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Napoli e Padova non brillano nella classifica mondiale delle migliori Università

(Giuseppe Pace). Napoli-Padova. L’Università di Napoli né di Padova non sono tra i primi posti in Italia né nel mondo, come si dice in Campania e in Veneto. Spiace che Napoli soprattutto, anche per l’Università che ho frequentato a cavallo degli anni 60-70, non si colloca affatto bene in graduatoria sia nazionale che mondiale secondo University Rankings 20016/17. Chi, invece si colloca al primo posto mondiale è Il Massachussett Institute of Technology MIT domina la tredicesima edizione del QS World University Rankings riconfermandosi la migliore Università del mondo. per il quinto anno consecutivo. L’Università di Stanford guadagna il secondo posto mentre Harvard scende al terzo e l’Università di Cambrige al quarto. Per la prima volta, dall’edizione 2004/05, le prime tre Università sono tutte statunitensi. ETH Zurich ottiene la propria posizione migliore in tutte le edizioni del ranking, piazzandosi all’ottavo posto. L’Università di Endinburgo entra tra le prime venti. L’Università di Padova si colloca al 3338esimo posto, mentre l’Università di Napoli Federico II si colloca al 481-490 esimo posto, sempre per il 2016. Magre consolazioni, anzi facciamo una brutta figura noi italiani nel mondo universitario e poi siamo tutti tronfi con i provincialismi per le auto gratificazioni, gli autoincensamenti, che a distanza di 200 km non si riesce a vedere altre Università se non la propria quella sotto casa. Con la fioritura di cattedre e di Università dappertutto in Italia, perfino ad Isernia, non pare sia migliorata la qualità valutata in una dimensione globale. Quest’anno sono state analizzate oltre 3800 Università e tra queste, 916 sono state incluse nella classifica. Per identificare le Università globalmente competitive, sono stati considerati sei criteri. Questi indicatori servono a valutare aspetti dell’attività universitaria importanti per gli studenti di tutto il mondo: la quantità di risorse impiegate per l’insegnamento, qualità della ricerca prodotta, l’occupabilità dei laureati, e l’internazionalità. I 6 criteri sono:

  1. Un sondaggio internazionale rivolto ad accademici, docenti e ricercatori, ai quale viene chiesto di indicare le Università migliori nel proprio ambito di specializzazione, ad esclusione di quella dove insegnano o ricercano. Le opinioni di 74.651 accademici sono state considerate per la stesura di questa classifica.
  2. Un sondaggio rivolto a datori di lavoro/recruiter. In 37,781 hanno indicato quali sono le Università dalle quali preferiscono assumere talenti. Entrambi questi sondaggi sono i più importanti al mondo nel loro genere, per numero di opinioni analizzate.
  3. Il numero di citazioni ottenute nel periodo 2011-2015 dai ricercatori per il proprio lavoro pubblicate nelle riviste scientifiche internazionali. Questo indicatore valuta l’impatto della ricerca prodotta utilizza la banca dati bibliometrica internazionale Scopus/Elsevier.

  4. Il livello di risorse dedicate all’insegnamento. Si presuppone che uno studente abbia una esperienza di apprendimento migliore laddove la proporzione tra numero di docenti e numero di studenti sia adeguata.

  5. La proporzione di docenti internazionali rispetto al corpo docente*

  6. La proporzione di studenti internazionali rispetto al corpo studentesco.*
    *QS ritiene che una Università competitiva a livello globale, attragga sia docenti sia studenti internazionali.

Investimenti importanti – pubblici o privati – e continuativi nella ricerca e nella formazione terziaria, sono l’elemento che accumuna i paesi in crescita. Il Politecnico di Milano (183esimo) si riconferma il numero uno in Italia per il secondo anno consecutivo, guadagnando quattro posizioni. È un risultato in contro-tendenza rispetto alla maggior parte delle altre 26 Università italiane – che ad eccezione del Politecnico di Torino (305esimo, guadagna nove posizioni) e dell’Università di Modena e Reggio Emilia (690-700) o perdono terreno o restano nel gruppo 700+. In Italia i baroni non sono del tutto scomparsi all’Università ed il suddito studente non è ancora divenuto a tutti gli effetti cittadino studente che controlla o può controllare, visto che è anche maggiorenne, l servizio universitario erogato dall’alto del Senato accademico che, invece, elegge il proprio Rettore Magnifico. Si ci sono le rappresentanze studentesche elette, ma con un ruolo del tutto marginale. Chi controlla le poche ore di lezione frontale effettuate dai professori universitari, la loro puntualità in aula e in laboratorio, chi dissente quanto si spostano orari, sessioni d’esame ecc. senza consultare un minimo anche l’utenza? Siamo ancora in una sorta di medioevo del tempio culturale italiano. Tutti si preoccupano di predisporre bene le carte per accedere alle borse di studio sia in assegno per studenti a seconda della distanza ufficiale dalla sede universitaria che per le case dello studente. Ma i crediti d’onore fanno fatica ad essere erogati dalle banche convenzionate con le Università come si fa largamente all’estero. Gli studi stanno diventando esosi per i figli all’Università italiana, senza poi che i templi culturali assumono una posiziona accettabile nella graduatoria mondiale. Da noi i professori universitari salgono in cattedra già anziani, ne hanno assunto almeno un 20% di professori stranieri per promuovere la cultura globale e sprovincializzare la nostrana, spesso affetta ed afflitta da bizantinismo acuto. La graduatoria mondiale esclude l’Italia tra i Paesi migliori per le Università, confermando molti luoghi comuni sugli italiani brava gente, ma zoticona e provinciale. Le Università meridionali poi quasi mai riescono a stare tra le prime 10 italiane, dando linfa ai luoghi comuni, duri a morire, che al Sud si studia meno e male e con votazioni più elevate del Nord. Incrociando tutti gli indicatori suddetti è emersa la TOP 100 delle Migliori città per gli studenti. Di seguito vi riportiamo le migliori dieci:

  1. Montreal (Canada)

  2. Parigi (Francia)

  3. Londra (Inghilterra)

  4. Seul (Corea del Sud)

  5. Melbourne (Australia)

  6. Berlino (Germania)

  7. Tokyo (Giappone)

  8. Boston (Stati Uniti)

  9. Monaco (Germania)

  10. Vancouver (Canada)

L’Italia si posiziona al 33° posto con Milano e al 65° con Roma. E Napoli e Padova stanno a guardare! Sperando che cosa?