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Il teatro sorgente di vita

(Francesca Accetta) Il corpo, la voce, la gestualità, rappresentano la più intensa espressione dell’arte.
L’arte come strumento di rieducazione, risocializzazione e redenzione. Così il teatro può divenire rinascita, sollievo, consapevolezza, presa di coscienza. Se in ogni carcere ci fosse un corso teatro, si potrebbero organizzare spettacoli teatrali all’esterno della cinta muraria, nel cuore delle città, nei teatri storici e moderni che animano la vita quotidiana. Ed ecco in scena detenuti che recitano la loro vita, dalla nascita al percorso di devianza, fino alla vita detentiva, anche attraverso la musica, imparando così a comunicare, a relazionarsi, a socializzare. Questo progetto è un’occasione fondamentale per riscattarsi e devolvere il ricavato in beneficenza alle associazioni che si occupano dei ragazzi di periferia, dei quartieri degradati delle grandi città, per il recupero dei giovani tossicodipendenti, alcoldipendenti e degli scugnizzi.
Il percorso detentivo diventa vita per se stessi e per il prossimo.
Francesca Accetta, Giurista Specializzata Professioni legali, Polizia Penitenziaria
Esperta in criminologia e psicologia forense