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Salerno. Ikea, lavoratori in presidio davanti agli ingressi di Baronissi

(Caserta24ore) BARONISSI (Sa) Bandiere e fischietti: non è mancata la creatività al presidio dei dipendenti Ikea di Baronissi nel giorno del primo sciopero nazionale proclamato dai sindacati confederali. I lavoratori salernitani, come quelli sparsi su tutto il Belpaese, hanno incrociato le braccia manifestare il proprio dissenso nei confronti della disdetta unilaterale del contratto integrativo aziendale che comporterà un taglio netto alle retribuzioni mensili. Un sit-in pacifico, quello tenutosi dalle 8 alle 17 di oggi presso il parcheggio del punto vendita, organizzato dai sindacalisti Biagio Montegusco (Fisascat Cisl), Antonio Grieco (Filcam Cgil), ed Elvira Campitiello (Uiltucs Uil) per manifestare la forte preoccupazione per le proprie condizioni di lavoro
Casse, ristorante, servizio clienti e angolo occasioni sono rimasti bloccati a causa dello sciopero. Massiccia adesione, dunque, anche nel Salernitano. La disdetta del contratto rappresenta un duro colpo per i dipendenti che si ritrovano a perdere anche dei privilegi guadagnati dopo anni di trattative e di lavoro ai fianchi col supporto dei sindacati. “Il presidio di oggi ha visto una grande partecipazione delle maestranze”, ha spiegato Biagio Montefusco, segretario generale della Fisascat Cisl, che ha partecipato al presidio insieme alla segretaria confederale del sindacato di categoria cislino, Luisanna Pellecchia. Molti i clienti salernitani che si sono lasciati coinvolgere e hanno solidarizzato con i lavoratori in sciopero, preferendo sostenere la loro lotta, leggendo con interesse il volantino distribuito delle maestranze. “Sono inaccettabili le proposte avanzate dal colosso svedese”, ha continuato Montefusco. “Nelle scorse settimane l’azienda disdettato la contrattazione integrativa vigente, decisione unilaterale a cui è il presidio-sciopero di 8 ore di oggi. I nodi al tavolo per il nuovo integrativo riguardano la trasformazione del premio aziendale fisso in elemento variabile e la drastica riduzione delle maggiorazioni applicate al lavoro domenicale e festivo. Tutto questo è inammissibile. La disdetta è una risposta sbagliata ad una situazione critica che andrebbe affrontata con altre scelte da parte di Ikea”, ha continuato Montefusco. “Alle perdita in termini di risultato operativo ed alla riduzione del fatturato non si risponde soltanto riducendo il trattamento per il lavoro domenicale e festivo ai tanti lavoratori part-time che su quei trattamenti contano per raggiungere livelli salariali dignitosi. Non si può procedere con tagli lineari secchi”.