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La Madonna del Rosario di Pompei in Sardegna

(IlMezzogiorno) POMPEI Dal 12 al 15 gennaio, la Missione Mariana del Rosario del Santuario, per la prima volta in Sardegna, sosterà presso la chiesa “San Luca Evangelista” di Quartu Sant’Elena (Ca) Ha preso il via a Ozieri, in provincia di Sassari, la Missione Mariana del Rosario del Santuario di Pompei, guidata da monsignor Francesco Paolo Soprano, coadiuvato da don Rosario Pepe. L’Icona pellegrina della Vergine venerata nella città mariana è stata accolta, nella mattinata, presso la parrocchia “San Francesco d’Assisi”, dove, a renderle omaggio con la preghiera e una corona di fiori sono stati i bambini della comunità. L’Icona pellegrina, dopo la santa Messa presieduta da monsignor Giovanni Dettori, vescovo emerito di Ozieri, e la recita della Supplica, è stata, poi, portata a Quartu Sant’Elena (Ca), dove, nel pomeriggio, è giunta presso il piazzale del Fortino. Poi, la liturgia di accoglienza e il cammino verso la parrocchia “San Luca Evangelista”. Qui l’immagine sacra resterà fino al 15 gennaio. Primo momento di preghiera, alle 18.00, la santa Messa presieduta dal Delegato della Missione.

Le prossime giornate di questo importante tempo di evangelizzazione, che coinvolge i fedeli sardi, inizieranno con il Buongiorno a Maria e le Lodi mattutine. Subito dopo, la partecipazione alla santa Messa e la recita del santo Rosario. Ogni sera, poi, un momento di preghiera sarà dedicato, di volta in volta, ai bambini, ai ragazzi, alle famiglie, alla pace. Domenica 15, prima di salutare l’Icona pellegrina, che lascerà Quartu Sant’Elena subito dopo la recita della Supplica alle 12.00, l’Arcivescovo metropolita di Cagliari, Monsignor Arrigo Miglio, presiederà la celebrazione eucaristica di chiusura della Missione. È la prima volta che la Missione Mariana del Rosario del Santuario di Pompei approda in Sardegna. Un evento particolarmente lieto, tanto atteso dai fedeli di quest’isola dove il culto mariano risale agli albori del Cristianesimo. Seppur poco documentabile fino al primo millennio, è certo che la diffusione della devozione alla Madonna del Rosario è legata alla presenza dei Domenicani, che fondarono il loro primo convento a Cagliari nel 1254 e propagarono le Confraternite del Rosario su tutta l’Isola.
Ancora, nelle Circolari e Lettere Pastorali scritte dai vescovi sardi tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento si registra un costante invito rivolto ai fedeli per invocare con maggiore insistenza l’aiuto della Madonna per arginare i mali della società. «Nei pericoli – scriveva il vescovo di Ozieri, Serafino Corrias, nel 1883 – nelle angustie, nelle più gravi distrette, la Chiesa fu solita sempre ricorrere al patrocinio di Colei che costituita nel più alto dei cieli sovrana amorosa degli spiriti beati, non ha cessato né cessa mai di essere la madre amorosissima di cristiani, poveri pellegrini in questa valle di pianto, i quali l’hanno sempre invocata come la più dolce consolatrice, attenendosi nei più grandi pericoli fortemente a Lei come all’ancora dell’universale salute». Assidui anche i rapporti dei vescovi sardi con Pompei e le loro visite al Santuario mariano, dovute anche alla conoscenza e ai rapporti epistolari con il Fondatore, il Beato Bartolo Longo. Così come intensi erano i rapporti epistolari sviluppati tra Bartolo Longo e i carcerati ospiti dei penitenziari isolani e i loro figli e la diffusione del periodico del Santuario nelle carceri sarde che educava i detenuti ai valori civili e morali