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Imu per i terreni agricoli, nuove tasse per 86 su 104 comuni casertani

(Giuseppe PACE). In Italia le pianure si estendono sul poco più del 23% del territorio statale, mentre le colline (dai 300 ai 600 metri di quota) ricoprono la maggior parte del territorio italiano. Sono situate prevalentemente nella parte centro-meridionale della penisola, lungo i fianchi della dorsale appenninica e preappenninica come per la provincia di Caserta, che comprende parte della pianura campana e tutta quella alifana nonché il pedemontano del Matese, dei monti Tifatini, ecc.. Il pagamento dell’Imu dei terreni agricoli, non in montagna, dà equilibrio al sistema delle tasse in Italia. Mette anche il moderno contadino in condizione di chiedere al Legislatore nazionale e regionale delle leggi e delibre degli Enti locali periferici interventi a favore di strade interpoderali, ecc.. Ad esempio in Molise spesso giungono fondi per queste migliorie dei terreni. Vediamo gli ultimi: Viabilità interpoderale e infrastrutture per l’acqua potabile alle aziende agricole: firmate oggi a Palazzo Vitale le convenzioni per i 25 comuni beneficiari del secondo step della sottomisura 4.3 – ‘Sostegno a investimenti nell’infrastruttura necessaria allo sviluppo, all’ammodernamento e all’adeguamento dell’agricoltura e della silvicoltura’ – del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Molise. Lo comunicano il presidente e l’assessore al termine dell’incontro con gli amministratori dei centri interessati. «Portiamo a compimento – dichiarano – un altro passaggio del percorso costruito per migliorare le condizioni in cui operano le aziende agricole ricadenti in aree particolarmente svantaggiate del nostro Molise: quello di oggi, come gli altri, è un intervento poderoso che dà ragione all’impegno che riversiamo per l’avanzamento della spesa del Psr attraverso stanziamenti di fondi che premiano la qualità proposta per la nostra agricoltura».

«A bando 6 milioni di euro, che tramite una procedura lineare e trasparente, vincolata a criteri oggettivi, abbiamo assegnato in due momenti distinti ai comuni e agli enti locali che hanno partecipato all’avviso candidando opere rispondenti alle ragioni del bando stesso. La selezione effettuata ha sicuramente gratificato il livello del progetto presentato».
Come per il primo step con la sottoscrizione di 26 concessioni di finanziamenti per i comuni beneficiari, anche per il secondo le risorse assegnate ammontano a 3 milioni di euro.
Le tipologie di intervento finanziabili sono tre: realizzazione o rifacimento di strade interpoderali; realizzazione o miglioramento delle infrastrutture per la captazione e la distribuzione dell’acqua potabile alle aziende agricole e per le reti elettriche e termiche; consolidamento dei terreni interessati e a rischio di dissesto. Per gli interventi di realizzazione, rifacimento e difesa delle strade interpoderali sono stati finanziati i seguenti enti: i comuni di Longano, Ripalimosani, Matrice, Cantalupo nel Sannio, Castel del Giudice, Isernia, Provvidenti, San Biase, Frosolone, Capracotta, Gambatesa, Bojano, Pescolanciano, Larino, Roccasicura, Montemitro, Civitacampomarano e il consorzio di Bonifica Trigno e Biferno. Per gli interventi di realizzazione e miglioramento delle infrastrutture per la captazione dell’acqua potabile alle aziende agricole sono stati finanziati i comuni di San Massimo, Sant’Elia a Pianisi, Sepino, Casalciprano, Vastogirardi, Baranello e Riccia. «Le domande di aiuto presentate per la seconda tornata della sottomisura 4.3 sono state 102, ne abbiamo finanziate 25 per un importo pari al 100% dei fondi previsti per l’operazione. Visti la partecipazione e l’interesse – annunciano Frattura e Facciolla –, abbiamo contestualmente avviato anche la seconda edizione del bando con scadenza i prossimi 15 maggio (I step) e 15 luglio (II step) per ulteriori 6 milioni di euro». «Andiamo avanti spediti – proseguono –: abbiamo concrete ragioni per immaginare di finanziare la quasi totalità dei comuni molisani con le misure del nostro Psr per accompagnare tutti quegli interventi che riqualifichino la nostra agricoltura regionale soprattutto nelle zone più impervie». Il sostegno finanziario del secondo step della sottomisura 4.3 del Psr 2014-2020 è stato concesso in forma di contributo in conto capitale in misura del 100% del costo totale ammissibile con un massimale di investimento stabilito in 150mila euro nei comuni con più di 3mila abitanti, di 130mila euro per investimenti nei comuni con popolazione ricompresa tra mille e 3mila abitanti e di 110mila euro nei comuni fino a 1.000 abitanti. In Campania, invece, non pare che si sia così solerti per migliorare le strade interpoderali ed altro, soprattutto per i terreni dell’Alto Casertano pianeggiante e collinare. Alcuni politici dell’Alto Casertano cominciano a “gridare” contro l’Imu da pagare per terreni fertili la cui altitudine non supera i 600 metri. Ma così gridando e facendo, le tasse le pagano solo i dipendenti pubblici e privati in Italia. No, non sembra una politica equa che riesca anche a dare decoro al moderno contadino che si avvia sempre più a cosituire impresa con Partita Iva. Anche per i terreni della piana campana ed alifana nonché della collina caiazzana ricca di oliveti e vigneti è giunto il tempo di pagare l’Imu. Così ha legiferato l’Italia democratica del nostro tempo sia al Nord che al Centro-Sud, fatta eccezione per i poveri terreni di montagna superiori ad una determinata quota altimetrica. Il Legislatore ha ritenuto equa la tassazione e dunque il pagamento dell’Imu sui terreni agricoli posti in pianura o bassa collina. Nell’altra Italia, quella casertana, pare che si voglia cavalcare il solito e solido populismo politico? Ma leggiamo cosa afferma il politico provinciale casertano: “La proroga al 26 gennaio per il pagamento dell’IMU “E’ una tassa che si ripercuoterà sui proprietari di terreni agricoli, spiega l’assessore all’agricoltura andando a colpire una categoria alle prese con una situazione economica già asfittica. Purtroppo invece i comuni dovranno far fronte ai mancati trasferimenti erariali dello Stato, che l’esecutivo ha sostituito proprio con l’IMU sui terreni agricoli, che tra l’altro servirà a recuperare i 340 milioni di euro già spesi dal governo per pagare, in parte, gli 80 euro ai lavoratori dipendenti, mentre i Comuni si troveranno in una situazione particolarmente difficile dovendo verificare le entrate con attenzione per non sforare il patto di stabilità. In provincia di Caserta sono 86 i Comuni che si trovano al di sotto dei 280 metri di altitudine e che quindi pagheranno l’imposta senza alcuna esenzione, penalizzando in particolare i coltivatori diretti. 13 sono invece i Comuni collocati tra i 280 ed i 600 metri di altitudine, dove saranno esentati i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli, mentre 5 Comuni del casertano, ossia Letino, Valle Agricola, Gallo Matese, San Gregorio e Roccamonfina, saranno completamente esentati da tale imposta essendo collocati ad una quota superiore ai 600 metri”….La questione è cruciale e riguarda non solo la Provincia di Caserta ma l’intera regione ed in generale il Paese. L’agricoltura necessita di sostegno dal nord a sud, tassare coltivatori ed imprenditori agricoli non è la strada giusta. Per finanziare la spesa pubblica occorre trovare altri sistemi”. I sistemi “diversi” gli italiani li conoscono da decenni e sono quelli legati all’elevata tassazione del ceto medio italiano e ancora di più a chi produce. Non dimentichiamo che molti agricoltori del caiazzano, del pedemontano alifano e piedimontese, di San Potito, di Gioia Sannitica, ecc. vendono olio e vino in nero, senza pagare un minimo di tasse, ben venga la tassa sul reddito anche per loro al fine di allargare la base contributiva nazionale e non tassare sempre i soliti ”fessi” a reddito fisso sia per il lavoro pubblico che privato. Perché un proprietario di immobile, la terra fertile, non deve pagare le tasse? Sembra campato in aria il ragionamento del politico locale, che forse pur di avere voti vuole esentare dalle tasse i potenziali contribuenti? In Italia il problema resta non la tassazione da inasprire, ma da ridurre e ciò si può fare anche allargando la base contributiva con milioni di proprietari terrieri di zone pianeggianti e collinari. Dunque è da tassare il 23,2% di zone pianeggianti e buona parte fertile delle zone collinari pari al 41,6% del territorio italiano, resterebbero esenti solo i proprietari di terreni montuosi che sono il 35,2% del totale. Nel vicino mondo agricolo e agrosilvopastorale molisano si interviene diversamente? Ecco una ricetta che bolle nella “pentola politica” provinciale. L’Autorità di Gestione del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Molise – con determinazioni direttoriali del 18 e del 20 aprile 2017 – ha reso noto le modalità e le procedure per la presentazione delle domande di sostegno/pagamento e di conferma per l’annualità 2017 a valere sulle misure intese a promuovere l’utilizzo sostenibile dei terreni agricoli. Spiegano dall’assessorato all’Agricoltura che i provvedimenti adottati, oltre a consentire alle aziende che hanno aderito nel 2016 alle misure 10 e 11 e alle aziende che hanno beneficiato delle misure della programmazione 2007/2013 di presentare domanda di conferma per l’annualità 2017, riguardano i criteri e i termini di presentazione delle domande di sostegno/pagamento per la misura 13, sottomisura 13.1 “Pagamenti compensativi per le aree montane” e per la misura 11, sottomisura 11.2.1 “Sostegno al mantenimento pratiche e metodi di produzione biologica”. Le domande, volte ad ottenere la concessione degli aiuti, devono essere compilate utilizzando la specifica procedura informatica messa a disposizione sul portale Sian e presentate non oltre la data del 15 maggio 2017. A me pare che in Molise, al di là dei tanti problemi insoluti dalla partitocrazia imperante, qualcosa si muove di propositivo, mentre nella vicina Campania non si va oltre la generica protesta? Ecco perche da decenni propongo di accorpare l’Alto territorio casertano alla Regione Sannio comprensiva anche del beneventano e del Molise. Ma la lettera morta stenta a diventare viva, nonostante vi abbia dedicato non poche delle mie energie”culturali” in articoli e perfino un libro di 450 pagine (Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio) stampato, a mie spese, a Padova da Energie Culturali Contemporanee Editrice. Chi vivrà vedrà se è un’utopia o una reale necessità amministrativa, oltre che storica di appartenenza alla Regione Sannio, che in territorio dell’Alto Casertano vedeva i Pentri come fieri abitanti!