Crea sito

Lettera al Direttore. Lei è un Direttore atipico tra i media

(da Telemaco Aliano) Dottor Paolo, non la conosco di persona ma voglio dirle che un tempo, tanto tempo fa, lessi un libro di cui non ricordo il titolo, semplicemente perché mi piace leggere autori poco noti. Ricordo la storia di un Alto Ufficiale che aveva avuto i propri soldati tutti uccisi, aveva trovato l’espediente di tenerli ancora sorretti in quei cunicoli scacciati. Dietro al collo aveva posto dei bastoni che gli consentisse di tenerli in posizione da tiro o controllo. Il nemico non osava avvicinarsi a vedere la schiera di uomini che da lontano sembravano vivi. Bombardava e mitragliava ma non avanzava di un sol metro. L’alto Ufficiale nemico aveva timore che quegli uomini rispondessero mettendoli sotto tiro. Tutto questo durò settimane. Poi avvenne l’attacco finale e solo in quel momento i soldati scoprirono di aver perso tanto tempo e di aver tenuto solo dei morti! La morale l’avrà colta da sola. Ognuno di noi ha alti o bassi ideali. Ha onestà ma anche furberie. Quando uno è solo per forza di cosa deve trovare tanti espedienti. Vede, quei soldati sono i nostri politici, tenuti su con artefici da qualcosa di superiore a loro. Noi crediamo che siano forti, invece sono molto piùdeboli di quel che pensiamo. Noi vediamo i loro espedienti intimidatori, ma chi si avvale da ciò lo fa per debolezza non per forza. La loro trincea è la nostra morte. Le scrivo perché Lei abbia la forza di osservare le linee delle sue mani per capire che oltre a poter servire alla sua famiglia, servono soprattutto a questa società smarrita. Meditavo di recente sulla selva di proponimenti degli ultimi quattro governi, o sulla dimensione della Seconda Repubblica, le confesso, che il cuor più saldo cessa da vivere, così come i neuroni si congelano anche in profonda estate!  Io voglio semplicemente incoraggiarla a proseguire. Lei è un autorevole Direttore, atipico tra i media, molti suoi colleghi hanno perso lo spunto caritatevole e professionale, ma lei conserva un coraggio immenso. Saprà vedere dai suoi occhi che il cielo è plumbeo perché manca amore e rispetto. I sessantottini in nome della libertà hanno sacrificato l’amore stesso che annunciavano e il rispetto per le idee diverse che vuol dire democrazia. Eppure questa massa di “intellettuali”, lo scrivo tra virgolette perché credono che il loro minuscolo sapere sia universale, si sono riversati nella politica divenendo loro stessi dirigenti. Purtroppo l’esito finale della scommessa politica è un fallimento che stentano ad annunciare. D’altro canto nella boxe se il giudice non emette un verdetto rimane il KO, no? Nella società, giudice per eccellenza, la corruzione ha “decolorato” gli “intrecci” per cui innanzi a questo monocolore che può sembrare una voce altra, o diversa? Spero che non si arrenderà mai. Non rimanga vittima della paura perché è nemica in primis proprio la paura. Da canto mio, cerco di darmi coraggio con tutte le difficoltà che incontro, che avrà letto nella mia lettera al Presidente della Repubblica, che ha pubblicato nel giornale grazie all’amico Gianluca Martone, altro coraggioso tra i pochi. Le confesso che a sera quando poggio le spalle nel letto chiudo gli occhi con la coscienza di aver fatto tutto ciò che mi è possibile fare in un giorno. Allora penso a quei contadini di un tempo che avevano paura che il raccolto andasse perso per il maltempo, però continuavano ad arare e a raccogliere… Da piccolo sognavo di fare il giornalista, insomma di scrivere. Ma da grande ho fatto altro, anche se quella vena è rimasta senza che possa ergersi. Vede, anche nel mio sogno, non mi arrendo. Quest’Italia ha bisogno di Lei, segua quel sogno piuttosto che la paura e non dia conto a chi le lancia pietre: segni una linea come fece Gesù con Maria Maddalena. Ha la mia piena solidarietà ed incoraggiamento. Lei è unico, gli altri simili, se ne ricordi. Cordiali saluti Telemaco Aliano