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LO GNOSTICISMO- LA FILOSOFIA DELLA MASSONERIA

(Gianluca Martone) Per comprendere nel migliore dei modi la dottrina della massoneria, è necessario capire cosa si intenda per gnosticismo. Ci sono otto punti fondamenti della filosofia gnostica, da analizzare con attenzione. – 1° “Il Dio di cui ci parla l’Antico Testamento è forse una divinità inferiore, e non il vero Dio. Ben al di sopra di Lui si trova l’Essere supremo, unico principe di tutto ciò che è.” Gli gnostici praticano un antibiblismo sistematico. Essi hanno invertito tutte le affermazioni della Genesi. La loro cosmologia è una macchina da guerra rivolta verso YHWH, Yeowah, il Dio creatore. Il mondo nella sua essenza è divino. L’Essere supremo è un abisso originale dal quale sono fuoriuscite tutte le potenze spirituali. È già una prima forma di panteismo. Yeowah Sabaoth, il Dio creatore della Genesi, è una emanazione dell’Essere supremo; Egli si è rivoltato contro di lui chiudendo nella materia degradata e cattiva, gli esseri purissimi, spirituali, emanati dal grande abisso. Questi fu un demiurgo (architetto) maldestro. Egli è la sorgente di tutti mali. Ecco una spiegazione dell’origine del male e la designazione del grande colpevole, il Dio che adorano i Cristiani.

– 2° “La materia in sé, si oppone a Dio. Comprendiamo bene che questa materia non è una emanazione dell’ “essere supremo”, ma una creazione del demiurgo, opera maldestra che si oppone alla perfezione della potenza divina, ostacolante la sua espansione. Ci sarebbe dunque in questo atto creatore, un errore, una degradazione degli esseri spirituali, una “caduta originale”, non quella del peccato di Adamo, ma quella del peccato di Yeowah.
–3° “Dio si dispiega e si rivela gradualmente con delle potenze celesti, con esseri divini nella loro origine”. È la dottrina dell’emanazione (emanare = auto-espandersi). Il mondo è una divinità che si espande al di fuori da se stessa, con una estensione del suo essere: il mondo è un Dio-Essere supremo in perpetua crescita. Dall’abisso originario, questo dio, genera una moltitudine di esseri che non sono che particelle di sé stesso. Il mondo è in perpetuo divenire. Esso è divino per natura, poiché generato e non creato. Ecco quindi che Jehowah ha formato la materia, ha degradato questo mondo, ne ha così ostacolato l’espansione, l’evoluzione verso questa pienezza divina che gli gnostici chiamano il “pleroma”. Di più, “dio” si rivela all’interno del mondo con i suoi inviati, esseri divini, generati da lui che, ad intervalli regolari, vengono per ricordare agli uomini decaduti e prigionieri della materia, che anche essi sono divini. Occorre quindi una rivelazione continua: si vedono qui apparire i primi lineamenti della leggenda dei “Grandi iniziati”. La gnosi è quindi la “rivelazione” di una realtà nascosta.
– 4°. “La materia è mescolata con “scintille divine”; queste scintille escono dalla loro prigione materiale grazie al Cristo che agisce nei sacri riti della magia. L’anima umana dunque è divina (fiammella o bagliore di un dio che si estende a tutti gli esseri). Il corpo è una ganga terrosa, una prigione della quale sbarazzarsi per far apparire questa divinità che risiede in noi. Il Cristo è il più grande degli iniziati inviati dall’alto. Egli insegna agli uomini che essi sono divini. “guardate dentro di voi e vedrete la vostra divinità”, tale è la formula ripetuta nel vangelo di Tommaso. Per questo bisogna che vi sbarazziate di questa prigione spirituale che vi nasconde la vostra vera natura. Svegliatevi! Comprendete alfine! Non c’è bisogno di conquistare con la forza della vostra ascesa una somiglianza con Dio. Voi siete già divini, ma non lo sapete. Questa conoscenza vi libererà. È la “salvezza gnostica” (conoscenza) [redenzione gnostica della massoneria -ndr. -]. Si ritrova qui quasi la formula modernista dell’immanenza vitale: Dio dimora nell’uomo, l’uomo non ha bisogno che di rivolgere il suo sguardo dentro di sé per ritrovarvelo).
– 5° “L’azione di Cristo fu reale, ma la sua umanità carnale non è mai stata che apparenza ingannatrice: la passione e la resurrezione non sono che simboli, e non realtà”. Evidentemente un inviato divino non può aver subito la degradazione di un corpo materiale. È stato necessario che prendesse forma materiale per farsi riconoscere e poter agire efficacemente presso uomini anche essi prigionieri del loro corpo fisico. . ma il Cristo non doveva riscattare mediante una passione i peccati degli uomini, perché questi non esistono. Non c’è che un solo peccato, ‘ l’espansione della divinità . il Cristo non è venuto a liberare gli uomini dai loro peccati, non ha insegnato loro una via, un cammino da percorrere per raggiungere una perfezione possibile da raggiungere. Egli ha loro rivelato, cioè “svelato” ciò che essi non sapevano, che essi erano già Dio, da sempre.
– 6° “Il divino che è incatenato nella materia, cioè l’anima umana, non è responsabile della carne che lo opprime. Lo spirito resta puro: esso non è solidale con le passioni, nei peccati commessi”. Ecco infine dove si voleva arrivare! Lo gnostico rifiuta per l’uomo la responsabilità dei loro atti. Poiché la materia è cattiva, il nostro corpo di carne non può che produrre atti cattivi. Ma questo corpo è la nostra prigione. La nostra anima “scintilla divina” non può avere il minimo rapporto con qualsivoglia male. Come spiegare tutto questo? Scomponendo l’uomo in tre parti: un corpo materiale, il “soma”, un’animazione propriamente fisiologica, la “psiche”, ed un’anima spirituale di essenza divina, lo “pneuma”. Questa struttura ternaria dell’uomo è una invenzione geniale: la sede delle passioni, la “psiche” è una potenza malvagia legata alla materia che essa sostiene nell’esistenza, occorre sbarazzarsene al più presto. Il “pneuma”, resta invece impassibile, spettatore indifferente delle vane agitazioni del corpo. – Questa divisione ternaria dell’uomo si ritrova nell’occultismo moderno che utilizza un altro vocabolario per designare le stesse realtà: essi concepiscono un mondo spirituale, un mondo astrale, un mondo materiale. L’uomo è composto da un corpo, un doppio e da un’anima! Antico processo per togliere all’uomo la sua vera responsabilità e rifiutargli la maestria dei suoi atti. – Si ritrova in questo esposto tutto il protestantesimo. Lutero non ha affermato che l’uomo era incapace di un atto buono, che le opere sono inutili e che non si è salvati che per la fede?
Si ritrovano ancor qui i primi lineamenti della psicanalisi moderna la cui funzione essenziale è ricercare la sede del subcosciente nella “psiche”, motrice delle passioni, e di liberare l’uomo rivelandogli che egli non è colpevole, ma sempre una vittima innocente delle pulsioni istintive alle quali si deve lasciar libero corso perché esse non alterano la sua natura: liberazione sessuale, etc.
–7° “Le leggi scritte e le leggi naturali sono state concepite da dei inferiori e non sono sempre omologate dal vero Dio, la cui essenza oltrepassa ogni pensiero e la cui natura è indicibile.
Gli gnostici sono per definizione antinomisti, cioè essi rifiutano tutte le leggi. Un essere la cui essenza è divina non ha bisogno della legge, essendo questa un mezzo per raggiungere un fine. Ora l’essere divino è egli stesso il suo fine. Inoltre una legge viene ricevuta da una autorità che così sottomette. Un essere divino è totalmente maestro di sé, e non ha bisogno di sottomissione. Questa legge naturale di cui gli gnostici parlano è una costruzione arbitraria di uno spirito malevolo che vuole sottomettere gli altri esseri ai suoi capricci, è una indegna soggezione di una “fiammella divina”. YHWH, Jahweh ha voluto rinchiudere la nostra natura divina in un corpo materiale ed imporci i suoi capricci. Ecco un grande soggetto di indignazione per i nostri settari. Il vero Dio è la pienezza della divinità, il “pleroma”. La sua essenza è contenere tuttigli esseri, di inglobarli in un immenso “tutto”. Non lo si può definire perché esso trascende ogni limite; è il “gran tutto”, “l’abisso innominato”. La salvezza per l’anima divina è il perdersi in esso. – Si trova in questa ultima proposizione, la rivolta di colui che ha pronunciato il “non serviam”, e che ha detto ad Adamo ed Eva. “eritis sicut Dei“, se voi mangerete dall’Albero della conoscenza (gnosi)
8° Il culto del serpente. Tra le altre sette gnostiche esisteva quella degli ofiti o naaseni (ofis in greco, e naas in ebraico significano serpente): questi sono i grandi gnostici, coloro che hanno penetrato maggiormente il mistero delle “rivelazioni”: “noi veneriamo il serpente, essi dicono, perché Dio lo ha fatto causa della Gnosi per l’umanità: egli insegna all’uomo e alla donna la completa conoscenza dei misteri dell’alto”. Essi si riuniscono attorno ad una tavola, dispongono i pani, poi chiamano con incantesimo il serpente che si drizza tra le offerte. Allora, soltanto essi si dividono i pani. È là, essi presumono, il sacrificio perfetto, la vera Eucaristia! Così si chiude il cerchio, tutte queste elucubrazioni con pretesa da sapiente, sono destinate in realtà a stornare i Cristiani dall’adorazione al vero Dio ed a portarli verso l’adorazione del serpente, supremo scopo della setta: questa celebrazione satanica rassomiglia, a ben vedere, alla cena rosacrociana praticata il Venerdì santo nei rituali massonici del 18° grado.
Su questa filosofia satanica, si è soffermato alcuni mesi fa il giornalista Bettetini sul Sole24ore, con un interessante articolo che pubblico integralmente:” Ali pensava di aver trovato un tesoro. Rimosse la ciotola di ceramica che chiudeva l’orcio di terracotta rossa, vide balenare un colore simile all’oro. Con emozione vi infilò la mano, con delusione si accorse di avere trovato solo striscioline di papiro così antico da essersi disfatto e avere assunto un delicato color paglia, simile a quello dell’oro. Era il 1945, Muhammad Ali al-Sammin si trovava sull’isola detta Elefantina, in un’ansa del Nilo, vicino al villaggio di Nag Hammadi e agli splendori di Luxor. Quei papiri, che per dieci anni dopo il ritrovamento caddero in mani inesperte, erano dodici codici e otto pagine, e contenevano il tesoro dei primi testi gnostici completi a disposizione degli studiosi: fino allora, si poteva conoscere lo gnosticismo (termine coniato nel Settecento), con l’eccezione di quattro codici molto frammentari, solo dalle citazioni dei numerosi nemici, da Plotino, che li confonde con i cristiani, a Tertulliano, ai Padri della Chiesa che lo combattono come perniciosa eresia. Giustino, Ireneo, Ippolito e molti altri combattono il dualismo gnostico, che per Agostino avrà il volto del manicheismo persiano. Ma probabilmente lo gnosticismo non è, o non è solo, un’eresia cristiana. Premessa la necessità innanzitutto di riconoscere “gli” gnosticismi, perché le dottrine furono moltissime con pochi punti in comune, noi da una parte abbiamo documenti che risalgono unicamente all’era cristiana, a partire dal II secolo, dall’altra in tutte le dottrine gnostiche è evidente l’influenza delle religioni orientali, nessuna esclusa. Un mistero che ha sempre esercitato molto fascino anche prima della scoperta dei papiri sul Nilo, si pensi al libro di Hans Jonas (due volumi pubblicati tra il 1934 e il 1954) per anni punto di riferimento per gli studiosi: l’idea del filosofo tedesco era uno gnosticismo parallelo al cristianesimo, un movimento culturale vicino a esistenzialismo e nichilismo, profondamente anticristiano e dai toni anche malinconici, quasi per intellettuali alla Sartre. Ora abbiamo qualche testo in più, e si possono formulare altre ipotesi, ancora però difficili da verificare.
È stato di recente tradotto in italiano un libro che si presenta come un “manuale” sui manoscritti di Nag Hammadi: non un’edizione né una traduzione (già uscita in molte lingue ormai), ma un testo approfondito di accompagnamento alla lettura. Un lavoro ottimo e documentato molto bene, non scevro però da ipotesi storiografiche tutte da dimostrare. Per esempio, quella che ritiene lo gnosticismo come ciò che ha permesso al cristianesimo di diventare la principale religione occidentale: non essendo chiara la distinzione tra cattolicesimo ufficiale e altre forme di cristianesimo nei primi tre secoli, ed essendo gli gnostici contrari al martirio, la loro sopravvivenza avrebbe garantito la continuità della religione cristiana, codificata solo dopo Costantino e Teodosio. Insomma, i cristiani “romani” andavano a farsi ammazzare, e meno male che quelli un po’ fané, gli gnostici, rimanevano vivi e salvaguardavano la fedeltà a Cristo. Un’ipotesi che si scontra per esempio sui numeri: i cristiani martiri furono nell’ordine delle centinaia, non tanti da sterminare un intero ramo della popolazione romana.
A parte questo, il volume è ricco e illuminante, ad esempio per quanto riguarda le modalità di lettura dei testi dei papiri: andavano letti non al posto delle Sacre Scritture, ma insieme alle Scritture. Nel II secolo il corpus scritturale era probabilmente comune per gnostici e cristiani cattolici, differente ne era l’interpretazione. Anche con l’aiuto dei papiri, cerchiamo di comprendere meglio quale mondo, anzi, quali mondi si nascondano nella parola “gnosi”. Il suo significato è “conoscenza”, nel greco parlato da molti dei gruppi gnostici, anche se i papiri ci sono arrivati in copto, ma quasi certamente copiati dal greco in un monastero egiziano. La conoscenza è infatti la via della salvezza, assicurata al fedele che la perseguirà per fuggire dal maligno mondo materiale. Un’altra idea presente nello gnosticismo tutto: dall’Uno discendono coppie di “eoni” maschio e femmina. In maniera diretta o indiretta, dalle prime coppie deriva l’eone femmina Sophia che da sola emana il Demiurgo o mezzo-creatore, emanazione cattiva, capace di creare solo cose cattive, come la materia e i corpi umani, orrende realtà se non fosse per la luce divina, donata dall’Uno divino agli uomini. Tra questi, possono liberarsi dal corpo solo «coloro che sanno» la verità delle cose e le modalità della liberazione. Queste, pur mirando al medesimo scopo, sono anche totalmente diverse tra le varie concezioni gnostiche. Il disprezzo del corpo infatti poteva richiedere astinenza sessuale (così gli encratiti), come anche dedizione a sfrenate pratiche, nella convinzione che non avendo alcuna dignità, non aveva nessuna importanza usare del corpo anche in maniera ripugnante, anzi non si dava alcuna ripugnanza nella pratica, visto che già la carne è il massimo abominio, così ritenevano i discepoli di Carpocrate e di Basilide, nonché i fibioniti e i cainiti, ossia coloro che veneravano Caino, Esaù, i Sodomiti e Giuda, in quanto si erano tutti opposti agli ebrei.
Infatti un’altra conseguenza della basilare idea gnostica era l’avversione per il Dio dell’Antico Testamento, identificato con il maligno Demiurgo, da cui aveva origine l’antisemitismo di diversi gruppi: gli ofiti o naaseni, adoravano il serpente, colui che aveva donato la conoscenza ad Adamo ed Eva, salvandoli. Gesù non poteva certo essere detto uomo e Dio, molti erano docetisti, cioè ritenevano il corpo di Cristo solo un’apparenza (dal greco dokein), tutti rifiutavano la resurrezione, non solo di Gesù, che sarebbe tornato solo come luce sapienziale per i pochi eletti (coloro che sanno, appunto), ma naturalmente anche di tutti i corpi umani: perché ridare vita a ciò che si combatte e di cui ci si vuole liberare? Idee gnostiche si ritrovano nel corso di tutta la storia del pensiero, ovunque si parli di luce, eletti, pratiche salvifiche segrete, complotti e contatti segretissimi. Già in quei tempi alcuni gruppi sostenevano la presenza sulla terra degli eoni Cristo e Sophia (anche intesa come Spirito Santo), nei corpi di Gesù e di Maria Maddalena. A Dan Brown solo il merito di aver reso cheap un’intrigante narrazione religiosa datata quasi duemila anni.