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BENEVENTO E IL SOGNO DELLA SERIE A

(Gianluca Martone) BENEBENTO. Il Benevento Calcio di Oreste Vigorito e del tecnico Marco Baroni ha ottenuto la straordinaria promozione in serie A, un risultato storico non solo dal punto di vista calcistico e meramente sportivo, ma soprattutto da quello sociale, culturale e territoriale. Dopo un solo campionato di serie B, traguardo raggiunto lo scorso anno dopo 87 anni e cercato ostinatamente dalla dirigenza Vigorito e dopo tantissime delusioni di finali e semifinali play off perse da favoriti ( ricordo in particolare la finale clamorosa persa in casa contro il Crotone il 21 giugno 2009 davanti a quasi 20 mila spettatori,  con una coreografia indimenticabile https://youtu.be/YJjw_r5HtAM, e gara nella quale alla compagine dell’allora tecnico sarebbe bastato un pareggio per approdare nella serie cadetta, in virtu’del miglior piazzamento in campionato), la squadra sannita ha raggiungo l’eccezionale quanto insperato traguardo della serie A, al termine di un torneo che ha visto sempre protagonisti Ceravolo e compagni, in particolare nei play off, dove non partivamo certamente con i favori del pronostico. Infatti, il Frosinone era nettamente la formazione maggiormente accreditata al salto di categoria, avendo perso il tremo della serie A solo per la differenza reti negli scontri diretti contro il Verona. Tuttavia, lo sport come del resto la vita di ciascuno è caratterizzata da episodi e da circostanze imprevedibili, che spesso sfuggono alla logica degli avvenimenti, riservando sorprese impensabili. E cosi si è verificato con la formazione beneventana  che, dopo aver eliminato lo Spezia nel primo turno play off, sfruttando nel migliore dei modi il sostegno dei 10 mila del “Ciro Vigorito”, è approdato alle semifinali play off contro il quotato e blasonato Perugia. Dopo aver vinto il match di andata con il punteggio di 1-0 con una rete dell’attaccante ghanese Chibsah, la compagine di mister Baroni ha completato il proprio capolavoro in terra umbra, costringendo al pari gli atleti di casa con il risultato di 1-1, grazie alla rete del centravanti rumeno Puscas, autentica rivelazione di questo finale di stagione, e staccando cosi il biglietto per la storica finale play off contro il Carpi, che ha eliminato a sorpresa lo strafavorito Frosinone in 9 uomini, dimostrando una grande compattezza e solidità. E cosi giungiamo alla partita che vale la storia. Davanti ad oltre 20 mila spettatori, dopo aver ottenuto un prezioso pareggio in terra emiliana a reti bianche, al Benevento basta un pari per raggiungere la serie A. Con una bella rete di Puscas, che è entrata nella storia del sodalizio sannita, gli atleti beneventani hanno regalato una soddisfazione enorme ai propri tifosi, increduli e sbigottiti sugli spalti. Molti ragazzi hanno accompagnato questa impresa con lacrime e urla, che difficilmente dimenticherò, a  dimostrazione che lo sport puo’ regalare emozioni e gioie, le quali rendono la vita ben piu’ bella delle tante difficoltà quotidiane. Mentre la città è ancora in festa, travolta da un trionfo che sa di autentico miracolo sportivo, occorre porsi alcune domande molto importanti: 1) Cosa puo’ rappresentare la serie A calcistica per la città di Benevento? 2) Come concretizzare al meglio questo straordinario evento per far rinascere un tessuto territoriale, coinvolto da anni da una crisi economica senza precedenti? 3) Cosa dovrebbero fare in concreto le istituzioni per non dilapidare questo lusinghiero risultato sportivo? Iniziamo a rispondere a queste domande. 1) La serie A puo’ rappresentare un autentico rilancio culturale, sociale, economico e politico di una realtà che, negli ultimi 30 anni, ha conosciuto un lento, ma inesorabile declino, depauperata di numerose istituzioni di vitale importanza per l’economica cittadina( basti pensare alla  filiale della Banca d’Italia, trasferita in Irpinia o alla scuola allievi dei Carabinieri, chiusa per assurdi motivi logistici), nella totale inerzia e incapacità di politici, i quali non si sono dimostrati assolutamente né da serie A, né tantomeno da serie B. Pertanto, questo agognato obiettivo pone la città di Benevento al centro del panorama nazionale e del Mezzogiorno, essendo la terza compagine che, il prossimo anno, rappresenterà il Sud nel massimo campionato nazionale, insieme a Napoli e a Crotone, senza dimenticare il Cagliari, con la concreta possibilità di valorizzare le eccellenze culturali, storiche, artistiche e gastronomiche territoriali per tutti coloro che approderanno nel Sannio, mai arrivato a questi livelli calcistici e sportivi. 2) Nell’ottobre 2015, il capoluogo sannita è stato interessato da una drammatica alluvione, che ha messo in ginocchio il settore agricolo e della pastorizia locale, autentico motore economico di questa fetta di meridione. Pertanto, sarebbe necessario sfruttare la serie A, offrendo ai numerosi visitatori che giungeranno nel Sannio per tifare gli squadroni del nord, pacchetti turistici-enogastronomici, per consentire loro di ammirare non solo i luoghi rinomati del nostro Sannio ( ad esempio penso a Pietrelcina o alle terme di Telese o al suggestivo paese di Cerreto Sannita), ma anche le eccellenze locali ( ad esempio i vini della valle telesina o il famoso torrone sannita o l’imperdibile liquore strega). Quindi, occorre non solo ultimare i necessari lavori dello stadio “ Ciro Vigorito”, al fine di dare degna ospitalità alle forti compagini che verranno per la prima volta a calcare il rettangolo di gioco sannita( Juve, Milan, Inter, Roma, Napoli, Lazio, Fiorentina), ma anche a costruire strutture ricettive, per trasformare la città di Benevento in un bel giardino per tutti i visitatori. 3) L’amministrazione Mastella e tutte le varie associazioni culturali presenti sul territorio sannita devono capire innanzitutto che questa occasione, unica nella storia, potrebbe rappresentare il rilancio economico di una realtà che, dal 1860, nell’epoca post Stato Pontificio, ha conosciuto sempre una crisi notevole sia sotto l’aspetto politico che sociale. Quindi, urge dimostrare che anche le istituzioni, dopo la squadra di calcio, devono essere all’altezza della serie A, non solo a parole, con i fatti. E i tifosi? Esemplari in tante circostanze e increduli ancora per la “manna miracolosa” piovuta dal cielo, hanno tutte le carte in regola per togliersi belle soddisfazioni il prossimo anno, a patto di restare umili e compatti attorno alla propria squadra e con l’intento di distinguersi per lo stile e il comportamento sportivo, già comunque riscontrato giovedi scorso nei festeggiamenti per la promozione. Un ultimo pensiero a tutti coloro che avrebbero desiderato vedere e tifare il Benevento in serie A ( ad esempio il compianto Carmelo Imbriani), i quali anche dal cielo hanno certamente accompagnato le gesta e le imprese di Puscas e compagni. Il gesto dei tifosi sanniti alla vigilia della finale play off contro il Carpi, come ha riportato il quotidiano Gazzetta di Benevento in questo articolo, https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjusP3OrbjUAhUEExoKHaUJCXQQFggiMAA&url=http%3A%2F%2Fwww.gazzettabenevento.it%2FSito2009%2Fdettagliocomunicato.php%3FId%3D103008%26vcercaCom%3D%26vTorna%3Delencoc.php&usg=AFQjCNH5TcVpls7j5SjAeUeI28sSaftxrw rappresenta la ciliegina sulla torta di una realtà già da serie A nei sentimenti e nell’affetto che è capace di donare, non dimenticando chi non è riuscito ad ammirare la propria squadra del cuore  né in serie A, né in serie B. Benevento è in serie A e dalle prossime settimane si inizieranno a scrivere altre pagine di questa storia, che ci si augura porterà a far risorgere il Sannio, terra bellissima e poco conosciuta a livello nazionale.