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LA MASSONERIA VUOLE IL NUOVO ORDINE MONDIALE

(Gianluca MARTONE) Oggi stiamo assistendo ad eventi epocali, che stanno sconvolgendo la nostra società, sia sotto il profilo economico che da quello sociale, religioso e morale. Nel lontano 1905, fu pubblicato il noto programma massonico contenuto in una circolare segreta della Massoneria, definita da Padre Pio come infame setta. Ecco i nove piani di questo malefico piano, che purtroppo stanno avendo massima attuazione proprio in questo travagliato periodo storico. “1) I cristiani si sciupino prima del matrimonio( immoralità sessuale), 2) Non giungano al matrimonio (non sentano il bisogno, si tolgano loro i mezzi), 3) Se vi giungono, lo frantumino (divorzio facile e protetto), 4) Non facciano figli (contraccettivi), 5) Se i figli arrivano, li ammazzino ( aborto facile e gratuito), 6) Se li fanno, non li possano allevare ( sfavorire le famiglie numerose, difficoltà per la casa), 7) Se li allevano, non li educhino cristianamente ( guerra agli Istituti Religiosi e alla Religione nella scuola), 8) Se qualcuno scampa, non arrivi all’università ( in tutto l’Est comunista i cristiani non possono accedere all’università), 9) Comunque, venga escluso dalla direzione sociale”.

Nel 1738, il grande Papa Clemente XII promulgò la prima Enciclica “in Eminenti”, dove condannò aspramente la Massoneria. Ecco il contenuto di quella bolla dogmatica.
“Posti per volere della Clemenza Divina, benché indegni, nell’eminente Sede dell’Apostolato, onde adempiere al debito della Pastorale provvidenza affidato a Noi, con assidua diligenza e con premura, per quanto Ci è concesso dal Cielo, abbiamo rivolto il pensiero a quelle cose per mezzo delle quali – chiuso l’adito agli errori ed ai vizi – si conservi principalmente l’integrità della Religione Ortodossa, e in questi tempi difficilissimi vengano allontanati datutto il mondo Cattolico i pericoli dei disordini. Già per la stessa pubblica fama Ci è noto che si estendono in ogni direzione, e di giorno in giorno si avvalorano, alcune Società, Unioni, Riunioni, Adunanze, Conventicole o Aggregazioni comunemente chiamate dei Liberi muratori o des Francs Maçons, o con altre denominazioni chiamate a seconda della varietà delle lingue, nelle quali con stretta e segreta alleanza, secondo loro Leggi e Statuti, si uniscono tra di loro uomini di qualunque religione e setta, contenti di una certa affettata apparenza di naturale onestà. Tali Società, con stretto giuramento preso sulle Sacre Scritture, e con esagerazione di gravi pene, sono obbligate a mantenere un inviolabile silenzio intorno alle cose che esse compiono segretamente. Ma essendo natura del delitto manifestarsi da se stesso e generare il rumore che lo denuncia, ne deriva che le predette Società o Conventicole hanno prodotto tale sospetto nelle menti dei fedeli, secondo il quale per gli uomini onesti e prudenti l’iscriversi a quelle Aggregazioni è lo stesso che macchiarsi dell’infamia di malvagità e di perversione: se non operassero iniquamente, non odierebbero tanto decisamente la luce. Tale fama è cresciuta in modo così considerevole, che dette Società sono già state proscritte dai Prìncipi secolari in molti Paesi come nemiche dei Regni, e sono state provvidamente eliminate. Noi pertanto, meditando sui gravissimi danni che per lo più tali Società o Conventicole recano non solo alla tranquillità della temporale Repubblica, ma anche alla salute spirituale delle anime, in quanto non si accordano in alcun modo né con le Leggi Civili, né con quelle Canoniche; ammaestrati dalle Divine parole di vigilare giorno e notte, come servo fedele e prudente preposto alla famiglia del Signore, affinché questa razza di uomini non saccheggi la casa come ladri, né come le volpi rovini la Vigna; affinché, cioè, non corrompa i cuori dei semplici né ferisca occultamente gl’innocenti; allo scopo di chiudere la strada che, se aperta, potrebbe impunemente consentire dei delitti; per altri giusti e razionali motivi a Noi noti, con il consiglio di alcuni Venerabili Nostri Fratelli Cardinali della Santa Romana Chiesa, a ancora motu proprio, con sicura scienza, matura deliberazione e con la pienezza della Nostra Apostolica potestà, decretiamo doversi condannare e proibire, come con la presente Nostra Costituzione, da valere in perpetuo, condanniamo e proibiamo le predette Società, Unioni, Riunioni, Adunanze, Aggregazioni o Conventicole dei Liberi Muratori o des Francs Maçons, o con qualunque altro nome chiamate. Pertanto, severamente, ed in virtù di santa obbedienza, comandiamo a tutti ed ai singoli fedeli di qualunque stato, grado, condizione, ordine, dignità o preminenza, sia Laici, sia Chierici, tanto Secolari quanto Regolari, ancorché degni di speciale ed individuale menzione e citazione, che nessuno ardisca o presuma sotto qualunque pretesto o apparenza di istituire, propagare o favorire le predette Società dei Liberi Muratori o Francs Maçons o altrimenti denominate; di ospitarle o nasconderle nelle proprie case o altrove; di iscriversi ed aggregarsi ad esse; di procurare loro mezzi, facoltà o possibilità di convocarsi in qualche luogo; di somministrare loro qualche cosa od anche di prestare in qualunque modo consiglio, aiuto o favore, palesemente o in segreto, direttamente o indirettamente, in proprio o per altri, nonché di esortare, indurre, provocare o persuadere altri ad iscriversi o ad intervenire a simili Società, Unioni, Riunioni, Adunanze, Aggregazioni o Conventicole, sotto pena di scomunica per tutti i contravventori, come sopra, da incorrersi ipso facto e senza alcuna dichiarazione, dalla quale nessuno possa essere assolto, se non in punto di morte, da altri all’infuori del Romano Pontefice pro tempore. Vogliamo inoltre e comandiamo che tanto i Vescovi, i Prelati Superiori e gli altri Ordinari dei luoghi, quanto gl’Inquisitori dell’eretica malvagità deputati in qualsiasi luogo, procedano e facciano inquisizione contro i trasgressori di qualunque stato, grado, condizione, ordine dignità o preminenza, e che reprimano e puniscano i medesimi con le stesse pene con le quali colpiscono i sospetti di eresia. Pertanto concediamo e attribuiamo libera facoltà ad essi, e a ciascuno di essi, di procedere e di inquisire contro i suddetti trasgressori, e di imprigionarli e punirli con le debite pene, invocando anche, se sarà necessario, l’aiuto del braccio secolare. Vogliamo poi che alle copie della presente, ancorché stampate, sottoscritte di mano di qualche pubblico Notaio e munite di sigillo di persona costituita in dignità Ecclesiastica, sia prestata la stessa fede che si presterebbe alla Lettera se fosse esibita o mostrata nell’originale. A nessuno dunque, assolutamente, si a permesso violare, o con temerario ardimento contraddire questa pagina della Nostra dichiarazione, condanna, comandamento, proibizione ed interdizione. Se qualcuno osasse tanto, sappia che incorrerà nello sdegno di Dio Onnipotente e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Dato a Roma, presso San Pietro, il 28 aprile 1738, anno nono del Nostro Pontificato. ClementeP.P. XII Si tratto’ della prima bolla papale di scomunica della Massoneria”. Ma quali sono gli obiettivi principali della Massoneria? A questo significativo interrogativo, si puo’ rispondere con alcune osservazioni tratte dai “Fondamenti della massoneria. “«Attraverso la simbologia e la filosofia massonica», la sètta intende «formare i massoni perfetti», facendone «uomini completi», mediante «quella straordinaria trasformazione che chiamiamo alchimia spirituale». Questo «fuoco vivificatore […] fermento spirituale […] e spirito rinnovatore», deve operare «in profondo sulle coscienze degli adepti», raggiungerne anzitutto l’intelligenza, imprimendovi «una certa tendenza, un orientamento intellettuale (e) spirituale», che giunga fino a creare «una particolare forma mentis […] un caratteristico modo di ragionare e di comportarsi», una «concezione particolare della vita».Nella Loggia, «palestra di educazione morale e spirituale», si nutrirà «spiritualmente dello spirito massonico», incidendo in sé il «carattere massonico», acquistato attraverso lo studio dei rituali e l’osservanza delle Costituzioni 19, e accettando «tutte le esortazioni, qualcuna delle quali può sembrare oggi intempestiva, mentre diverrà più tardi la sua regola costante per dirigere i suoi pensieri e le sue azioni verso il bene» 20. Né qui si fermano le ambizioni della Massoneria, persuasa com’è che «al di fuori di essa non v’è salute» e che solo essa «racchiude nel suo avvenire l’avvenire dell’Umanità» 21. Pur proclamandosi aliena da ogni discussione religiosa, finisce col penetrare anche in quest’intimo santuario, credendosi obbligata a dare «illuminazione nelle incertezze spirituali», e a trarre dalle sue Logge «quegli spiriti più illuminati che anelano all’ascesi spirituale per visioni filosofiche più alte e più comprensive». A ciò li prepara mediante le graduali iniziazioni, aiutandoli a ritrovare la verità, rendendoli alla Luce che li fà uomini nuovi, incoraggiandoli a far scomparire «ogni ostilità fondata su pregiudizi, rettificando tutte le credenze per mezzo della fede nell’ordine eterno, emancipando gli spiriti da ogni forma di coercizione, anche religiosa» 23. Ma eccola pronta a sostituirsi essa stessa, quale «sublime regola di fede», e «tutta piena di spirito religioso», perché «la religiosità è la sua essenza», facendone una specie di religione del pensiero o religione laica, un sacerdozio addirittura 24! Alla sua scuola si opererà quella «trasformazione interiore dell’uomo», designata, significativamente, come «morte mistica […], palingenesi […], rigenerazione […], rinascita» e assomigliata perfino «allo stato di grazia divina», che riveste il massone «di un reale sacerdozio […] di un carattere indelebile che lo costituisce, in eterno, sacerdote secondo l’ordine della verità e della virtù» 25. Sottoposto all’illuminazione iniziatica, l’adepto dovrà lasciarsi docilmente plasmare fino alle estreme conseguenze: «Nel campo religioso, ognuno che professi una confessione dogmaticamente definita non può fare a meno di non sentire l’inibizione di entrare in comunione spirituale con chi esercita la propria libertà di pensiero e di coscienza nella ricerca del Vero, senza apriorismi, senza fabulazioni mitologiche, ma con la sola guida del buon senso, della ragione, della scoperta delle scienze naturali e con l’ausilio della filosofia. Può essere che si verifichi il caso di taluno che versi in uno stato di eclettismo, per cui mantiene nella propria mente, senza coerenza, principî e concetti di opposte idealità, senza preoccuparsi della contraddizione che ne nasce ed anzi non prospettandosela neppure, in modo che le più disparate credenze possano coesistere in una mente inerte che non oppone le une alle altre. Ma non sarebbe un vero, perfetto libero muratore colui che non sapesse trarre le inevitabili conseguenze dalle acquisizioni di libere credenze. Del resto, la coscienza massonica si acquista per gradi e frequentando i lavori ognuno potrà formarsi salde convinzioni» 26. Dopo un parlar così chiaro e così coerente ai principî dell’Ordine, chi potrà negare che di fronte a questa minaccia sempre in atto il cattolico si trovi in uno stato permanente di pericolo prossimo per la sua fede, non facendosi mistero di voler muovere alla «conquista della sua anima»? 27. «La suprema aspirazione dei massoni è distruggere dalla radice tutto l’ordine religioso e sociale quale fu creato dal cristianesimo, e rifarlo nuovamente a loro piacimento, attingendone i fondamenti e le norme dal naturalismo […]. E come il nome stesso lo dice, principio basilare di chi lo professa è la sovranità e il magistero assoluto della ragione e della natura umana in tutte le cose» 28. Questo errore pernicioso, più volte condannato dalla Chiesa quale fonte d’innumerevoli deviazioni 29, forma ancora oggi il canone fondamentale della sètta, con l’esagerata ed esclusiva esaltazione di tutti i valori puramente umani, primi fra tutti la ragione e la libertà, erette ad unica e suprema norma di verità, di conoscenza e di azione. «La Massoneria è un’istituzione che ha il suo principio nella ragione», e la sua caratteristica sta proprio «nella visione illuministica, razionalistica della realtà: infatti [..], il criterio più alto, unico, è la Ragione […] che è al centro della realtà massonica» 30. Le parole quasi non bastano a farci comprendere l’assoluta venerazione professata per la ragione: essa costituisce il «dogma» della Massoneria, «la sua fede immutabile, universale», che l’obbliga a non rinunciare mai «al suo principio, superiore ad ogni altro, che è quello di restare fedele alla sola fede nel progresso dell’umana ragione», e a «venerare la ragion pura» 31. L’umana natura, infatti, ha una sua dignità trascendente: «divine» sono le nozioni che su di essa si basano, e «religioso» ciò che ne soddisfa le esigenze; «divini sono i poteri latenti nella mente umana» 32. In questo punto la Massoneria si differisce dalla religione: «Mentre la religione umanizza Dio, la Massoneria divinizza l’uomo» 33. Pur tenendo per fermo che «la verità assoluta non esiste che nel suo concetto universale», che «la verità intera non è stata ancora rivelata» 34, e che «noi restiamo ancora ignoranti di tutti i problemi essenziali che ci tormentano», non avendo «ancora trovato la verità eterna», la Massoneria si gloria di additare «il cammino che ci porta così vicino, onde l’intelligenza umana possa intuirla», mediante «l’osservazione diretta della natura […] e l’autorità della sola coscienza» 35. La Massoneria, infatti, «non impone alcun limite alla ricerca della verità», né «riconosce il diritto d’imporre un limite all’esercizio dell’intelligenza», ammettendo solo «il libero esame e l’indefinita ricerca del vero con tutti i mezzi acquisiti dalla ragione, dall’esperienza e dalla scienza» 36. Ciò le ha permesso di «conquistare, in ogni periodo storico, la verità parzialmente scoperta, rigettando, «senza essere inconseguente», anche «la fede divenuta superstizione e fanatismo, per sostituirvi la scienza» 37. Su questo terreno riconosce di essere entrata in conflitto con tutte le religioni, considerate prive di valore assoluto 38 e perciò «subordinate al progresso della ragione umana»: esse si avvicinano alla verità con riserve e limitazioni, mentre per il vero massone «il credo è di non credere a nessuno, sottintendendo, così, che esso deve intelligere, penetrare, comprendere» ed esercitare «la propria libertà di pensiero e di coscienza nella libera ricerca del Vero, senza apriorismi, senza fabulazioni mitologiche, ma con la sola guida del buon senso, della ragione» 39. L’unico criterio di verità è la luce massonica che ci fà «pervenire alla conoscenza per processo logico e naturale», che «fà distinguere il vero dal falso […]; dissipa i pregiudizi, i vani timori […]; sostituisce le credenze false, assurde ed insensate con nozioni sane, chiare, intelligibili alla […] ragione e alla coscienza» 40. Estranea a tutte le religioni, la Massoneria si sente inconciliabile col cristianesimo, perché, a suo parere, questo «negò il valore della ragione e dell’individuo e quindi dovette svolgere un’opera di distruzione; la Massoneria, al contrario, negò a chiunque il diritto di soffocare l’uno e l’altro, difese il valore dell’intelletto umano e ne appoggiò la sua evoluzione e la sua affermazione nel dominio della natura; proclamò il diritto di vivere secondo le leggi morali immutabili della natura stessa, contro un’ipocrita etica negatrice dei valori morali universali» 41. Si disilluda, quindi, chi ammette ancora il Magistero della Chiesa, i dogmi, la rivelazione divina, la naturale limitatezza dell’intelletto umano: «Svanita l’ingenua fede che alla maggior parte di noi venne inculcata nei teneri anni dell’infanzia; affermatasi nell’età matura l’esigenza imperativa di sottoporre i più ardui problemi della vita, i più reconditi misteri del mondo all’indagine e al vaglio del libero esame, il muratore divenuto veramente affrancato da ogni giogo, deve muovere alla ricerca di una nuova luce che gli derivi dal felice connubio della ragione e delle nozioni scientifiche naturali» 42. Nel corso di una conferenza tenuta nel 2009 a Cortina d’Ampezzo, il sacerdote Don Curzio Nitoglia affermò con estrema chiarezza.
“E ci sono due componenti della massoneria: l’ideologia relativista (che è razionalista) e l’occultismo.
Gli obiettivi visibili della massoneria: bisogna scattolicizzare il mondo a favore del protestantesimo; polverizzazione: l’abbiamo visto nell’America latina dove sono penetrati i missionari protestanti; in Europa dopo la seconda guerra mondiale (hanno polverizzato i veri cattolici… oggi come oggi non ci sono più!… ci hanno americanizzati, nel senso deteriore della parola, hanno portato quei costumi… l’aborto, il divorzio, la poligamia, l’eutanasia… tutte cose che da noi non esistevano 30 anni fa e purtroppo oggi sono la normalità!).
Invece nei Paesi protestanti la massoneria è conservatrice, di destra, nazionalista, imperialista… ha buone relazioni con la chiesa protestante, sostiene il trono; e invece nei Paesi cattolici è di sinistra, fa la rivoluzione, è antireligiosa, e soprattutto anti-romana, anti-papista… vuole la distruzione dell’ordine naturale, e quindi tutte le propagande per il divorzio, per l’aborto, per la droga, per le famiglie omosessuali sono finanziate e volute dalla alta massoneria. Come lottare contro la massoneria? «Certi diavoli –dice Gesù- si cacciano solo con la penitenza e con la preghiera». Primo: il rimedio è spirituale; secondo: conoscenza della massoneria.
Leone XIII, Humanum genus: «occorre togliere la maschera filantropica alla massoneria». La massoneria non è qualcosa che compra soltanto le autoambulanze, ma in più (questo è uno specchietto per le allodole), vuol distruggere il cristianesimo e vuol distruggere l’ordine. Oggi è una società che vive in un completo disordine, e se uno magari schiaccia un gatto gli danno…non so… una multa terribile!… L’animalista impera, mentre si può fare l’aborto tranquillissimamente; la pena di morte, che è lecita anche secondo il nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, in casi eccezionali… non uccidere l’innocente, è il V comandamento. Oggi l’aborto si può fare, si uccide l’innocente, è legale, è finanziato dallo Stato, ma guai a parlare di pena di morte contro uno che è certamente criminale e che ha fatto un crimine. «Chi ha sparso il sangue –dice la Bibbia- il suo sangue sia sparso».
Contrattacco intelligente, sul piano familiare e personale… Perché la massoneria ha distrutto la famiglia, ha messo il figlio contro i genitori, la moglie contro il marito, e quindi le famiglie, purtroppo… Perché tanta droga, perché tanta disobbedienza, perché tanti tradimenti, perché tanti divorzi? Perché c’è stata tutta una politica che ha preparato tutto ciò; anche perché se una persona oggi lavora, solo il capofamiglia, con lo stipendio che gli porta a casa non riesce a mantenere la famiglia…vive in una casetta che ha un soffitto di due metri e venti, il figlio va a scuola e gli insegnano le peggiori aberrazioni, ritorna a casa e alla televisione e al telefonino, vede le peggiori aberrazioni… Quindi vedete che la famiglia è stata… e la società.. distrutta completamente. Allora bisogna educare lo spirito, i costumi e la morale e liberarli dal relativismo e dal soggettivismo e dal libertinaggio. Non è la droga che rende libero l’uomo… la droga lo rovina! E purtroppo la maggior parte dei giovani, già a 11 anni, cominciano a fumare gli spinelli e al liceo cominciano con la cocaina… Parlavo con un ragazzo il quale mi diceva: “ma guardi, la maggior parte dei miei amici hanno tutti la bustina di cocaina in tasca”; di giorno lavorano e la sera, quando escono, sniffano in maniera moderata, poi però pian piano, pian piano aumentano sempre di più la dose fino ad arrivare… Chi ama la verità detesta l’errore. Se uno non detesta l’errore significa che non ama la Verità. Quindi bisogna rigettare il soggettivismo, avere l’orrore del falso, rifiutare questi costumi neo-pagani reintrodotti e scoppiati nel 1968, e avere una reazione sociale e politica, perché l’uomo è un animale socievole, non può vivere da solo, deve vivere in una società, che è la famiglia; poi più famiglie si uniscono e formano una polis, una società, uno Stato. Si uniscono con doveri e diritti (non solo diritti…oggi tutti hanno dei diritti, nessuno ha dei doveri), in vista del bene comune, sotto un’autorità alla quale bisogna obbedire”. Questa eccezionale testimonianza di un ex massone di nome Serge Abad Gallardo, rilasciata al giornalista Cenci su Zenit.org, conferma che, alla fine di questo difficile lasso della storia, trionferà il Cuore Immacolato di Maria, come predisse la Madonna a Fatima nel lontano 1917.
“Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv 14, 6). Risuonano, queste parole di Gesù, nel cuore di Serge Abad-Gallardo, protagonista di una scelta tanto coraggiosa quanto meritevole d’essere raccontata. Storia che ha la capacità di togliere il velo su ciò che è nascosto, e soprattutto di rilevare la potenza salvifica cristiana. Le piaghe dell’intensa esperienza umana di quest’architetto francese di origine spagnola trasudano tra le pagine del volume J’ai frappé à la porte du Temple… (Ho bussato alla porta del tempio…). In un’intervista rilasciata a Religion en Libertad, Serge Abad-Gallardo propone stralci preziosi della sua testimonianza di conversione, dall’iniziazione massonica alla fede in Cristo. Nato in Marocco nel 1954, oggi sposato e padre di due figli, si stabilisce con la famiglia in Francia nel 1961. Conseguita la laurea in architettura a Marsiglia, ben presto entra nel mondo del lavoro scalando velocemente posizioni sociali. A trentatré anni è un professionista affermato e brillante, ma anche un giovane uomo alla ricerca di risposte più profonde di quelle che gli forniscono le sue pur gratificanti esperienze lavorative. È così che si lascia affascinare dalle conversazioni che intrattiene di tanto in tanto con un collega. Quest’uomo distinto e dal linguaggio forbito gli parla di spiritualità, di conoscenza, di appartenenza a una elite. Ma soprattutto, ciò che fa più presa in Serge dei discorsi del suo collega è il riferimento al “segreto”. Parola dalle vibrazioni magiche che – se ne convince – può essere penetrata soltanto attraverso l’ingresso nella massoneria. L’opera di persuasione nei confronti di Serge si compie nel 1989, quando rompe gli indugi e si fa introdurre dal suo collega in una loggia massonica. Introduzione che tuttavia non corrisponde subito a un ingresso definitivo. Come racconta lo stesso Serge, le prime frequentazioni sono all’insegna di “indagini e solite formalità” da parte dei confratelli più anziani nei confronti dell’aspirante adepto. Gli vengono rivolte domande, per capire se la volontà d’adesione è autentica e compatibile con i principi guida della massoneria, sulla propria “storia personale” e sulle sue idee in ambito “filosofico e socio-economico”. L’ultimo stadio di questa sorta di tirocinio consiste in un rito dal tetro profilo. Serge ricorda di essere stato portato per la prima volta nel cuore dell’edificio in cui gli iniziati si riuniscono, cioè il Tempio massonico. Vi entra bendato, pertanto viene a sapere di essere entrato lì soltanto a rito concluso. In questo luogo, reso oltremodo cupo dalla presenza assordante di una musica “da filmhorror”, gli alti gradi della loggia gli rivolgono altre domande. Dopo di che, si ritirano per decidere privatamente se accettare o respingere l’ammissione. Nel caso di Serge, il voto è unanime a favore della sua candidatura. I primi tempi da massone sono comunque segnati da diffidenza e sempre nuovi esami da superare. Il giovane grembiulino è tenuto a mantenere un rigoroso silenzio e a svolgere mansioni secondarie, tipo “posizionare o rimuovere oggetti prima e dopo i rituali, servire i pasti, lavare i piatti…”. È solo dopo svariati mesi di gavetta che si può finalmente diventare un iniziato, e a seguito di un altro rito. Serge racconta la cerimonia come costellata di ulteriori “momenti inquietanti”, per esempio quello in cui un gran maestro gli procura un (finto) taglio sull’avambraccio con un coltello, che fino a un istante prima l’adepto crede debba verificarsi sul serio. Superati i turbamenti seguiti a questa cerimonia, Serge viene colto da una piacevole sensazione: sente di essere davvero entrato in una elite che può garantirgli successo e potere. Quando si sale di grado massonico – spiega – “vieni a contatto con persone dell’ambito politico che mai avresti pensato di poter conoscere”. Questi traguardi sociali non corrispondono tuttavia al conseguimento di quella libertà di cui la massoneria si dice portatrice. Lo scambio di idee tra confratelli sembra genuino e libero, ma dopo un po’ Serge si accorge che le considerazioni personali non vengono censurate soltanto fin quando non escono da ciò che definisce la “parola massonicamente corretta”. Su certi temi sensibili come “matrimonio gay, famiglia, aborto, eutanasia”, per esempio, un’opinione diversa da quella progressista, dominante nella loggia cui appartiene, non si può esprimere. Opinione dominante che, sottolinea Serge, degenera “nell’anticlericalismo” e talvolta nella “cristianofobia”. Serge conferma l’idea diffusa per cui la massoneria ha una forte influenza politica in ogni schieramento. Anche se aggiunge che la libera muratoria francese possiede “una tendenza molto spiccata a sinistra”. Spiega del resto che il governo François Hollande è caratterizzato da un numero “incredibilmente alto” di massoni; è durante questa legislatura infatti che in Francia è stata “approvata la legge sui matrimoni gay, che si è tentato di introdurre il gender nelle scuole e il dibattito sulla maternità surrogata”. Obiettivo della massoneria, d’altronde, è “trasformare la laicità in secolarizzazione della società”. La fiamma relativista che anima le logge vuole ridurre in cenere ogni riferimento alla fede cristiana, questione che per la massoneria “non è un dettaglio, bensì una visione completa della società”. Ed è proprio su questo ramo ideologico che Serge un giorno finisce per inciampare. “I massoni invocano un Cristo che è ben lungi dal Cristo dei cristiani”, afferma. Per loro – aggiunge – “si tratta di un saggio, un filosofo, nella migliore delle ipotesi di un iniziato”. Quest’interpretazione positivista del Nazareno inizia però a suscitare perplessità in Serge, il quale si rende conto “prima in modo intuitivo e poi con la ragione, il cuore e lo spirito”, che “il percorso massonico è incompatibile” con la sua relazione che inizia a instaurare con quel Cristo che è “Dio incarnato, morto sulla croce per salvarci”. Di qui la sua scelta – non priva di spericolatezza – di rassegnare le dimissioni dalla loggia. Scelta che Serge spiega così: “Non è stata in realtà una conversione, ma un ritorno alla fede. La conversione di un cristiano dura tutta la vita. Credo che sia stato il sacramento del battesimo a portarmi la luce di Cristo, mentre ho lasciato la luce artificiale e solo umana della massoneria”. Luce, quest’ultima, che rendeva tuttavia Serge “cieco”. Per poter apprezzare di nuovo la luce cristiana ha dovuto quindi intraprendere un cammino, nel quale l’ha guidato un prete francescano che egli definisce “una rivelazione”. La “particolare e inaspettata grazia” è poi giunta a Lourdes, dove attraverso “un’esperienza molto personale” che descrive nel libro egli capisce “che Cristo mi ha cercato più di quanto abbia fatto io” con Lui. Oggi Serge è una persona felice, come lo sono tutti coloro che sanno di essere “realmente amati”. Amati da Dio. Che non è quel principio astratto evocato dalla massoneria, ma un Dio personale, “al quale posso rivolgermi, che ascolta le mie preghiere, che io amo e che ci ama fino al punto di esser sceso sulla terra e di essersi fatto uccidere su una croce per la nostra redenzione