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Lettera aperta: Precisazioni sull’Armistizio dell’8 settembre 1943

(di Matteo Cornelius Sullivan) La ricorrenza dell’8 settembre 1943 pare sia ormai prevalentemente una scusa sia per una certa sinistra che per una certa destra, per buttare fango sul passato e sulla monarchia italiana e coprire così la realtà contemporanea di una repubblica allo sfascio completo. Ma per tornare al lontano 1943 la sinistra, che oggi usa la propaganda bellica fascista accusando Re Vittorio Emanuele III di “fuga”, dimentica che a quel tempo, coloro che li precedettero non aspettavano altro e difatti tutti i partiti di sinistra erano nel, dopo l’armistizio, nel governo del Re! Inoltre, per chi non lo sapesse, Brindisi è in Italia e la regione era l’unica nel settembre del ’43, in cui non vi fosse presenza ne di tedeschi, ne di truppe anglo-americane… A quella destra che ancor oggi utilizza quella stessa propaganda, inneggiando a “tradimento” e “fuga” del Re, ricordiamo invece un fatto che ai loro storici politicizzati piace omettere o ignorare, ovvero che lo stesso Benito Mussolini, Capo del Governo e Duce degli italiani, aveva autorizzato, nel luglio 1943, l’ambasciatore Fransoni a contattare gli inglesi per una uscita unilaterale dell’Italia dal conflitto! A quel punto della storia, la guerra si era già spostata sul territorio nazionale e gl’effetti di tutto quello che era andato male prima, venivano scontati direttamente. Oggi sappiamo che Re Vittorio Emanuele III scrisse a Mussolini chiedendogli di non instaurare una repubblica nel Nord del Paese; dal suo punto di vista di Capo di Stato, il Savoia formulava una richiesta legittima e sensata, atta alla non delegittimazione dello Stato ma da un punto di vista pratico è stato un bene che il duce non abbia aderito a questa richiesta, perché l’ottica italiana era falsata nell’immediato; non si trattava di una guerra che coinvolgeva solo l’Italia ma tutto il mondo e gli episodi a cui noi diamo molto peso dalla nostra ottica “provinciale” non sono altro che avvenimenti marginali di ciò che accadeva su un piano più ampio. Benito Mussolini dunque fece benissimo a costituire la Repubblica Sociale Italiana, così come fece benissimo il Re ad andarsene al Sud, perché in un Paese invaso al Nord dai nazisti e al Sud dagli Alleati, queste decisioni consentirono, anche se inconsapevolmente, ai due Stati di salvare la Nazione. Nel “Regno del Sud” il Governo poté portare avanti delle trattative, difendere legalmente i civili e soprattutto combattere i tedeschi che spadroneggiavano e tenevano un comportamento disumano in molte situazioni; Mentre nella repubblica del Nord i fascisti poterono mediare con Hitler che era furioso nei confronti dell’Italia, sospettata già molto prima dell’8 settembre 1943, di tradimento, a causa delle intercettazioni Enigma che facevano ritenere ai tedeschi la presenza di traditori tra gl’italiani, mentre in realtà erano loro, i tedeschi, che “fornivano” le informazioni agli inglesi…. Senza la presenza di Benito Mussolini al Centro-Nord, anche se in sostanza era divenuto una marionetta nelle mani di Hitler, quella parte d’Italia avrebbe probabilmente avuto una sorte molto simile a quella della Polonia, con il possibile sterminio di gran parte della popolazione e devastazioni e depredazioni maggiori di quelle effettivamente portate avanti dai tedeschi. Comunque, come accennato, quella tedesca fu un’invasione, dato che l’ingresso non autorizzato di alcune Divisioni, avvenne già prima dell’8 settembre 1943; questo è un fatto che è bene sottolineare perché mostra con l’evidenza dei fatti la mancanza di rispetto che i tedeschi avevano nei confronti dei propri alleati. Sottolineiamo infine che la reazione dei tedeschi verso gli italiani, dopo l’8 settembre, fu spietata soprattutto perché sapevano di poterselo permettere e perché la nostra penisola era strategicamente più importante per esempio della Finlandia che fu un’altra delle nazioni che si sganciarono dall’alleanza coi tedeschi. Però la Finlandia non subì alcun tipo di ritorsione tedesca, perché i finlandesi avevano respinto i russi, mentre gl’italiani le avevano prese dai greci e quindi era più comodo per Hitler poter sfogare la propria sete di vendetta sugli italiani che sui finlandesi. La storia per essere tale, deve essere esente da opinioni di parte e dalla propaganda politica e l’Italia di oggi dovrebbe pensare di più e onorare coloro che in quelle difficili situazioni comunque difesero i valori sacri, difendendo la Patria col proprio sacrificio, invece di continuare a gettare fango sul passato.

di Matteo Cornelius Sullivan, Reggente del Partito della Alternativa Monarchica