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Brusciano: In Ricordo di Mons. Antonio Riboldi Vescovo Emerito di Acerra.

(da Antonio Castaldo) Domenica 10 dicembre, il Vescovo Emerito di Acerra, Mons. Antonio Riboldi, è morto all’età di 94 anni, a Stresa presso la Casa dei Rosminiani, in Piemonte. Don Riboldi nasce a Tregasio frazione di Triuggio, in provincia di Milano, il 16 gennaio 1923, diventa Sacerdote il 29 giugno 1951 e Vescovo della Diocesi di Acerra, per nomina di Papa Paolo VI, il 25 gennaio 1978. Resta in carica fino al 7 dicembre 1999 quando si dimette nel rispetto del diritto canonico. Ad Acerra il 30 maggio 2015, nella Seduta Straordinaria del Consiglio Comunale gli viene concessa la Cittadinanza Onoraria. Ed è proprio a Acerra che il Presule, secondo le su ultime volontà, le sue spoglie avranno ultima dimora. Nel documentario televisivo del giornalista e scrittore Francesco De Rosa, “Antonio Riboldi il Vescovo che rischiò la vita …” Mons. Riboldi racconta alcuni momenti della sua esperienza alla guida della diocesi di Acerra, su YouTube, all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=pgOZtWj7Ggo

Nel 1968 è al fianco dei baraccati terremotati siciliani del Belice, dieci anni dopo è in Campania a lottare per la giustizia e la legalità, in prima fila nella lotta contro la camorra. Svolge il suo apostolato anche nel mondo carcerario, dove incontra vari rappresentanti dell’esperienza della lotta armata. Degli anni ’80 resta memorabile la storica interminabile “Marcia dei Giovani contro la camorra” che egli conduce, insieme a Luciano Lama e Antonio Bassolino, ad Ottaviano, regno di Cutolo il capo della Nco “Nuova camorra organizza”, mettendosi alla testa del corteo del movimento studentesco, dei giovani disoccupati, dei lavoratori e dei sindacati e dei rappresentanti degli Enti e delle Istituzioni, civili e religiose. Il Sociologo e giornalista Antonio Castaldo, dell’Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali IESUS esprime alla Congregazione dei Padri Rosminiani ed alla Chiesa di Acerra, le condoglianze, Nel ricordo condivisi dei giovani bruscianesi che marciarono, con Monsignor Antonio Riboldi Vescovo di Acerra, insieme a tanti altri, improntando indelebilmente il proprio passo esistenziale alla giustizia e alla legalità e contro ogni sopraffazione.