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Napoli. Funicolare centrale chiusa: notevoli disagi per gli utenti

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari sollecita tempi certi e rapidi per la riapertura della funicolare Centrale, chiusa dal 10 aprile per un improvviso guasto, la qual cosa ha lasciato appiedati gli oltre 28mila utenti che quotidianamente, nei giorni feriali, mediamente la utilizzano.“ Fino a questo momento nulla è dato sapere sui tempi necessari per riparare il guasto – afferma Capodanno -. Sulle saracinesche abbassate della stazione superiore in piazza Fuga è stato infatti affisso un cartello nel quale si afferma semplicemente che la chiusura permarrà “fino a cessate esigenze per lavori di manutenzione”. Dunque la preoccupazione di quanti utilizzano ogni giorno l’importante impianto a fune, principalmente studenti e lavoratori, è tanta “.“ Anche perché – sottolinea Capodanno -, seppure, nonostante i ben noti problemi, sovente alla ribalta delle cronache, del metro collinare, resta comunque assicurata la possibilità di un collegamento alternativo tra le aree delle stazioni di monte e di valle, la stessa cosa non può dirsi per le stazioni intermedie del Petraio e del corso Vittorio Emanuele, che restano isolate con il fermo dell’impianto a fune, senza peraltro che risulti che si sia, allo stato, provveduto a istituire, seppure temporaneamente, delle navette sostitutive del servizio al fine di alleviare i disagi delle zone interessate “.

“ Mi auguro – conclude Capodanno – che a breve si possa sapere quanto tempo durerà il fermo, auspicando che i pezzi di ricambio che comunque, a rigor di logica, avrebbero dovuto essere già essere in dotazione nel magazzino annesso all’impianto, vengano resi disponibili in tempi rapidi e si provveda con l’urgenza del caso alle necessarie sostituzioni per riattivare l’impianto. Comunque, laddove il fermo dovesse perdurare, sarà necessario istituire delle opportune navette per le stazioni intermedie così come bisognerà valutare la possibilità di aumentare il numero di corse del metrò collinare o in alternativa di aumentare il numero di vagoni di ciascun convoglio, dovendo assorbire, specialmente nelle ore di punta, un maggiore utenza, valutabile fino a circa 1.800 persone per ora, tante quante ne possono essere trasportare, nei vagoni all’impianto fermo di piazza Fuga “.