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A Roma “ H– Open day donna”, a Milano Convegno sul disagio mentale in Italia !

(Felice Previre) ROMA Al Policlinico Gemelli a Roma per la Giornata Mondiale della Salute Mentale Femminile il 10 ottobre 2017 si svolgerà un incontro di riflessione per il disagio femminile fino alla psicologia, mentre contemporaneamente a Milano avverrà un Convegno organizzato dalla Regione Lombardia e dai Fatebenefratelli sullo stato residenziale esistente nel campo della salute mentale. Quei tristi episodi di lucide follie che avvengono nel n/s Paese, sono i risultati di carenze di Servizi, scaturiti da menti psichicamente instabili ed inebriate da inquietudini, sofferenze, trasgressioni, nei quali bambini, giovani, ragazze, donne, anziani e gente comune, sono vittime di violenze inaudite e da vergognosi abusi d’ogni genere che ci lasciano attoniti, avviliti, sconcertati e con noi l’opinione pubblica, in quanto Convegni et Similia non producono risultati . Con le famiglie che detengono un sofferente psichico, anche per una questione di sicurezza pubblica, la malattia mentale ha un Bilancio deludente, negativo, insipiente, mentre tutte le manifestazioni che inducono a trattare questo argomento, non sono altro che chiacchere da salotto ! budget del ricoverato e Petizione 2013, ancora vergognosamente giacenti nelle singole Commissioni Parlamentari. Andiamo alla praticità : alla lettera da me indirizzata al Presidente del Senato della Repubblica per conoscere lo stato della malattia mentale in Italia, rispose in maniera deludente in data 19 giugno 2007 il Presidente della 12° Commissione Igiene e Sanità ed armati di buona pazienza abbiamo richiesto al Senato, ed è pervenuto, il Testo conclusivo “ dell’apposita Indagine Conoscitiva” ( Legislatura 14° Resoconto Sommario n. 312 del 01/02/2006). Il “Documento Conclusivo dell’Indagine Conoscitiva” sullo stato dell’assistenza psichiatrica in Italia e sull’attuazione dei Progetti-Obiettivo per la tutela della Salute Mentale” è una sintesi complessiva negativa del problema “malattia mentale” così definita testualmente : “la salute mentale è ancora lontana dall’essere universalmente condivisa; ciononostante, non si può negare che la logica basagliana, per cui la malattia mentale rappresenta una condizione sociale da accettare e non una vera e propria patologia da curare, si è rivelata essenzialmente fallimentare e quindi intrinsecamente debole”. Mentre a chiare lettere viene riconosciuto il fallimento di quelle leggi 180 e 833 del 1978 che hanno chiuso i manicomi o meglio gli Ospedali Psichiatrici , nell’arco di 39 anni, oggi ottobre 2017 in concreto che cosa si è contrapposto nello specifico come modifica per perfezionamento o completamento di quanto sopra ? La salvaguardia della salute mentale, abbisogna di una meticolosa, puntuale Normativa di Organizzazione di moderne strutture e di innovazioni sia nel campo del Legislatore che in questo delicato ambito neuropsichiatrico, con la richiesta di una norma specifica di sollecitazione al Parlamento Italiano che non si intravede nel Documento e che si “trascina l’argomento” da molto tempo, appunto da ben 39 anni ! Alle necessità di quanti convivono, condividono e sono compartecipi di conseguenze derivanti da malattie psichiche, le Pubbliche Istituzioni, tutte, non possono ignorare, ma recepire l’urgenza di questa problematica costituita da fattori che implicano emarginazione, disinteresse, insensibilità e violazione di diritti afferenti la dignità umana del mondo degli handicappati psicofisici . Come si continua a fare con Indagini Conoscitive, rimaste lettera morta ( come quella sulla “Chiusura degli Ospedali Psichiatrici” del 16 luglio 1997 da parte della 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati; oppure la “Risoluzione n.7-00555” allegato 1° della stessa Commissione di mercoledì 8 marzo 2000, o nell’ambito del “Piano Sanitario 2006-2008” ( a differenza del Piano Sanitario 2003-2005), si riscontrano carenza di programmi di sostegno alle famiglie dove insiste l’handicappato psichico, né “indirizzi” da apportare sul piano Legislativo .. E’ stata considerata con molto ritardo, inoltre, la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, oggi 2017 trasformati in REMS, vale dire in Strutture Sanitarie gestite dalla Sanità Territoriale ( un “ condimento” di buone parole che non portano a specifici risultati), i quali contrastano con le leggi 180 e 833 del 1978, ma configgono addirittura con i dettami Costituzionali, non adeguando la Normativa Penale a quella Civile. Significativo, ma molto severo il giudizio sul sistema psichiatrico espresso nel Rapporto del dr.Alvaro Gil-Robles ex-“Commissario Europeo per i Diritti Umani” del Consiglio Europeo nella sua visita in Italia il 10/17 giugno 2005 dove viene evidenziato che “ è mio compito rammentare che lo Stato ha responsabilità di offrire alle persone affette da disturbi mentali e alle loro famiglie delle strutture adatte alle loro malattie. Alcune patologie richiedono un’assistenza completa e cure costanti che possono essere fornite solo in Strutture Ospedaliere chiuse.”( Strasburgo 14 dicembre 2005 Comm.DH [2005] 9 ).

In 9 punti possibili ed urgenti sono stati da me evidenziati e suggeriti al Governo Berlusconi presente in massima parte nella Sala Verde di Palazzo Chigi il 17 marzo 2005 “spinto” con insistenza dal caro amico dottor Gianni Letta ( vedere n/s sito ). Il disagio mentale è stato dimenticato nei DPEF che è l’anticamera della Legge Finanziaria, perché nessuno compreso le società scientifiche il mondo dell’associazionismo che dice di difendere le famiglie di malati psichiatrici, ha riconosciuto l’urgenza d’interventi finanziari per i cittadini affetti da disturbi psichiatrici e le loro famiglie. Insistiamo sulle condizioni nelle quali si trovano le persone colpite da disturbi mentali ( circa 10 milioni e non 2.200.000 come enuncia la Indagine Conclusiva di cui sopra), perché la poca attivazione di Strutture e Servizi Territoriali a sostegno dei malati e delle loro famiglie continua, così come per riflesso verso la famiglia in genere “ bombardata” da ogni violenza. Il Parlamento nella 14 Legislatura aveva in esame un Testo di Legge Unificato abbinato con una nostra Petizione (n.23 alla Camera e n. 13 al Senato) “ sparito” dalla scena parlamentare per “cause ignote”! Nessuno rivuole i manicomi, ma ci si metta in maniera di essere costruttivi e non chiacchieroni ! Ma non si può caricare di responsabilità migliaia di migliaia di famiglie lasciate a se stesse col grave problema, peso e sofferenze, di un malato in casa ! Proprio muovendo da quelle leggi 180 e 833 del 1978, quelle leggi ripeto che hanno chiuso i “manicomi” e dall’ammissione della stessa Indagine Conoscitiva riconosce la carenza di strutture, di cure , di diagnosi, di interventi sociali, ci sovviene quasi con certezza che, forse, solo ragioni ideologiche, più che sanitarie, non fanno decollare una soluzione di riordino di quel comparto sanitario. Nel n/s Ricorso 2006, ( col n. 1 al Senato e col n. 9 alla Camera) ancora riproposto, evidenziamo l’importanza di promuovere servizi reali e specifici sulla salute mentale per la dignità dei “malati”, oltre la necessità di provvedere strutture di intervento una volta che tali malati, persi i genitori ed i parenti più stretti, rimanessero soli, proponendo la formazione di un Fondo Speciale Economico amministrato da un Ente Pubblico. Risultato : chiacchiere perse ! La preoccupazione imperante nelle famiglie delle persone con handicap psico-fisico è rivolta al futuro, al momento in cui non saranno più in grado di far fronte ai bisogni dei loro “malati”, il DOPODINOI e il DURANTE, perché con euro 279,47 mediamente mensili non si può far altro che sopravvivere. Questo n/s Paese, appesantito da molti e svariati problemi, prigioniero di miserie morali ed egoistiche, di enunciazioni utopiche, di inutili esternazioni, di assoluta incapacità di “vedere” le priorità delle necessità, deve riconoscere che a volte la verità fa male, ma il male è maggiore se non si ricerca la verità sorella della giustizia.I tempi troppo lunghi della politica non tengono conto del dolore e delle difficoltà dei sofferenti questo grave ed urgente disagio sociale che non possono più aspettare, perché non esiste “una chiave di conciliazione politica” per emettere Normative di Riordino dell’Assistenza Psichiatrica da troppo tempo attesi per porre riparo ad una situazione prioritaria grave. Gli sguardi della Politica, col P maiuscolo come dice Papa Francesco, sono altrove !!!. Bisogna arrivare a soluzioni pratiche e valide e non Convegni o qualcosa di simile, affinché il tutto non si riduca ad uno spreco di carta, di denaro pubblico, le cui spese tirate le somme vanno a carico del cittadino e per favore smettiamo con queste pantomine !!!
Previte