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Alla fiera mondiale del turismo lo storico e leggendario castello di Hunedoara

(Giuseppe PACE). A Parigi il Castello di Hunedoara, detto anche Corvino, ha rappresentato la Romania alla fiera mondiale del turismo dal 16 al 19 marzo c. a.. Tale maniero è il più grande castello gotico medievale della Romania. Insegnando 5 anni a Deva, nella Judet Hunedoara, ho visitato più volte l’impressionante castello Corvino, posto a soli 19 km da Deva, capoluogo regionale. Il maniero del 1400 è posto tra le colline di minerali di ferro dei monti Poiana Rusca sulle Alpi Transilvaniche. Sotto l’imponente ponte levatoio scorre, velocemente, l’acqua effluente del lago di Cincis. Dell’imponente e suggestivo Castello dei nobili Corvino, ho visto la sala d’armi antiche, il salone delle Diete di Transilvania, la cappella dei nobili Corvino, la celletta del monaco cattolico di corte, che spiava le Diete e riferiva Al Vaticano a Roma. La “Spia del Papa”, fu scoperta solo dopo la morto del Sacrato cattolico quando levando il corpo dalla cella i nobili si accorsero di una finestrella che dava nel salone delle Diete di Transilvania da cui il monaco spiava ed udiva le deliberazioni adottate. Nel castello vi è anche un pozzo scavato dai prigionieri turchi di Mattia Corvino, che prima i morire uccisi per ordine del nobile castellano scrissero con il sangue sul muro perimetrale del tradimento di Corvino che non aveva, mantenuto la parola d’onore di liberarli se avessero trovato l’acqua. Esporre il castello alla mostra internazionale del turismo di Parigi è il risultato di una strategia della Agenzia di Sviluppo Economico della Judet Hunedoara. Una delegazione del Consiglio judetiana di recente ha partecipato alla 42° Esposizione Mondiale di Parigi, dove la posizione della Romania ha attirato l’attenzione dei visitatori: “Abbiamo scoperto che v’è un interesse particolare nazionale ed internazionale per Corvin Castle, e questa fiera di Parigi è un monumento per l’immagine della Romania. Proprio salotto esterno è stato un enorme manifesto con l’immagine del castello e che ha suscitato sentimenti di orgoglio. Ci siamo resi conto che siamo ben rappresentati nel mondo, non ci aspettavamo di venire proprio come l’immagine della Romania Hunedoara, anche se i funzionari ci hanno promesso che daranno il nostro territorio particolare attenzione. L’invito a partecipare alla fiera è venuto dal Ministero del Turismo e della leadership County Council ha deciso che è meglio andare a vedere che cosa fare dopo per partecipare direttamente a un simile accordo “, dice Radu Barb direttore dell’Agenzia Lo sviluppo economico Hunedoara. I mass media hanno scritto che: “Durante i quattro giorni della Fiera Mondiale del Turismo: un’opportunità per i visitatori di scoprire alcune delle danze tradizionali del paese dei Carpazi”. In cifre, la fiera ha significato 700 espositori, 500 destinazioni, 130.000 visitatori, ma è stata anche l’occasione per coloro che sono coinvolti nel campo per partecipare a numerosi eventi. Ad esempio, all’applicazione mobile è stata lanciata “Esplorare la Romania”. Secondo i media francesi, emerge l’apprezzamento di Spagna, Cuba, Croazia e Portogallo che hanno ottenuto molti visitatori interessati delle destinazioni presentate: “Il Giappone è stato incluso, così come Cuba, Stati Uniti e Romania. In realtà, la Romania è stata inclusa nelle nuove tendenze “destinazioni Tendances” dopo il buon numero di turisti francesi che hanno visitato la Romania. Esso è aumentato di oltre il 50% dallo scorso anno ed in particolare tra le destinazioni turistiche del Paese, il Castello Corvin, come scritto nella nella rivista distribuita gratuitamente degli organizzatori. Sui 100 metri quadrati, con l’Ufficio di Promozione e informazione turistica a Parigi la NTA, allo stand romeno hanno partecipato aziende – agenzie di viaggio, tour operator, alberghi, compagnie aeree e autorità della judet hanno sostenuto le destinazioni di vacanza moderna. Il Direttore Radu Barb, sorpreso dai 20 castelli della Loira, ha manifestato la volontà “di spostare i turisti da Brasov, dal vicino castello di Dracula, al castello di Hunedoara. Ha dichiarato necessita avere un’identità in termini di turismo della judet, e ci deve essere una solida base di dati, informazioni e immagini”. Egli forse dovrebbe anche potenziare la storia del Principe Vlad III, morto a Napoli dalla figlia Maria, ma vissuto sia da ospite che da prigioniero degli amici prima e nemici successivamente nobili Magiari, i Corvino. La Romania e la Judet Hunedoara sono ricchi di castelli medievali come quello di Deva, da poco restaurato e non ancora ben valorizzato per attrarre turismo internazionale. Al castello di Deva, posto all’apice di un tronco di cono vulcanico spento, è accessibile con una comoda cabinovia e da lassù si gode della vista di un meraviglioso panoirama che spazia sulla bella città di Deva sottostante, sui monti Apuseni a nord e dei monti Poiana Rusca a sud ed in mezzo si scorge bene il medio corso del fiume Mures. I ruderi del castello di Deva sono più antichi di quelli di Hunedoara, risalgono al 1250. Il Castello di Hunedoara, invece, è del XV secolo ed è stato ampiamente illustrato dai miei libri dedicati alla Romania e a quello dedicato alla Judet Hunedoara, edito da leolibri.it. Ai due castelli bisognerebbe dare più spessore culturale per richiamare i turisti sia per la storia cvhe per le leggende che hanno accumulate nel tempo. Nella Bibloteca Judetiana O. Densusianu di Deva vi sono molti libri e documenti relativi al territorio e ai castelli della Judet Hunedoara oltre al mio libro Italia e Romania. Geografia, Analogie Regionali e di Ecologia umana” Sapere Edizioni, donato alla utile Biblioteca e alla sua colta collaboratrice Denis Toma. Un altro libro l’ho donato al Colegiul Tehnic Transilvania, dove ho insegnato 5 anni nonchè alla biblioteca dell’Istituto Italiano di Bucarest, si spera che questi 3 libri possano facilmente essere visti ed anche letti. La Romania, purtroppo, come anche l’Italia, ha una partitocrazia invadente l’economia e la società e una burocrazia ottusa, che spegne, facilmente per motu proprio, tutte le luci che dovrebbero illuminare i tesori turistici che racchiude come il Castello di Hunedoara e quello più antico di Deva. In futuro la programmazione del flusso turistico deve tener conto di più cenni storici e leggendari accattivanti il turismo colto.