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CAIVANO. Caporalato. Le biciclette appese al cancello indicano quanti hanno trovato lavoro.

(Caserta24ore) CAIVANO (CE) Caporalato. Fenomeno presente anche in Campania. A Caivano le biciclette appese al cancello indicano quanti hanno trovato lavoro. Serve un tavolo istituzionale in Regione per evitare tragedie
“La morte di 15 braccianti in Puglia serva almeno ad aprire una riflessione seria sul problema del caporalato che, anche se non se ne parla, esiste anche in Campania e non riguarda solo l’agricoltura, ma anche l’edilizia”.
A chiederlo il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, per il quale “in attesa di interventi concreti ed efficaci da parte del Governo, soprattutto per l’applicazione effettiva della legge sul caporalato che esiste già, la Regione potrebbe pensare a iniziative per contrastare lo sfruttamento dei lavoratori nell’ambito delle sue competenze”. Alle prime luci dell’alba, non è difficile vedere, nelle solite piazze e nelle solite strade, decine di immigrati che si raccolgono in attesa che passi il caporale di turno e li porti nelle campagne o nei cantieri” ha aggiunto Borrelli citando il caso di Caivano “dove il numero di biciclette attaccate ai cancelli di una scuola elementare con la catena certifica il numero di immigrati che, in quel giorno, hanno trovato chi li sfrutta per quella giornata”. “In Campania, ai rischi soliti del caporalato, si aggiungono quelli derivanti dalla mancata specializzazione verso determinati lavori” ha continuato Borrelli sottolineando che “capita di ritrovarsi con persone che non sanno nulla di cantieri messe su impalcature a decine di metri di altezza, chiaramente senza alcuna misura di protezione”. “Chiedo all’assessore al lavoro, Sonia Palmeri, e all’assessore alla legalità, Franco Roberti, di avviare un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e con le associazioni di immigrati per capire quali misure la Regione possa adottare per contrastare il caporalato ed evitare di dover piangere anche in Campania altre vite umane” ha concluso Borrelli per il quale “contro lo sfruttamento serve l’impegno di tutti, a tutti i livelli istituzionali”.