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Lutto. E’ morto Lucio Mesolella, padre del nostro direttore

La redazione di Caserta24ore, IlMezzogiorno partecipa al lutto che ha colpito il direttore Paolo per la morte del padre.
Lucio Mesolella prigioniero di guerra raccontava spesso ai giovani la sua testimonianza. Lo faceva a tutti i cultori della grande storia: l’opposizione ai tedeschi non l’hanno fatta solo i partigiani ma anche i tanti soldati italiani prigionieri al fronte che, in questo modo, hanno combattuto i tedeschi per il bene dell’Italia. Lucio Mesolella soldato di leva della classe 1922 fu lasciato in congedo provvisorio il 20 maggio 1941. Il 3 ottobre del 1942 fu aggregato a Salerno, nel reparto 15 Reggimento Fanteria; il 30 gennaio 1943 fu trasferito al 100 Rgt fanteria di marcia e vi rimase undici mesi finché il 18 febbraio 1943 non fu imbarcato in aereo a Castelvetrano in Sicilia. Sbarcato a Tunisi, rimase in territorio di guerra, per altri tre anni, la maggior parte dei quali come prigioniero. Combattè come caporal maggiore nel 65° Rgt fanteria “Trieste” mobilitato (matricola 382962), ma tre mesi dopo, il 6 aprile 1943, fu fatto prigioniero durante la battaglia di Mareth in Tunisia dagli inglesi e recluso nel campo di concentramento criminale 308 d’Alessandria d’Egitto finché dopo tre anni di prigionia, è rimpatriato a Port Said il 27 luglio 1946 ed è sbarcato a Napoli il 27 luglio 1946 dove è stato ricoverato all’ospedale militare a causa di infermità dipendente da servizio ed è stato dimesso nell’aprile 1947.

Ha partecipato, quindi alle operazioni di guerra svoltesi, dal 18 febbraio al 6 aprile 1943 in Africa settentrionale con il 65° reggimento fanteria mobilitato. Nel novembre del 1944 era a Gerusalemme nella custodia francescana di Terra Santa. Il 12 settembre 1948 è a Roma come delegato dei lavoratori al convegno nazionale per l’80 della gioventù di Azione Cattolica, presente Pio XII, Papa della pace. Dal 1951 è stato capo gruppo degli attivisti nazionali dei Comitati Civici di Luigi Gedda e del Patronato ACLI per i servizi sociali dei Lavoratori, presso la sede provinciale di Caserta. E’ stato poi insignito di medaglia d’oro dalla corporazione dei cavalieri del bene delle Opere Riunite di Santa Rita a Siena il 10 febbraio 1951.Negli anni 60 e 70 è stato economo presso l’Istituto di Medicina pedagogica “Tropeano” a Ponticelli di Napoli. Una vita piena di iniziative ed impegni per il sociale i cui valori ha ancora la forza di ricordare alle giovani generazioni. Eppure, durante la battaglia di Maretrh, tra i morti e i feriti sul campo minato e sotto i bombardamenti, fu ritrovata la giacca della sua divisa e la sua piastrina di guerra; la circostanza fu comunicata al Distretto militare di Caserta e al segretario politico di Teano per onorare il “caduto” con i funerali che furono celebrati nella chiesa di S. Agostino a Teano. Invece ha vissuto ancora a lungo e si è spento serenamente a Calvi Risorta a 95 anni. Lucio, vedovo lascia oltre a Paolo altri tre figli Pietro, Giovanni e Maria.