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GLI OMOSESSUALI CONTRO LE LOBBY LGBT

FAMIGLIA(Gianluca Martone) Nell’analizzare la delicata tematica dell’omosessualità e il connesso mondo delle Lobby LGBT, è fondamentale far riferimento anche ai pareri di diverse persone omosessuali, le quali hanno mostrato a piu’ riprese di difendere la famiglia naturale tutelata nell’art. 29 della Costituzione. Ecco alcune significative testimonianze, iniziando proprio da quella piu’ famosa rilasciata dagli stilisti Stefano Gabbana e Domenico Dolce al settimanale “Panorama”, i quali hanno deciso di dedicare il loro ultimo progetto proprio alle famiglie, lanciando una campagna per raccogliere da tutto il mondo un album fotografico unico. Il progetto #DGfamily partito nel 2013 ha messo insieme più di 4 mila scatti da 10 Paesi, dall’Italia alla Russia, dalla Francia agli Stati Uniti, divenendo una documentazione straordinaria e inaspettata che è diventata oggetto di uno studio all’Università Cattolica di Milano.“Guardando le migliaia di scatti che ci hanno inviato, abbiamo capito che la famiglia non è una moda passeggera. È un senso di appartenenza sovrannaturale. Non abbiamo inventato mica noi la famiglia. L’ha resa icona la Sacra Famiglia, ma non c’è religione, non c’è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo i figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Ma lei accetterebbe di essere figlia della chimica? Procreare deve essere un atto d’amore, oggi neanche gli psichiatri sono pronti ad affrontare gli effetti di queste sperimentazioni. Avremmo voluto essere padri? Sìcuramente. Tuttavia siamo gay e non possiamo avere figli.. Crediamo che non si possa avere tutto dalla vita, se non ci sono vuol dire che non ci devono essere. È anche bello privarsi di qualcosa. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia”.

In una recente intervista a lettera 43, il critico musicale omosessuale Paolo Isotta ha affermato.”Il mio amico Mulè (il direttore di Panorama, ndr) ha messo a soqquadro l’intero mondo della recchiamme – è un’espressione napoletana per dire il mondo omosessuale -! Pensi: io di questi Dolce e Gabbana non sapevo nulla se non che le loro boutiques riempiono il mondo e tutti si vestono da loro. Li credevo due trendy e invece sono persone intelligenti e di buon senso. E aggiungo: veri italiani». Isotta è rimasto in particolare colpito dalle parole di Dolce quando dice che «non si può avere tutto, la vita è fatta anche di privazioni: e in fondo è anche bello. Dopo di che la Provvidenza vede più lontano di ciascuno di noi…”. Sull’omofobia in Italia e sulla necessità di introdurre una legge, il critico musicale è categorico: «Guardi, gli altri Paesi non li conosco. Io sono napoletano e Napoli, in genere il Sud, hanno sempre fatto degli omosessuali parte integrante della società: nessuno si è mai sognato di giudicarli. Mi pare assurdo: tutti gli esseri umani sono figli di Dio e vanno egualmente rispettati. Fare degli omosessuali una categoria speciale significa davvero, come dicono loro, ghettizzarli”.Un altro omosessuale dichiarato, il cantautore Cristiano Malgioglio, sulla rivista “Famiglia Cristiana” ha spiegato che “Dolce e Gabbana hanno usato parole troppo forti, ma nella sostanza anche a me dare la possibilità agli omosessuali di adottare dei bambini non convince per niente». Malgioglio ha altresì sottolineato di nutrire “molti dubbi”sulle adozioni da parte di omosessuali, ritenendo che la presenza femminile sia fondamentale per la buona crescita di un bambino.
“Io ho adottato tre figli a distanza e sono felice così. E comunque, se penso a una famiglia, resto fedele al modello tradizionale, formato da un uomo e da una donna”.Molto interessante è stato anche l’articolo pubblicato sul suo blog giornale. it da Nino Spirlì, il quale ha sostenuto:“Siamo nati così, da un abbraccio fra un uomo e una donna, che amiamo. E siamo anche venuti su bene. E, volendo, anche serenamente omosessuali. Quindi, vuol dire che, con il giusto impegno, quella naturale continui ad essere la strada giusta per tutto. Resto, dunque, della mia idea, ed è la stessa dei due stilisti, a proposito del matrimonio e della famiglia. Marito/Moglie – Papà/Mamma. Figure imprescindibili per la concezione, la creazione, la nascita e l’educazione di nuova vita. E, confesso, non capisco la gogna contro Dolce e Gabbana e, anzi, trovo volgare intervenire su una pubblica intervista, chiara, elegante e assolutamente rispettosa di tutti. Ma tant’è: se non sei omologato, il sindacato gay si sente aggredito nelle proprie debolezze e cerca di azzannare. Invano”.
Su Avvenire e su Radio Vaticana, è stata pubblicata un’intervista a Jean Pierre Delaume Myard, già portavoce del collettivo Homovox, che in Francia si è dichiarato contrario al matrimonio e alle adozioni gay.
“Dolce&Gabbana sono vittime della lobby gay, come lo sono io in Francia”, ha spiegato lo stesso Myard- “è necessario sapere che, se non sei sulla linea di pensiero della Lgbt, sei emarginato e boicottato. Dolce&Gabbana sono persone responsabili; hanno ragione se rifiutano il concetto delle madri surrogate, intanto perché significa sfruttare i più deboli, i più poveri. Elton John ha acquistato i suoi figli. La donna – è importante ribadirlo – non è una merce, e oltre a questo ogni bambino ha il diritto di conoscere suo padre e sua madre. Invece, questi benpensanti come Elton John o la sinistra europea hanno reintrodotto la schiavitù…”.
Myard si è mostrato stanco della “dittatura gay”, operando una distinzione tra “gay” e “omosessuale”.
“Se non la pensi come la lobby Lgbt in quanto omosessuale, sei forzatamente manipolato e la Lobby Gay ha una reazione omofoba, come se gli omosessuali non potessero pensare con la loro propria testa. La Lobby Gay è sempre più presente in tutte le istituzioni: bisogna combatterle perché non rappresentano gli omosessuali. La Lobby Lgbt vuole distruggere l’istituzione del matrimonio e la famiglia… In realtà, ci vogliono far credere che gli omosessuali chiedono il diritto ad avere un figlio. Allora, intanto un figlio non è un diritto. In Francia ci hanno mentito facendoci credere che, per esempio, la legge Taubira sul matrimonio per tutti era stata chiesta dagli omosessuali: non è così. A chiederla è stata la lobby gay, quella lobby gay che è molto potente in Europa ed è rappresentata da Igla. In Italia, per esempio, arriveranno le unioni civili: io personalmente sono contrario alle unioni civili come sono contrario al matrimonio gay, perché le unioni civili porteranno con sé la questione dei figli. La nostra sessualità riguarda soltanto noi stessi e non bisogna privare un bambino di un padre o di una madre”.Pertanto, occorre impegnarsi in modo concreto a difendere la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, mai cosi attaccata come in questo periodo. Lo scorso mese di novembre, Papa Francesco si è rivolto cosi ai partecipanti al colloquio internazionale sulla complementarietà tra uomo e donna, promosso dalla Congregazione per la Dottrina della fede.“Occorre insistere sui pilastri fondamentali che reggono una nazione: i suoi beni immateriali. La famiglia rimane al fondamento della convivenza e la garanzia contro lo sfaldamento sociale. I bambini hanno il diritto di crescere in una famiglia, con un papà e una mamma, capaci di creare un ambiente idoneo al loro sviluppo e alla loro maturazione affettiva. Per questa ragione, nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, ho posto l’accento sul contributo “indispensabile” del matrimonio alla società, contributo che “supera il livello dell’emotività e delle necessità contingenti della coppia” (n. 66). La famiglia è un fatto antropologico, e conseguentemente un fatto sociale, di cultura, ecc. Noi non possiamo qualificarla con concetti di natura ideologica, che hanno forza soltanto in un momento della storia, e poi decadono. Non si può parlare oggi di famiglia conservatrice o famiglia progressista: la famiglia è famiglia! Non lasciatevi qualificare da questo o da altri concetti di natura