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NELL’ UNIONE EURPOPEA I 5STELLE VENGONO SNOBBATI DAL GRUPPO LIBERALE ALDE

(Giuseppe PACE, Segretario Provinciale di Padova del Partito Pensionati). Proprio quando il movimento 5 stelle (M5S) stava per svoltare verso l’area liberale dell’Unione europea, gli è stato sbarrata la strada da una delle lobby politiche del centro-nord Europa, che non gradiscono ancora i grillini italiani, che meritavano più considerazione perché in crescita e perché hanno molti giovani nelle loro fila di deputati e senatori in Italia nonchè europarmentari. Un errore non secondario hanno commesso quelli del gruppo Alde, a parere politico dello scrivente perché non hanno saputo ridurre gli euroscettici. Ha ragione Grillo a scaldarsi per il rifiuto poco motivato e improvviso della lobby insensibile al grido di quasi il 90% del partito più amato dagli italiani, checché ne dicano i Salvini e i Meloni nonché i Berlusconi e i Renzi-Gentiloni. Il progetto di far entrare gli europarlamentari del M5S nel gruppo Alde «è stato ritirato, totalmente». Ne danno notizia fonti del gruppo dei Liberaldemocratici nel Parlamento Europeo, dopo l’incontro tra gli europarlamentari tenutosi a Bruxelles con il capogruppo Guy Verhofstadt. «Sono giunto alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie per portare avanti un’agenda comune per riformare l’Europa» con il M5S», dice il capogruppo Alde. «Ci sono troppo pochi punti in comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di aderire al gruppo Alde – continua Verhofstadt – rimangono differenze fondamentali su temi europei fondamentali». «Tuttavia, su questioni di interesse comune, come l’ambiente, la trasparenza e la democrazia diretta, il gruppo Alde e il Movimento Cinque Stelle continueranno a lavorare insieme». Incredula e furiosa la reazione del leader dei grilli Grillo in un post firmato da M5S: «L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma». Meloni: “Il no di Alde non cambia la sostanza. Grillo è come Monti”. «La porta in faccia a Grillo non cambia la sostanza: dopo anni di slogan contro l’establishment, B. Grllo si rivela un M. Monti qualunque». Questo il commento al Tg1 di G. Meloni. «Ci dispiace per i tanti elettori che hanno votato in buona fede il Movimento Cinque Stelle – ha aggiunto la leader di Fratelli d’Italia – sperando che volesse abbattere un sistema del quale invece vuole far parte». «Invitiamo quindi gli italiani a venire in piazza con noi a Roma – aggiunge il 28 gennaio per dire che c’è invece chi ancora vuole mandare a casa quell’establishment e vuole rappresentare i diritti del popolo». Gasparri: “Quella di Grillo è la tragedia di un uomo ridicolo” Dalla corazzata in avaria nei cantieri, Forza Italia, solo un “capitano di vascello”, Maurizio Gasparri, ricorre a un salace commento Sarebbe stata più accolta dal 10-15% di simpatizzanti di FI una critica costruttiva di altri colonnelli del Cavaliere, che però, come si sa, prima crea i delfini e poi li uccide come pare stia facendo con l’imprenditore ex candidato Sindaco di Milano, ben accolto dall’intero arcipelago dell’area liberale italiana che manca, da tempo, di una valida guida e di un faro unico, dove le aziende possano approdare nella tempesta della globalizzazione in atto, unica nella storia economica nota. Il giovane e istintivo Matteo Salvini, dal canto suo tuona: “Dopo il No di Alde è una Farsa a 5 Stelle ”«Il grillismo (pauperista e giustizialista) e il liberalismo sono incompatibili. Il gruppo Alde ha fatto bene a chiudere la porta a Grillo». Lo scrive in un tweet Deborah Bergamini, responsabile Comunicazione di Forza Italia. Il leader della Lega, Matteo Salvini parla invece di «Farsa 5stelle. I vertici del M5s hanno provato a svendersi ai padroni dell’euro e delle banche in cambio di qualche poltrona ma non ci sono nemmeno riusciti. La casa della Lega – conclude Salvini – è aperta a tutti gli eletti e gli elettori 5stelle delusi che quest’Europa la vogliono cambiare davvero e che non sono in vendita». Ma dal centro della nostra cara Europa alla quale l’Unione e., ha assicurato 72 anni di pace, il messaggio che arriva non è incoraggiante per la turbolenta vita politica italiana: «Non ci sono garanzie». È lapidario, anche troppo per essere un leader, il capogruppo di Alde, Guy Verhfstadt nel dire no a Grillo e alla sua creatura M5S, in crescita tumultuosa da far sperare un proprio Governo del popolo italiano, che comincia a votare più i grilli che il PD. Le trovate propagandistiche di Grillo, dicono i suoi detrattori, quasi tutti i partiti, “possono funzionare (ancora per quanto?) in Italia. Non funzionano certo in Europa. L’ultima tragicommedia grillina sta facendo ridere tutta l’Europa e, soprattutto, tutta l’Italia della politica. È l’ultima prova del dilettantismo e della boria del M5S. Una miscela davvero micidiale. Roba da apprendisti stregoni o, per meglio dire, da istrioni invecchiati”. Ma quanto dovrà ancora subire e pagare politicamente, l’intelligente leader Grillo, per dirottare l’attenzione dell’opinione pubblica, dal disastro della Sindaco Raggi su altre “prodezze” a Cinque Stelle? Un figuraccia val bene Roma. Ma ora le gaffe cominciano a diventare troppe. Nel giro di pochi giorni, il M5S s’è lanciato in spericolate operazioni, sbattendoci malamente la faccia. Prima col nuovo “codice etico” garantista a beneficio degli amministratori grillini sotto inchiesta o in odore di inchiesta: roba da ridere, considerando lo spirito forcaiolo e giacobino che ha permesso a Grillo & Company di conquistare, nelle elezioni del 2013, il 25 % dei voti e poi di trionfare in grandi città come Roma (sia pure con la Sindaco Raggi, che spesso appare non è idonea al grande ruolo perché non sceglie, o non vuole sciegliere, collaboratori onesti) e Torino, dove la Sidaco sa ben fronteggiare il veterano Sindaco uscente e dà onore al M5S. Poi l’addio a Farage e l’apertura ai liberali di Alde. E anche qui non sono stati pochi quelli che hanno messo in risalto la sfacciataggine di Grillo, che prima tuona contro l’Europa e che poi tenta di accasarsi tra gli europeisti alla Monti. Ora, dopo poche ore, la doccia fredda del niet dei liberali europei. È il suggello finale di una settimana vissuta pericolosamente (e maldestramente). A parte lo sperato oblio sui casi di Roma e Palermo, Grillo sperava forse di essere ammesso nel salotto dei liberali europei al fine di rassicurare quei settori moderati italiani che guardano con orrore alla possibilità che un grillino diventi presidente del Consiglio. Troppo disinvolta, troppo grossolana l’operazione per filare liscia. E infatti non è filata liscia. Difficile ora immaginare quali potranno le conseguenze in termini di consenso di questa brutta caduta di immagine. Ma l’Italia della politica sta ridendo a crepapelle. E, alla fine, una risata forse seppellirà Grillo e il suo Movimento, zeppo di giovani, inesperti ma capaci e pieni di energie da spendere per governare un Italia vecchia di volti non più significanti. Una risata alla Grillo, non appare degna: conclusione per un comico che, ad età ormai avanzata, s’è inventato leader politico, che comunque sa fare meglio di altri più “animali politici”. L’italia ha bisogno di un’area liberale alla quale guarda con interesse anche il piccolo Partito dei Pensionati. Non pochi auspicano che il PD lasci lo scettro al movimento 5 Stelle animato da Beppe Grillo. Ciò che proccupa molti,invece, è il programma del movimento che vuole aumentare lo stato sociale più dei pidiessini. Intanto il fronte liberale italiano è stato oscurato, per troppo tempo, dal berlusconismo.