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NOLA, MALASANITA’ PER I CAMPANI, DOVE I MEDICI NON SONO EROI

(Giuseppe PACE). NOLA (Na) Dalla Campania poche notizie positive giungono fuori regione. Ancora una volta la Campania assurge agli onori della cronaca nazionale ed europea per fenomeni negativi di assistenza sanitaria pubblica. Il caso dell’ospedale di Nola che è rimbalzato sui social: pazienti a terra curati da medici inginocchiati. La vittima è un papà napoletano di 40 anni: il suo calvario è cominciato il 5 ottobre scorso quando era arrivato d’urgenza all’ospedale di Nola per dolori al petto. In attesa dei risultati dell’autopsia, l’azienda sanitaria locale ha avviato un’indagine interna. In attesa dei risultati, i vertici dell’azienda sanitaria locale intanto fanno sapere di avere già avviato un’indagine interna e di essere a disposizione dei magistrati. L’uomo lascia tre figli. Il direttore De Stefano dice la sua: «La priorità è assistere tutti» Il dottor De Stefano, direttore sanitario dell’ospedale di Nola, è nato a Caracas. Ma è italiano e si è laureato e specializzato in Italia. Mai e poi mai avrebbe immaginato di finire sui giornali per una storia di malasanità. E che storia: malati sul pavimento, senza neanche le barelle; le foto rilanciate dalla Rete, la polemica che non si è fatta attendere, il licenziamento in tronco richiesto in poche ore dal governatore De Luca, lo stesso che aveva promesso di bandire le barelle dalle corsie degli ospedali napoletani e ora si ritrova messo in croce sul web per i ricoveri «rasoterra» del Santa Maria della Pietà di Nola. Ospedale di Nola, il direttore: «Qui abbiamo solo 107 posti. Dottori eroi». M. Morisco si rifà accompagnare in ospedale, dove stavolta viene diagnostica l’infarto. I medici dicono che occorre un intervento chirurgico, ma che si può aspettare il giorno successivo ed intanto avvisano il Ruggi di Aragona di Salerno. La situazione però si complica, il 40enne accusa un malore. Non c’è più tempo, tant’è che viene scomodato l’elisoccorso ma Morisco muore prima. Un decesso che secondo i familiari si poteva evitare con una diagnosi più tempestiva e con un intervento d’urgenza. Adesso la salma del 40enne si trova al Secondo Policlinico di Napoli in attesa dell’autopsia. La famiglia chiede naturalmente giustizia e di vederci chiaro in questa vicenda che ha l’odore del caso di malasanità. Per i medici è bronchite, ma il giorno dopo muore d’infarto: la vittima è un papà 40enne di Nola. Si torna ad urlare di malasanità a Nola, per il caso di presunto errore medico che ha visto come vittima nei giorni scorsi Marcelliano Morisco, un 40enne padre di tre figli. L’uomo era andato al pronto soccorso dell’ospedale di Nola lamentando dolori al petto, i medici gli avevano diagnosticato una forte bronchite. Dimesso, l’uomo torna a casa ma i dolori non passano. Nel corso della Conferenza Stato-Regioni del 22 dicembre è stata espressa l’intesa sulla proposta del ministero della salute di deliberazione Cipe concernente la ripartizione tra le Regioni delle somme vincolate destinate al fondo per l’esclusività del rapporto per il personale dirigente del ruolo sanitario a valere sul fondo sanitario nazionale per l’anno 2016. Nello specifico sul Sul Fondo Sanitario Nazionale 2016 sono stati accantonati € 30.152.000 ripartiti, come in passato, in base al numero dei dirigenti sanitari che hanno optato per la libera professione intramuraria. Il settore “Sanità e politiche sociali” della Segreteria della Conferenza delle Regioni relativo alle norme previste dalla legge di bilancio 2017. L’analisi riguarda diversi commi della legge n. 232/2016: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019, pubblicata nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n.297 del 21 dicembre 2016. Il monitoraggio spiega nel dettaglio alcune norme contenute nella legge di bilancio con particolare riferimento agli emendamenti presentati dalla Conferenza delle Regioni e a diversi riparti, programmi, aspetti contrattuali e normative per il governo della spesa. Per fare alcuni esempi: il fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, il fondo sostegno alla natalità per i figli nati o adottati a decorrere dal 1° gennaio 2017; III piano di azione sulle donne, pace e sicurezza; buono nido; pari opportunità; piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere; fondo autismo; programma di riqualificazione; piani di rientro ospedalieri; finanziamento del servizio sanitario nazionale; tetti spesa farmaceutica; fondo farmaci innovativi; farmaci biosimilari; piano nazionale vaccini; fondo assunzioni e stabilizzazioni: fondo per la non autosufficienza e morbo di Alzheimer; Rinnovi del personale dipendente e convenzionato del Ssn; acquisti centralizzati; edilizia sanitaria. In Campania, purtroppo, non tutti i medici, ma soprattutto i paramedici sono al posto giusto dato l’alta consuetudine della raccomandazione del politico di turno indipendentemente dal colore politico. La meritocrazia in Campania è un optional? Moti dicono che lo è, pochi dicono di no. Eppure i controlli e la normativa sono nazionali, ma allora perché il tasso di malasanità in Campania è più alto? La partitocrazia campana ha raggiunto un grado elevato di voto di scambio, al quale non pare sia esente nemmeno l’attuale Governatore regionale, accusato per il suo pressante invito a votare per il SI e dunque per Renzi al referendum del 4 dicembre scorso. La crescita civica del cittadino campano deve ancora verificarsi in modo massiccio e le minoranze soffrono. Il monito di Pietro Calamandrei: ”il suddito può diventare cittadino con un miracolo che solo la scuola può compiere”, in Campania, pare che trovi più difficoltà a realizzarsi, anche per l’abbandono scolastico, che nell’area metropolitana di Napoli raggiunge valori da primato europeo se non mondiale. La Campania merita una crescita qualitativa della scuola, dove la meritocrazia, applicata meglio dai maestri e dai professori, si possa poi espandere alla società ancora piena, purtroppo, del “bisogno” dell’amico dell’amico per aiutare qualcuno, che non merita. In Campania la Magistratura è eccellente e spesso lo sono anche i corpi ausiliari di polizia (soprattutto operanti a Caserta e a Napoli città, in periferia meno poiché si adattano troppo ai feudi elettorali con i potentati di turno), ma la società appare, a molti, ancora malata di qualunquismo e diffidenza verso la Democrazia, che altro non è che una continua lotta perché essa si affermi più compiutamente. Don Luigi Sturzo osava dire che lo Stato sarà libero solo quando la scuola sarà libera. Oggi la scuola, purtroppo, è in mano allo Stato padrone e i genitori sono espropriati dell’educazione ed istruzione da dare, in concorso, meno formale con la scuola, ai figli, futuri cittadini e non più sudditi. Lo stato non faccia, per decenza eroi il personale ospedaliero di Nola.