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Alto Casertano e Molise uniti per l’ospedale

Giuseppe Pace (Autore di ”Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio” e Socio onorario del Club Ragno di Bojano).
Da tempo vado dicendo, scrivendo e ribadendo che la Sanità molisana funziona di più e meglio di quella del Sannio Alifano. Lo dico per esperienza vissuta non per sentito dire. Perché ciò avviene? Forse il Sannio Alifano è divenuto sempre più periferico della vasta e superpopolata metropoli napoletana, che esporta i suoi problemi di poca efficienza nei servizi pubblici anche in periferia. Ciò non si è verificato ancora in Molise o Sannio Pentro e Frentano. Ecco uno dei motivi perché alcuni ”sognatori”, come lo scrivente, propongono il ripristino della antica Regione Storica del Sannio facendola divenire Regione Amministrativa comprendente Molise, Sannio Alifano, l’intero territorio beneventano e parti del chietino e foggiano fino a circa un milione di residenti e non più un terzo circa di soli molisani. Queste considerazioni culturali le ho ampiamente scritte nel saggio citato e reperibile dalla storica cartolibreria D’Aulisio di Piedimonte Matese. Con me a sognare sono stati illustri del recente passato tra cui l’Avv. Fappiano d’Alife e del presente: Avv. Cimino, prof. Mattei, Dottori. Cirioli, Caracciolo, Zappoli, ecc.. Leggo, da “PrimoPiano Molise” del 6 c.m., che ”Decine e decine di amministratori dell’alto casertano, del basso Lazio e della Valle del Volturno all’incontro promosso dal consigliere Tedeschi”. In esso si evince il desiderio del Sannio Alifano di essere curato meglio di prima:”Antonio Tedeschi ha fatto centro. Decine di sindaci e amministratori locali ieri hanno infatti raccolto l’invito del consigliere regionale a vedersi per stilare un documento attraverso il quale impegnare Molise e Campania a sedersi al tavolo e ragionare per addivenire alla stipula di un Accordo di confine in tema sanità. Dall’alto casertano, dal basso Lazio e un pò da tutta la Valle del Volturno i rappresentanti dei cittadini si sono presentati alla palazzina Liberty per sottoscrivere l’istanza. Il Ss Rosario non è solo l’ospedale di Venafro ma di tutto il territorio a cavallo tra Molise, Campania e Lazio, è stato il messaggio che è passato. Tanto è vero che, come rivelato da Tedeschi, «il Pronto soccorso si è sempre distinto per la mobilità attiva, facendo riscontrare accessi extraregionali per il 40/45%». All’incontro presenti il governatore D. Toma, il presidente della Provincia di Isernia L. Coia e di Caserta G. Magliocca nonché ovviamente il sindaco Alfredo Ricci, oltre all’assessore regionale V. Niro (V. Cotugno ha mandato un saluto ma non è stato presente per altri impegni, così come M. Scarabeo), ai consiglieri molisani N. Romagnuolo e A. D’Egidio e a quello campano L. Bosco”. Risulta evidente un fermento attivo di modificare le scarsità qualitative evidenti, soprattutto in Campania periferica come il Sannio Alifano, ma non solo. Di «momento storico» hanno parlato sia il promotore del vertice Tedeschi, la cui iniziativa è stata non solo sostenuta ma anche lodata dai partecipanti all’assemblea, che il sindaco Alfredo Ricci. Deciso l’intervento del rappresentante della Regione Campania Bosco il quale ha sottolineato «il lodevole lavoro» svolto da Tedeschi e comec sia stata scritta una «buona pagina di politica nell’era del populismo. Superiamo gli steccati ideologici e di confine – ha affermato il consigliere regionale -. La Campania non può sottrarsi a questa battaglia. Una battaglia possibile, perché le due Regioni devono collaborare su sanità ma anche su altro. Oggi arriva un grande segnale dal territorio, riferirò al presidente De Luca. L’ospedale non è solo di Venafro ma anche nostro», ha quindi concluso Bosco subito dopo aver sostenuto Toma: «Deve essere lui il commissario ad acta alla Sanità». «Siamo qui per dare un segnale e per lavorare per dare servizi essenziali a questo territorio. Non parliamo di sogni. Vogliamo che il Ss Rosario torni ad essere il punto di riferimento per la Valle del Volturno, per l’alto casertano e il basso lazio come è sempre stato. Da quando è stato chiuso il Pronto soccorso, Isernia e Piedimonte sono letteralmente intasati». Dunque, Tedeschi ha illustrato l’obiettivo di giungere ad un accordo tra le Regioni affinché Venafro possa tornare ad ospitare il Pronto soccorso e la Rianimazione, magari con il Molise che mette le strutture e la Campania i medici. Ma parlare delle varie ipotesi di lavoro al momento è prematuro. Prima occorre la volontà politica. Che, forte, è stata dimostrata ieri dalle decine di sindaci presenti. «La massiccia presenza di amministratori ci onora – ha salutato il sindaco venafrano Ricci -. Con l’alto casertano siamo un pò un tutt’uno a dire il vero. Al Ss Rosario c’è sempre stata una enorme utenza extraregionale. Poi la gente è stata privata di servizi. Però non è mai troppo tardi per rimediare. Ma va detto che siamo ancora senza commissario ad acta e la Regione è di fatto bloccata: è impossibile firmare atti di programmazione. Io sostengo Toma quale commissario, è vergognoso che non ci sia ancora un commissario alla Sanità in Molise». Ricci ha quindi plaudito l’iniziativa di Tedeschi ricordando come «in passato lanciammo l’idea dell’ospedale di area vasta ma l’istanza non fu raccolta». La speranza è quindi che oggi si possa raggiungere l’obiettivo inseguito. Al Molise, attivo più della Campania anche per la minore mole di problemi e minor numero di persone dedite alla politica, fa riscontro la volontà di alcuni politici campani:”A parlare di «comunità divise solo dal punto di vista geografico» è stato anche il presidente della Provincia di Caserta Magliocca che ha dunque ribadito il sostegno all’istanza per l’Accordo di confine. Un discorso più articolato è stato svolto dal presidente della Provincia di Isernia Coia che ha rimarcato l’”anomalia” di una «Regione che aveva tante strutture ma gente che se ne va fuori a cercare le eccellenze». Coia ha pure parlato di «mobilità passiva nel pubblico e attiva nel privato. Insomma, qualche problema c’era… Ma – ha esortato la platea di amministratori – siamo ancora in tempo per fare qualcosa». Prima delle conslusioni del governatore molisano Toma ha preso la parola anche il sindaco di Vairano Patenora Cantelmo il quale ha confidato: «Quando Tedeschi mi ha chiamato prospettandomi questa idea mi sono emozionato. Ormai avevo perso le speranze di una rinascita dell’ospedale di Venafro. I miei concittadini ancora oggi mi chiedono del Ss Rosario: da oggi potrò dire che ci sono speranze di rivitalizzarlo». Dello stesso tenore gli interventi degli altri sindaci dell’alto casertano i quali stanno spingendo davvero tanto per far riaprire sì Pronto soccorso e Rianimazione ma anche per riattivare altri servizi. Pur sottolineando la bontà dell’iniziativa di Tedeschi, che ha concordato le scelte con il vertice regionale, più “prudente” sulla riuscita della battaglia si è mostrato Toma. Ma non perché non creda nelle potenzialità del Ss Rosario, anzi. Il governatore ha però “gelato” la sala ricordando che: «Io non posso firmare nulla. Prima dobbiamo sapere chi sarà il commissario ad acta e poi, magari, potremo anche chiedere la modifica della legge Balduzzi ad esempio. Ma prima si deve sapere chi sarà il commissario. Io ho un ottimo rapporto con De Luca, anche se siamo su posizioni politiche diverse. Evidentemente, sulla questione dell’incompatibilità tra governatore e commissario alla Sanità, qualcuno vuole fare fuori lui. E tutto è bloccato. Se dovessi essere io il commissario garantisco il mio impegno». Toma ha però pure voluto allargare il discorso, segnalando come «nel pubblico c’è spreco rispetto al privato. Dobbiamo recuperare efficienza nella sanità pubblica. Con buoni primari e manager sanitari possiamo farcela. Loro devono recuperare efficienza ma le scelte – ha rimarcato con forza – le devono fare i politici…». Sia come sia, «ho ascoltato le esigenze del territorio e me ne farò carico – ha assicurato il governatore alla platesa di sindaci -. C’è ancora tempo per recuperare. Forse ci saremmo dovuti battere un pò meglio in passato. Se avrò la nomina chiaramente mi impegnerò a superare la Balduzzi. Ma oggi non ho poteri. Confesso che io la notte sogno di lasciare un segno nella sanità». Comunque, in attesa che il governo nazionale finalmente nomini il commissario «dobbiamo dare continuità al poliambulatorio del Ss Rosario: investiremo 4 milioni di euro. Deve essere aperto tutti i giorni e deve funzionare. Inoltre – ha “svelato” ancora Toma – si deve sapere che abbiamo anche i fondi per realizzare un nuovo ospedale tra Isernia e Venafro. Ma – ha concluso – ascolterò le istanze del territorio».Un territorio che ieri ha detto con forza – i sindaci hanno firmato e timbrato un documento in tal senso – che Venafro e il suo hinterland vogliono un accordo di confine per riavere il loro ospedale, il loro Ss Rosario che funzionava e attirava mobilità attiva per il Molise. Il Molise pare che abbia solo piccoli problemi sanitari da risolvere rispetto a quelli campani più grandi che, a volte, sembrano insopprimibili o endemici. Anni fa ascoltando uno scrittore di Sepino condivisi la sua esternazione:”XX Regione appena nata, è stata lunga, lunga la nottata”, eppure quella piccola Regione, il Molise, potrebbe crescere senza correre il rischio, sempre più prossimo per la razionalizzazione delle spese, di farsi inglobare dalle più grandi regioni vicine con servizi non sempre migliori. La recente iniziativa politica, quasi sotto le prossime elezioni europee potrebbe essere l’ennesima attività sociale di pochi politici che smuovono le masse per chiedere voti poi? Si spera di no poiché si vedono esclusi o assenti altri personaggi locali che pure hanno a cuore le sorti della carenza di servizi sanitari ed altri del Sannio Alifano e Molisano.