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Itinerari di viaggio. Casa Irta: Caserta deve il suo nome ad un borgo millenario

Poco battuta dal turismo di massa che si ferma a Napoli e alla Reggia, Caserta l’attuale città e vecchia sede della corte borbonica, deve il suo nome ad un borgo millenario che fonda la sua nascita su un mix di leggenda e storia. Questo borgo si trova a circa 400 metri sul livello del mare, si chiamava Casa Irta, fu fondato dai Longonardi già nel 861 e si popolò degli abitanti di Capua in fuga dai Saraceni in modo così considerevole da determinare il trasferimento della sede vescovile all’interno del borgo.
Nel 1062 ebbe inizio la dominazione normanna che portò il paese al massimo livello di splendore con la costruzione dell’attuale cattedrale, consacrata al culto di San Michele Arcangelo.
Nel 1442 il borgo passò sotto la dominazione aragonese.
Con l’avvento dei Borbone e la costruzione della Reggia, Caserta diventa il nuovo centro di ogni attività a scapito di Casertavecchia, alla quale, nel 1842, viene tolto il vescovado, anch’esso trasferito a Caserta.

Il borgo di Casertavecchia è oggi meta di interesse turistico per via del Duomo, del campanile, dei resti del castello, delle strade dell’intero borgo e del panorama sulla metropoli di Napoli.

Splendido è il panorama fruibile in molti punti del borgo, i numerosi locali e pizzerie fanno si che spesso gli abitanti dei dintorni vadano a trascorrere il sabato sera nelle vie del borgo.
Manifestazioni folkoristiche come Il ritorno dei cavalieri nel Borgo e Settembre al Borgo, che si svolgono annualmente nel periodo estivo, hanno contribuito alla rivalutazione del territorio.

La cattedrale
Caserta Vecchia conserva una straordinaria cattedrale medievale, nella quale si fondono lo stile siculo-arabo, quello delle chiese romaniche della Puglia e lo stile benedettino di Montecassino. Dedicata a San Michele e iniziata dopo il 1113 dal vescovo Rainulfo, i lavori sono proseguiti sotto il suo successore Nicola, per essere terminati nel 1153, come ricorda un’iscrizione all’interno dell’architrave
Il campanile, che domina l’intera Caserta Vecchia, è stato costruito qualche decennio più tardi (la costruzione è stata terminata nel 1234) e mostra già delle influenze gotiche. Come quella di Gaeta e di Amalfi, culmina in una torre ottagonale che poggia su due piani di bifore, ed è decorato da arcate cieche e da torri agli angoli.
sotto l’arco che scavalca la strada che dà accesso alla piazza del vescovado da sud, quattro lapidi ricordano altrettante visite di papa benedetto xiii, il beneventano Vincenzo Maria Orsini. la cupola ottagonale è a sua volta decorata da due piani di archi ciechi intrecciati, ed è resa particolarmente elegante dall’alternarsi di pietre gialle e bigie, che compongono dei motivi floreali e geometrici stilizzati.
l’arco del portale centrale, il più grande, poggia su due leoni ed è decorato da un toro, quello del portale destro poggia su due animali simili a cavalli, il sinistro su due centauri. più in alto sono due monofore, e gli archi e le colonnine del timpano. il fianco più imponente è il destro, sorvegliato dal campanile e a sua volta decorato da monofore e archi. La struttura, retta da cinque colonnine, è decorata sulla scaletta da mosaici e dalle figure di “Geremia” e di un “Ebreo morso da serpe”. L’acquasantiera all’ingresso è stata ricavata da un capitello corinzio del secolo IV e poggia su un leone medievale.