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Consenso informato a scuola: iniziativa nella ” Settimana per la Libertà di Educare”

(da Toni Brandi) Se sei padre o madre di famiglia, oppure se conosci qualcuno che ha figli nelle scuole pubbliche, potrebbe interessarti la seguente proposta… Ti invito a partecipare alla “Settimana per la libertà di educare” per chiedere al MIUR e alle istituzioni scolastiche di riconoscere ufficialmente il diritto al “Consenso Informato Preventivo” per tutte quelle iniziative che affrontano temi sensibili e controversi, come l’educazione affettiva, sessuale o “di genere”. Sappiamo benissimo che troppo spesso nelle scuole, fin dall’asilo nido, vengono promossi progetti ispirati alle teorie di genere, oppure semplicemente ad una impostazione dell’affettività e della sessualità sganciata da ogni principio etico. Ancora di recente abbiamo rilevato la presenza di questo tipo di progetti e continuiamo a raccoglierli nel nostro dossier sulla scuola che puoi visualizzare cliccando qui.
Perciò proponiamo questa settimana di consegnare e far protocollare nella segreteria delle scuole la richiesta di “Consenso Informato Preventivo”. Naturalmente, il “consenso informato preventivo” non è la soluzione di tutti i mali e a volte ha mostrato i suoi limiti. Tuttavia molte altre volte è stato uno strumento utile per evidenziare il problema a scuola, sensibilizzare altri genitori e professori, e persino bloccare l’applicazione di alcuni progetti ideologici. Puoi trovare il modulo aggiornato di Consenso Informato Preventivo al seguente link: https://www.notizieprovita.it/wp-content/uploads/2015/05/Consenso-Informato-Preventivo1_2017.pdf

ProVita e le altre associazioni del Family Day chiedono che sia esplicitamente formalizzato nel nuovo “Patto di Corresponsabilità Scuola-Famiglia” che il MIUR sta mettendo a punto, l’obbligo per le scuole di fornire dettagliate informazioni sui progetti proposti; recepire il consenso/dissenso delle famiglie alla partecipazione degli alunni; e l’obbligo di prevedere l’esonero e attività alternative, nel caso in cui tali attività si svolgano in orario normale di lezione.Tutto ciò naturalmente è solo un primo passo. E’ sempre più necessario mobilitarsi per difendere i diritti naturali ed intangibili dei genitori nell’educazione dei figli, e il diritto dei bambini e dei giovani ad una crescita sana, equilibrata, fondata su solidi principi.