela la vita nascente, ma la si uccide nell’indifferenza generale. I vigili urbani hanno rimarcato l’esistenza di un regolamento comunale del Comune di Foggia che vieterebbe volantinaggi davanti all’ospedale. Da parte mia, ho risposto che le disposizioni del testo unico della pubblica sicurezza, vigenti su tutto il territorio nazionale, prevalgono sulle singole iniziative comunali. Invece, la polizia, abusando a mio parere del potere concesso agli addetti alla sicurezza, mi ha addirittura chiesto l’autorizzazione per stare davanti all’ospedale. Da parte mia, ho risposto:Quale autorizzazione? Io ho il dovere di mandarvi solo un avviso di pubblica conoscenza, in base all’art. 18 del TULPS, un giorno prima dell’iniziativa. Il sottoscritto, invece, mostrando una correttezza esemplare, vi invia l’avviso diverse settimane prima. Dopo questo ennesimo assalto, si sono arresi e mi hanno lasciato da solo davanti all’ospedale. Questo episodio di inaudita gravità mi ha fatto ricordare le parole profetiche dello scrittore russo Aleksandr Solzenicyn, il quale ad Harvard nel 1979 affermo’:” Il declino del coraggio è nell’Occidente d’oggi forse ciò che più colpisce uno sguardo straniero. Il coraggio civico ha disertato non solo il mondo occidentale nel suo insieme, ma anche ognuno dei paesi che lo compongono, ognuno dei suoi governi, ognuno dei suoi partiti, nonché, beninteso, l’Organizzazione delle nazioni unite. Questo declino del coraggio è particolarmente avvertibile nello strato dirigente e nello strato intellettuale dominante, e da qui deriva l’impressione che il coraggio abbia disertato la società nel suo insieme. Naturalmente ci sono ancora numerose persone individualmente coraggiose, ma non sono loro a dirigere la vita della società. I funzionari politici e intellettuali manifestano questo declino, questa fiacchezza, questa irrisolutezza nei loro atti, nei loro discorsi e soprattutto nelle considerazioni teoriche che si premurano di esibire dimostrandovi che questo modo d’agire, che basa la politica di uno Stato sulla vigliaccheria e il servilismo, è pragmatico, razionale e giustificato da qualsiasi elevato punto di vista intellettuale e perfino morale lo si consideri. Questo declino del coraggio, che sembra talvolta arrivare fino alla perdita di ogni traccia di virilità, assume poi una particolare sfumatura ironica nei casi in cui i medesimi funzionari sono presi da subitanei accessi di braveria e intransigenza nei confronti dei governi senza forza, di paesi deboli che nessuno sostiene o di correnti condannate da tutti, che manifestamente non sono in grado di reagire in alcun modo. Ma la loro lingua si secca e le loro braccia si paralizzano di fronte ai governi potenti e alle forze minacciose, di fronte agli aggressori e all’Internazionale del terrore. C’è bisogno di ricordare che il declino del coraggio è stato sempre considerato, sin dai tempi antichi, zenil segno precorritore della fine? In Occidente, anche senza bisogno della censura, viene operata una puntigliosa selezione che separa le idee alla moda da quelle che non lo sono, e benché queste ultime non vengano colpite da alcun esplicito divieto, non hanno la possibilità di esprimersi veramente né nella stampa periodica, né in un libro, né da alcuna cattedra universitaria. Lo spirito dei vostri ricercatori è si libero, giuridicamente, ma in realtà impedito dagli idoli del pensiero alla moda. senza che ci sia, come all’Est, un’aperta violenza, quella selezione operata dalla mode, questa necessità di conformare ogni cosa a dei modelli standardizzati, impediscono ai pensatori più originali e indipendenti di apportare il loro contributo alla vita pubblica e determinano il manifestarsi di un pericoloso spirito gregario che è di ostacolo a qualsiasi sviluppo degno di questo nome. Da quando sono in America, ho ricevuto lettere da persone straordinariamente intelligenti, ad esempio da un certo professore di un college sperduto in una remota provincia, che potrebbe davvero fare molto per rinnovare e salvare il suo paese: ma il paese non potrà mai sentirlo perché i media non lo appoggiano. Ed è così che i pregiudizi si radicano nelle masse, che la cecità colpisce un intero paese, con conseguenze che nel nostro secolo dinamico possono risultare assai pericolose. […] Nonostante queste difficoltà, con l’aiuto della grazia di Dio, che sta portando avanti questa straordinaria missione in sette ospedali con le mie umili forze ( Napoli- Loreto Mare, Benevento- G. Rummo, Avellino- San Giuseppe Moscati, Bari- Policlinico, Campobasso- Cardarelli, Potenza- San Carlo e Foggia- Riuniti), continuero’ a lottare per la salvezza delle vite degli innocenti, uccisi dal potere di uno Stato, che ha dimenticato la tutela della vita fin dal concepimento, legalizzando l’abominio dell’uccisione di 6 milioni di martiri dal 1978 ad oggi”.