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Napoli. Il napoletano è una lingua come il catalano, il valenzano, lo spagnolo e l’italiano e va tutelata perchè a rischio

Con il concerto tributo a Pino Daniele si è posto il problema della lingua napoletana. Al via l’iter per una legge regionale che la tuteli e la promuova.
“Il concerto tributo a Pino Daniele di ieri sera ha riportato all’attenzione nazionale la bellezza della lingua napoletana che, viste anche le polemiche sulle interpretazioni di alcuni degli ospiti, non deve essere persa, né contaminata da slang che nulla hanno a che fare con quella che resta una delle poche lingue parlate in Italia, al di là dell’italiano”.
Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione cultura, sottolineando che “proprio oggi, Maurizio De Giovanni ha lanciato un appello alle cinque Università esistenti in Campania affinché prendano in considerazione l’istituzione di una cattedra di Storia della lingua e della letteratura napoletana”.
“Sulla necessità di difendere il napoletano c’è un’ampia condivisione e c’è da augurarsi che questa condivisione si manifesti anche in Consiglio regionale dove, martedì prossimo, prenderà il via per l’approvazione di una legge che tuteli e promuovi la lingua napoletana che ho proposto dopo uno studio con studiosi ed esperti, tra cui Hermes Ferraro e Mariano Rigillo” ha aggiunto Borrelli per il quale “una legge regionale sarebbe un ottimo strumento per tenere viva una lingua che anche l’Unesco ha inserito tra quelle a rischio”.