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Caserta. all’8 corteo per la vita, don Antonello, Domenico Airoma, l’on. Petrenga, Mercogliano, Marzullo, Agnese Ginocchio

(Caserta24ore) CASERTA.E MILANO INSIEME PER LA VITA, 8° Corteo per la vita Sabato 14 aprile 2018, Piazza Vanvitelli ore 16.20, con don Antonello Giannotti, il magistrato Domenico Airona, l’on. Giovanna Petrenga, Luigi Mercogliano Noi per la Famiglia e Rosa Marzullo del Centro Italiano Femminile Per un giorno Caserta e Milano sfileranno insieme per la vita, e Caserta sarà meta di gruppi pro -life provenienti anche da altre province della Campania e da altre regioni. Sabato 14 aprile prossimo, a partire dalle ore 16.30, si terrà anche a Caserta l’ottavo Corteo per la vita contro l’aborto che partirà contemporaneamente da Piazza Cadorna a Milano. Un appuntamento organizzato dal comitato nazionale No194 con la collaborazione del movimento “Noi per la Famiglia”, Fratelli d’Italia, l’ass. Sentinelle Vesuviane e Caserta24ore. Al corteo, che prevede il raduno alle ore 16.20 in Piazza Vanvitelli, e l’arrivo in Piazza Vescovato, parteciperanno tra gli altri don Antonello Giannotti, parroco del Santuario del Buon Pastore di Caserta, il dott. Domenico Airoma, magistrato della Procura di Napoli Nord e coordinatore di Alleanza Cattolica Portici, l’ onorevole Giovanna Petrenga coordinatrice di Fratelli d’Italia per la città di Caserta, il dott. Luigi Mercogliano Pres idente Nazionale dell’associazione Noi per la Famiglia ed il prof. Antonio Mondelli Presidente regionale del Comitato difendiamo i nostri Figli.Interverranno inoltre il prof. Paolo Mesolella responsabile provinciale e vicepresidente Sud del Comitato No194, Luigi Mercogliano presidente del Comitato nazionale Noi per la Famiglia, Michelangelo Esposito delle Sentinelle Vesuviane, Raffaele Mazzarella Direttore del Festival della Vita, la prof. ssa Rosa Marzullo, Presidente Regionale del Centro Italiano femminile, Laura Del Prete, referente della Marcia Nazionale per la vita di Roma, Agnese Ginocchio del Movimento per la Pace, Mario Romanelli del MPV, l’avv. Fabio Candalino dei Giuristi per la vita, Angela Zoccolillo del CAV di Piedimonte Matese, Angela Pappalardo del CAV di Cava de’ Tirreni, Gianluca Martone dell’ass. Ora et labora per la vita di Benevento. Non faranno mancare la loro presenza al Corteo anche rappresentanti di altre associazioni e realtà pro -life, come Alleanza Cattolica, Ora et labora per la vita, Infanzia da Vivere e Parco Verde di Caivano ed i presidenti delle sezioni campane dell’associazione NO194 provenienti da Avellino con Ivano Manno, Napoli con Anna Romano, Salerno con Daniele Carrano, Battipaglia con Valerio Carreuezzo. ”Quello di sabato 14 aprile – spiega il prof. Paolo Mesolella, coordinatore campano del movimento no194, è un corteo per dire un forte SI alla Vita. Perché quello della vita è il primo ed il principale dei diritti. Un corteo per la vita, a pochi mesi dalla santificazione di papa Paolo VI è particolarmente significativo perché Paolo VI lo scrisse chiaramente nella sua enciclica Humanae Vitae: “Dobbiamo ancora una volta dichiarare che è assolutamente da escludere l’interruzione diretta del processo generativo, e soprattutto l’aborto direttamente voluto o procurato”. Anche papa Giovanni Paolo II, difese la vita nascente nel suo “Evangelium Vitae:” La verità – scrisse – non va taciuta né detta a metà né ammorbidita. L’aborto e l’eutanasia sono due crimini che nessuna legge umana può pretendere di legittimare”. Importante anche la testimonianza di Madre Teresa di Calcutta, oggi santa, davanti alla giuria che le aveva assegnato il Premio Nobel per la pace: ”Io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa…. Quello che mi colpisce di più è l’inizio di questa frase, che “Persino se una madre potesse dimenticare, qualcosa di impossibile, ma perfino se si potesse dimenticare, io non ti dimenticherò”. E oggi il più grande mezzo, il più grande distruttore della pace è l’aborto. E noi che stiamo qui, i nostri genitori ci hanno voluti. Non saremmo qui se i nostri genitori non lo avessero fatto”.