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A Piedimonte MATESE i turisti sono pochi

(Giuseppe Pace). PIEDIMONTE MATESE. Firmata un’altra intesa tra le Autorità civili comunali-Sindaco di Piedimonte M.- e provinciali- Presidente della Provincia di Caserta- finalizzata alla sperata, da troppo tempo, valorizzazione dell’antico palazzo ducale. Il carosello continua tra la necessità di valorizzare e quella di aprire i cordoni della borsa pubblica per spandere e spendere. In moltissimi Comuni del Mezzogiorno in particolare il rimbalzo di palazzi storici tra i comuni, le province e gli Enti Locali Sovracomunali non sta apportando nuovi turisti ai pochissimi che vi giungono, fatte le eccezioni per poche città note ai più. Si spera che il nuovo Sindaco sappia, più dei precedenti, trovare un buon Direttore del suo ipotizzato polo museale e culturale per lo storico castello ducale. Capisco che l’ambizione è lodevole, ma la recente consuetudine di spandere e spendere spesso prende il sopravvento e persone e ditte associate sono in attesa di sistemare sistemandosi. La Provincia di Caserta, purtroppo è all’ultimo posto nella graduatoria nazionale della qualità ambientale. Piedimonte M., che non fa ancora parte-come IV o V città del Sannio- ma quasi ultima in Campania, risente dell’ambiente sociale a sud di Caiazzo, che spesso è inficiato di malaffare, tangentopoli e connivenze varie tra personale e pubblico. Il 7 ottobre 2017, scrissi un articolo sulla nuova direzione del museo civico R.Marrocco di Piedimonte M. dal titolo:”Il nuovo Direttore riuscirà ad aumentare le visite al Museo Civico “R. Marrocco” di Piedimonte M.? In esso ribadivo che:”Uno dei problemi esistenziali dei piccoli musei periferici d’Italia è il riuscire ad aumentare le poche visite, che non coprono le spese di gestione, di manutenzione ordinaria e straordinaria della location. Diventa ancora più difficile convincere i turisti ad andare in museo se questo è situato in area campana di una provincia, che oltre la Reggia borbonica di Caserta, non appare capace di attrarre un consistente numero di turisti. Forse bisognerebbe privatizzare in parte la gestione dei musei? Non sarebbe sbagliata la decisione del Legislatore nazionale e regionale. Solo cosi, in teoria, gli orari di apertura e le iniziative d’attrazione turistica lieviterebbero verso un maggiore afflusso di visitatori museali. A Bolca sui monti Lessini ad esempio esiste un museo geopaleontologico, altro che quello di Pietraroja sul nostro Matese, completamente privato e molto visitato. Là, trovi aperto anche la Domenica (ma anche la mattina presto e la sera, dopo l’orario canonico dei musei pubblici) giorno di massimo flusso turistico italiano. Ma si sa che in Italia il solo parlare di privatizzare i servizi pubblici come quelli museali desta ancora allarme nell’imperante cultura statalista di molti, soprattutto se docenti. Quando cambierà l’imperante ideologia della “stupidità”, tutta italiana? C’è bisogno di almeno un’altra generazione che farà rigettare la mentalità di sudditi di sua maestà la burocrazia, troppo presente nei servizi pubblici italiani e che, purtroppo, porta a quanto l’autorevole Autore scriveva nel saggio ”Lo Stato criminogeno”. Piedimonte M. tra le sue peculiarità ambientali ha anche il palazzo ducale semidiroccato. Chissà se riuscirà ad attrarre visitatori sufficienti per coprire almeno le spese per la sua paventata promozione? Se non si privatizza il servizio culturale, museale e turistico, sarà molto difficile chiudere il bilancio annuale positivamente. Certo è bello pensare a cooperative di giovani, ma la realtà è dura e cruda se non si escogitano capacità manageriali e privatistiche. Il pubblico è bello, ma è anche foriero, purtroppo, di spese eccessive e di scarso senso del bilancio positivo. Ciò premesso ci si rallegra della nuova acquisizione del palazzo ducale e si auspica una direzione del polo museale e culturale all’altezza del ruolo delicato ed impegnativo che l’attende. Nella epicentrale cittadina di Piedimonte Matese, ex d’Alife fino al 1970, si spera che finalmente avanza la meritocrazia nelle nomine di importanti attività pubbliche. Piedimonte M. è la mia città adottiva, dove vi frequentai le scuole medie superiori negli anni Sessanta. Ad essa ho dedicato, a mie spese, un libro:”Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio”, Energie Culturali Contemporanee Editrici. E’ possibile leggerlo alla Biblioteca Civica “A. Sanseverino”, alla Biblioteca dell’ASMV (Associazione Storica del Medio Volturno) e alla Biblioteca dell’ITIS ”G. Caso” oppure reperirlo dalla vetrina della cartolibreria “Tutto per la Scuola”, al ponte del Carmine e di fronte alla chiesetta di Santa Lucia o anche da D’Aulisio, vicino agli ex Salesiani. Piedimonte Matese è una città con circa 5 mila studenti giornalieri che la vivono mentre frequentano le scuole di tutti gli ordini e specialità. Molti di questi studenti non sanno neanche che esiste un Museo ricco di reperti prestigiosi e un palazzo ducale che illuminano la storia passata locale e forniscono importanti elementi per conoscere meglio l’ambiente (insieme di natura e cultura) del loro suolo nativo, di adozione e di studio. Ma i cittadini a Piedimonte Matese non mancano come anche alcune centinaia di professionisti: Medici, Ingegneri, Geologi, Biologi, Commercialisti, Docenti, Avvocati, Notai, Veterinari, Agronomi, Periti Agrari e Industriali, Geometri ecc.. Si spera che, anche grazie al nuovo Sindaco, si possa voltare pagina verso una convivenza civile meno ossequiosa di un potere poco onesto e democratico. La città di Piedimonte M. merita di essere visitata per molti caratteri ambientali di spicco che la rendono più città e meno paese ai piedi del Matese centrale e meridionale. La sua estensione superava di circa 3 volte quella attuale (142 kmq nel passato e 41,4 quella attuale) con la separazione delle frazioni di San Gregorio Matese, Castello del Matese e San Potito (1748, 1752 e 1749). Piedimonte M. ha la vicina, nonchè madre storica, cittadina di Alife di quasi 8 mila residenti, mentre Piedimonte ha attualmente poco meno di 12 mila residenti, ma entrambe hanno un numero di presenti ben più elevato perché molti dei paesetti contermini ne usufruiscono dei servizi, in primis scolastici. L’Italia ha la sua più efficiente industria connessa al turismo anche se sottoutilizza gran parte delle sue potenzialità di attrazione turistica dei numerosi giacimenti culturali. Il nostro Mezzogiorno dovrebbe essere all’avanguardia per l’attrazione turistica, invece, non è cosi. Nella società italiana, lo dicono i nostro giovani che emigrano in massa per lavoro a Londra ed altrove, manca la meritocrazia, là, all’estero, invece, viene toccata quasi con mano. L’ascensore sociale attivo negli anni del boom economico si è bloccato nonostante la ripresa economica tanto sbandierata dalla Governance attuale. La suola italiana comunque avrebbe bisogno di essere messa in grado di svolgere un servizio più efficiente e meglio rispondente alle aspettative dei genitori, non del passato dell’Italia analfabeta, ma di quella attuale, del 2017 d. C.. In Italia esiste oltre il 65% del patrimonio culturale mondiale. Tale patrimonio con tanti giacimenti culturali disseminati dappertutto sul territorio italiano è ancora largamente sottoutilizzato dal turismo, che, ripeto, è la nostra maggiore industria culturale. A Piedimonte Matese, gravitano per i servizi scolastici, ospedalieri, ecc., circa 50 mila persone, soprattutto di Lunedi per il mercato settimanale. Si aspetta e spera che più della metà possa poter visitare spesso il Museo Civico dedicato ad un cultore del Sannio, Raffaele Marrocco ed anche il palazzo ducale: più esaminato dal figlio Dante che dei nobili proprietari Gaetani era un fedelissimo ammiratore e cultore, tanto da dedicargli non pochi scritti. Davanti al Municipio di Piedimonte Matese, molti restano affascinati per il suggestivo Corridore del Cila di epoca sannitica, nonchè dei significativi reperti custoditi nel museo civico e palazzo ducale da meglio valorizzare anche con relazioni culturali varie e con la presenza periodica degli studenti ed emigrati di ritorno in cerca di radici culturali d’appartenenza territoriale.