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Sparanise. Al Foscolo parte un Progetto Pon sulla Pozzi e sul problema ambientale

(Caserta24ore) SPARANISE Sarà presentato nei prossimi giorni,con un apposito convegno il progetto “Legalità e territorio” finanziato dalla Regione Campania con fondi Pon destinati all’educazione alla legalità. Un modulo di 5000 euro per far conoscere agli studenti sparanisani la vicenda dell’Ex Pozzi, uno straordinario progetto di industrializzazione terminato nel peggiore dei modi: con una grande discarica a cielo aperto. Probabilmente la più grande d’Europa che conserva i resti nocivi di quel grande stabilimento di vernici che insieme a quelli dei tubi, dei laminati, dei cilindrati, delle piastrelle e dei sanitari, costituiva una delle fabbriche più grandi e belle d’Italia con appositi spazi ricreativi, musicali e di sicurezza. Con una propria squadra di calcio, impianti sportivi, banda musicale, vigili del fuoco e pacchi dono. Il progetto “Legalità e territorio”, ha lo scopo di far acquisire una coscienza civilke agli studenti promuovendo una cultura di rispetto delle regole della convivenza civile che rispetti l’ambiente e le persone. Il progetto prevede incontri con il Giudice Domenico Airoma, sostituto procuratore presso il Tribunale di Napoli Nord che parlerà dei reati ambientali, con l’on. Picierno, già componente della Commissione antimafia, che relazionerà sulle terre confiscate, ma anche visite sui siti dell’area Pozzi, alla vecchia fabbrica, alla grande discarica e alla centrale elettrica. In calendario anche una visita alla casa di Don Diana a Casal di Principe: il primo bene confiscato alla camorra e un incontro con Bruno Ranucci lo studioso che ha scritto un interessantissimo libro sull’industrializzazione dell’ex Pozzi. Referenti e tutor del progetto, sono l’avvocato Marchini di Teano ed il prof. Raffaele Montanaro. “Ho cominciato ad occupami della Pozzi di Sparanise, spiegail dott. Ranucci, per pagare un vecchio debito morale che, come sindacalista, avevo maturato nel tempo. Infatti, in trentacinque anni di militanza nella Cisl – e come suo Segretario Generale proprio nel territorio di Vercelli dove Giulio Pastore, più volte evocato da protagonista nella ricerca, aveva fondato la Cisl non mi ero mai occupato della fabbrica di Sparanise. Poi ho incominciato ad accumulare informazioni sulla storia economica del Meridione, sul divario Nord/Sud dopo l’unificazione, sulla arretratezza di una parte d’Italia che, pure, nel corso della sua storia, aveva avuto prestigio, sviluppo, ricchezze. Ho assunto informazioni sugli studi e progetti industriali che diedero vita a quell’autentico gioiello di architettura ideato per Sparanise da Figini e Pollini, due autentici “archistar” dell’epoca; sulle vertenze sindacali, sulle manifestazioni di popolo, sugli scontri epici degli operai con le forze dell’ordine.Ho frequentato archivi, emeroteche, incontrato politici e sindacalisti di allora; ho parlato anche con ex dirigenti e con molti ex operai della Pozzi, apprendendo da loro i piani di produzione, le condizioni di lavoro in fabbrica, le rivendicazioni, le conquiste e le sconfitte ma, anche, il grande amore che, pure tra tante delusioni, molti ex lavoratori conservavano ancora nel cuore per quella esperienza lavorativa, che diede loro, per un certo periodo, prestigio e orgoglio di appartenere alla “classe operaia”.

Ho tentato di risalire ai cambiamenti che avvennero nella vita del paese e delle persone in seguito di quell’insediamento industriale, alle loro speranze, alle loro delusioni…Ho consultato, infine, anche atti e documenti riguardanti la grave manomissione ambientale subita dai terreni ex Pozzi e dai paesi circostanti dopo la dismissione del complesso industriale. Più volte, spiega, sono stato sul punto di lasciar perdere tutto: troppi punti, troppi spunti, troppe suggestioni, ma alla fine ha prevalso il senso di responsabilità a fargli decidere di non fermarsi, per affermare quanto fosse importante recuperare la memoria e la dignità del lavoro per gettare un seme di speranza nei giovani del Sud, per esortarli ad essere vigili custodi della loro terra, ad amarla e ad impegnarsi per un suo possibile riscatto.