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Cosa fa il Ministro della Sanità di fronte ai fatti di malasanità evidenziati all’Asl di Caserta?

(Giuseppe Pace) CASERTA Per chi vive a Letino bisognerebbe poter programmare bene quando ammalarsi. Perché lassù sul Matese più alto l’autoambulanza da Piedimonte Matese giunge dopo un’ora dalla chiamata e un’altra ora per arrivare al pronto soccorso ospedaliero. Se ci si ammala d’inverno poi i tempi raddoppiano per le strade ghiacciate e innevate. La carenza del sistema sanitario dell’alto territorio casertano fa capo all’Asl di Caserta, spesso sui media più nazionali nonchè locali, se coraggiosi. La recente trasmissione d’inchiesta mediatica coraggiosa delle “Iene” ha confermato alcune delle carenze vissute in prima persona mentre assistevo due familiari, poi morti, a seguito di cure o meglio cattive cure sanitarie in ospedali dell’Asl suddetta. Cosa fa in merito alla evidente illegalità, denunciata coraggiosamente da più parti, dei vertici dell’Asl casertana, il nuovo ministro della Salute del governo Conte, Giulia Grillo, eletta capogruppo alla Camera per il M5S? Ci si aspetta un segnale forte in Campania, dove il partito che rappresenta ha avuto il massimo di consenso elettorale anche per la presenza del leader campano Luigi Di Maio. Il media “Caserta 24 ore…” evidenzia il 5 c.m.” Caserta Sanità. Bufera sull’ASL dopo servizio de Le Iene, la dirigenza smentisce. In merito alla trasmissione “Le Iene”, la Direzione dell’Asl Caserta “denuncia la costruzione ad arte di falsità e attacchi strumentali nei confronti dell’attuale dirigenza e in generale della sanità campana. Dalla trasmissione sono emersi casi e vicende risalenti addirittura all’anno 2000, diciotto anni fa, con giornali dell’epoca in primo piano. E’ noto che per 10 anni i concorsi sono stati bloccati”. La trasmissione aveva parlato di “dirigenti in sostituzione permanente, ospedali fantasma, sporcizia e Tac troppo vecchie per rilevare un tumore, hanno intervistato il direttore di un’Asl nei cui ospedali si trovano formiche nei bagni e topi morti. A discolpa avevano dichiarato che la situazione seppur da verificare non era problematica per una Paese civile. La trasmissione attraverso il proprio sito ha fatto sapere di aver ricevuto diversi filmati che “sembrano raccontare il contrario, tra montagne di immondizia e macchinari abbandonati”. Così sono tornati nel casertano e partendo da Sessa Aurunca hanno trovato “Tac troppo vecchie e inutilizzabili, sale operatorie nuove ma fuori norma e trasformate in deposito. A Santa Maria Capua Vetere? Nella sala operatoria piove. A Maddaloni entriamo in un ospedale fantasma. Siamo andati a vedere le qualifiche necessarie per i dirigenti e primari – si legge ancora nell’articolo che accompagna il servizio – con tantissime, troppe sostituzioni “permanenti” che da 6 mesi diventano di anni. Insomma i politici mantengono i loro feudi negli ospedali con l’applicazione sistematica dell’art. 18, che permette nomine dirigenziali provvisorie di 6 mesi in sei mesi e per decenni a medici senza specializzazione alcuna.Tutto questo sfacelo sanitario vede l’Asl di Caserta in testa in Italia nella triste classifica delle morti evitabili nella sanità. “E’ noto che esistono problemi pregressi la cui responsabilità non può essere imputata all’attuale dirigenza, – si legge invece in una nota della dirigenza sanitaria casertana – che invece sta affrontando e risolvendo questioni gravi ed annose e quella del personale. La realtà di oggi è questa: il blocco delle assunzioni, che può avere in passato determinato un abuso di nomine ex articolo 18, è completamente superato. Sono in atto o sono stati già espletati concorsi pubblici per oltre 120 dirigenti e per centinaia di operatori. Quanto agli altri contenuti della trasmissione montati ad arte, si precisa che le immagini di degrado si riferiscono a spazi non adibiti al pubblico, sui quali sono in atto lavori di ristrutturazione”. Infine La Direzione dell’Asl di Caserta minaccia la querela temeraria “a tutela del proprio lavoro e a fronte di un grave danno di immagine per la sanità campana”. Ma riportiamo il coraggio ed il gattopardismo dei vertici politici e sanitari campani, che Gaetano Pegoraro ha contribuito ad evidenziare a tutti gli italiani e non solo a quelli troppo assuefatti in Campania. Caserta: malasanità e nomine irregolari nell’Asl con più morti evitabili. Seconda tappa dell’inchiesta di Gaetano Pecoraro sull’Asl di Caserta. Tra dirigenti in sostituzione permanente, ospedali fantasma, sporcizia e Tac troppo vecchie per rilevare un tumore. Continua la coraggiosa inchiesta di Gaetano Pecoraro sull’Asl di Caserta. A questo tipo di giornalisti bisogna dare un premio, ma di sicuro vi è la riconoscenza democratica nazionale. Una settimana fa vi abbiamo raccontato la storia del chirurgo Nazario Di Cicco, umanamente distrutto, per aver denunciato 18 anni fa la malasanità nell’Asl di Caserta e in particolare nell’ospedale di Aversa. Siamo andati a parlare con il direttore di un’Asl nei cui ospedali si trovano formiche nei bagni e topi morti. Per lui la situazione non era problematica per una Paese civile. In questa settimana ci sono arrivati un sacco di filmati che sembrano raccontare il contrario, tra montagne di immondizia e macchinari abbandonati. Gaetano Pecoraro è tornato nel Casertano, partendo da Sessa Aurunca: Tac troppo vecchie e inutilizzabili, sale operatorie nuove ma fuori norma e trasformate in deposito. A Santa Maria Capua Vetere? Nella sala operatoria piove. A Maddaloni entriamo in un ospedale fantasma. Siamo andati a vedere le qualifiche necessarie per i dirigenti e primari, con tantissime, troppe sostituzioni “permanenti” che da 6 mesi diventano di anni. Tutto questo sfacelo sanitario vede l’Asl di Caserta in testa in Italia nella triste classifica delle morti evitabili nella sanità. Per capire meglio ci siamo rivolgersi al governatore della Campania e commissario alla Sanità, Vincenzo De Luca, che non ha preso benissimo la visita di Gaetano Pecoraro. Su Matese News Informazione si è evidenziato” Limatola / San Salvatore Telesino. Muore operaio per infarto senza pronto soccorso in zona: “Abbiamo costretto De Luca al dietrofront”, la nota del M5S. Nella riorganizzazione voluta dal governatore De Luca previsto anche lo spostamento del Saut (Servizio Asssitenza Urgenza Territoriale) da Limatola alla struttura ospedaliera di Sant’Agata de’ Goti. “La richiesta di De Luca al ministro Grillo di istituire nell’ospedale di Sant’Agata un pronto soccorso in deroga al suo stesso piano ospedaliero, non è una decisione dettata dal buonsenso del governatore, come lui stesso vorrebbe farla apparire – la nota del Movimento 5 Stelle a firma Valeria Ciarambino e i parlamentari di partito Angela Ianaro, Danila De Lucia, Pasquale Maglione e Sabrina Ricciardi.In Italia pare che manchino 20mila medici, ma anni fa non vi era il n. chiuso a medicina e le specializzazioni erano più accessibili, eppure molti in Campania hanno preferito affidarsi alla protezione dei politicanti per fare carriere poco professionali e meritocratiche. Cosa fa oppure non fa il Ministro della Sanità di fronte ai fatti di cronaca evidenziati nell’Asl di Caserta da trasmissioni con intervistatori coraggiosi? Qualcosa e qualcuno pur si muove? Il consigliere regionale G. Zinzi ha presentato un’interrogazione indirizzata al Presidente della Giunta regionale, avente ad oggetto“Chiarimenti urgenti in merito alla gestione dell’ASL Caserta”. L’interrogazione muove dalle condizioni in cui versano le strutture sanitarie casertane, evidenziate recentemente anche nel corso dell’inchiesta della trasmissione televisiva ‘Le Iene’.“La gestione dell’Asl Caserta –ha dichiarato il consigliere Zinzi –è penosa e da dimenticare, lo denunciamo continuamente da tre anni con interrogazioni e attraverso la stampa. La trasmissione ‘Le Iene’ ha portato l’indecenza in cui si trovano le strutture sanitarie casertane sotto gli occhi di tutti sollevando più di qualche dubbio in merito alla legittimità dell’assegnazione degli incarichi dirigenziali. Situazioni che ora necessitano chiarezza da parte del governo regionale. De Luca prenda le distanze dalla spartizione delle poltrone nella sanità targata PD e ponga in essere l’unica azione possibile: commissariare il management dell’Asl di Caserta”. Nel testo il consigliere Zinzi interroga il Presidente della Giunta regionale “per conoscere se non intraveda nell’operato – e negli intendimenti – del Direttore Generale p.t., una scarsa conoscenza delle procedure nonché un’altrettanta scarsa attitudine al controllo delle risorse pubbliche e non ritenga perciò opportuno procedere all’immediato Commissariamento dell’Azienda de qua”. Le Iene si presentano come Programma di approfondimento e di attualità che propone inchieste e reportage facendo uso di uno stile irriverente e satirico. L’Italia ne ha bisogno di Iene come queste per informare? Eccome se ne ha bisogno. L’informazione”normale” è pilotata dai feudi elettorali, vecchi e nuovi, dalle convenienze giornalistiche, dalle paure, dai timori, ecc.. Eppure siamo nella Democrazia del 2018 d.C. che punisce il voto di scambio, il nepotismo nelle istituzioni, la mancanza di trasparenza, ecc..