Crea sito

SUOR RITA GIARETTA DAI RAGAZZI DEL NOVELLI

(Caserta24ore) MACIANISE Quando si incontrano altre realtà, intrise di sofferenza ma aperte alla speranza, allora non si possono non realizzare grandi risultati, che seppure racchiusi nelle ore di una sola mattinata, valgono per una vita. Sono esiti generati da una visione diversa dell’esistenza, un punto di vista dal quale ogni piccola conquista è un dono ed un’apertura verso un futuro migliore. Ed è stato davvero di grande impatto emotivo l’incontro che le classi I e IV B del liceo delle scienze umane dell’ISISS “G. B. Novelli” di Marcianise hanno realizzato a Caserta, lunedì mattina, con Suor Rita Giaretta, celebre fondatrice di Casa Rut. Le scolaresche, accompagnate dalle professoresse Suor Giuseppina Palmieri e Caterina Vesta, hanno interagito con Suor Rita, venendo a conoscenza delle dinamiche lucrose legate alla tratta delle ragazze, vendute come schiave. Suor Rita ha appuntato l’attenzione sul fatto che le ragazze che vengono costrette a prostituirsi sul nostro territorio, sono state ingannate, dopo aver lasciato il loro paese d’origine, con la speranza di trovare da noi una vita più dignitosa. Ma l’aspetto più deplorevole del losco commercio di corpi è da ricercarsi nella domanda elevata, che sussiste, per lo sfruttamento della prostituzione. Se non ci fosse domanda, infatti, non ci sarebbe mercato. “Ma non c’è scarto da cui non può nascere un fiore” ha esclamato Suor Rita, e ha ripercorso, col racconto, il faticoso cammino intrapreso ventidue anni fa, quando con delle consorelle aveva raggiunto le giovani prostitute sul litorale domizio e ne aveva portato in salvo alcune, e poi altre ed altre ancora … fino ad arrivare all’istituzione dei laboratori e degli empori di New Hope, atti a fornire loro delle modalità nuove per vivere onestamente. I giovani studenti hanno visitato in una prima fase il laboratorio “New Hope”, nel quale hanno ascoltato dapprima le testimonianza di volontarie ed ospiti che operano con ruoli diversi all’interno della cooperativa sociale e poi hanno visionato i laboratori nei quali vengono realizzati svariati oggetti con materie prime, provenienti prevalentemente dall’Africa. Nella seconda parte della mattinata le due classi hanno raggiunto “Casa Ruth” al centro di Caserta, dove hanno avuto modo di conoscere le ragazze ospitate e interagire con loro. Nel corso della permanenza in Casa Rut si è percepito un fortissimo interesse da parte degli studenti e una diffusa e durevole attenzione, mostrata verso un problema che attanaglia la nostra società, nonché una grande commozione, soprattutto all’ascolto delle storie vere delle giovani donne. Esse si sono raccontate con difficoltà emotive e linguistiche ma evidenziando principalmente la voglia di riprendere in mano la loro vita, che gli era stata negata da trafficanti di corpi da sfruttare; a dimostrazione che occorre trovare sempre la forza di rinascere e anche il coraggio di denunciare, e non perdere mai la speranza pur di ritrovare il senso pieno della vita libera.