Crea sito

Il Partito Pensionati chiede parsimonia pubblica e concorda con l’On. L. Di Maio sulla necessità di riformare i Sindacati.

(Giuseppe Pace, Segretario Provinciale Partito Pensionati di Padova). Padova. L’unico partito che, a me pare, che non prometta miliardi di sperpero di pubblico denaro per il reddito d’inclusione, di raddoppio delle pensioni minime e di pietismi vari, sia il Partito Pensionati, che vuole poche cose: 1)liberalizzare e fare scegliere al cittadino sia l’età della sua pensione che del suo Tfr, prenderlo subito o in quiescenza; 2) ridurre le rette alle case di riposo degli anziani; 3) dare un contributo a chi assiste gli anziani in casa; 4)permettere un invecchiamento attivo con riconoscimenti per i pensionati che prestano la propria opera come pubblica utilità, 5)ridurre, di almeno la metà, le tasse ai pensionati; 5)separare previdenza da assistenza; 6) riformare una scuola che dia un servizio di più elevata qualità 7) riformare il Sindacato. Per la scuola come per il sindacato, i pensionati del partito omonimo, vedono un’indifferenza ai reali bisogni dell’utenza. Per alcuni aspetti i Pentastellati non sono lontani da noi. Il mondo del lavoro è cambiato soprattutto nel territorio padovano, anche tra mille difficoltà, ha ancora aziende-più del 30%- che producono alta qualità di merci e le esportano. Il lavoro da stabile è divenuto sempre più precario e con l’aumento preoccupante della disoccupazione giovanile. Emblematico è il forte esodo verso Paesi con più meritocrazia come più di 1000 medici italiani che emigrano ogni anno, nonostante che in Italia siano necessari altri specializzati. Da tesserato sindacale, ma anche da ex leader di un non piccolo Sindacato della scuola, dico che anche in Italia si deve legiferare affinchè le Associazioni sindacali, a fine anno finanziario, restituiscano agli associati i soldi- delle tessere ai tesserati- non spesi per il fisiologico funzionamento. Se, invece, le spese sindacali sono state per il patologico funzionamento, spesso gastronomico e di ruberie varie, va applicato il rigore penale della Legge. Negli USA lo si fa da decenni e le Associazioni sindacali a fine anno restituiscono ciò che resta del bilancio annuale attivo. Dunque ai tesserati del Sindacato ritornano i soldi non spesi dai vertici provinciali, regionali e federali, cosa non ancora attuata in Italia. Per chi ha frequentato dal di dentro, il Sindacato italiano, sa bene che i privilegi-accennati dal leader Di Maio- esistono. Quanti sono i soldi derivanti dalle tessere degli associati sindacali? Chi lo sa? Quasi nessuno dovrà saperlo poiché i bilanci sono tenuti segreti ai non addetti ai lavori: giunte esecutive dei Consigli dei sindacati a livello provinciale, regionale e nazionale. Non è il Sindacato che si attacca, ma quello che funziona male poiché anche poco trasparente. Bisogna criticare il Sindacalismo secolarizzato o indifferente al disoccupato, al tesserato maltrattato e vilipeso dalla ottusa burocrazia pubblica e privata. Da ex Sindacalista nel territorio padovano ho toccato con mano problemi concreti dei dipendenti, ma anche inefficienze sindacali con persone che sono in Consiglio provinciale da troppi decenni, con tanto di spazi personali e prebende di rimborso spese a iosa di anno in anno, quasi come fosse un’integrazione allo stipendio o alla pensione. Tempo è di cambiare, bisognerebbe fare come per il Sindaco dopo due volte non puoi più candidarti a Dirigere un Sindacato, che diventa sempre più secolarizzato dunque indifferente ai reali bisogni dell’iscritto. Il ferroviere che ha denunciato il suo Direttore per le esagerate spese personali “pagate” a Milano non è stato difeso, come meritava, il Sindacato aziendale ha taciuto? Perché?. Se si facesse un’indagine seria e scrupolosa dei soldi spesi dalle Segreterie provinciali, regionali e nazionali di tutte le sigle sindacali italiane, si noterebbe la non poca massa di denaro incassata e spesa per servizio, soprattutto enogastronomico a ipotetici incontri, convegni e qualche congresso, spesso in note terme italiane e straniere. E intanto abbiamo una Ministro per l’Istruzione e l’Università, del Pd, senza titoli accademici, che fa errori grammaticali madornali. Infatti, nel corso degli Stati generali dell’alternanza scuola-lavoro dice:“C’è il rafforzamento della formazione per i docenti che svolgono le funzioni di tutor dedicati all’alternanza. Perché offrano percorsi di assistenza sempre più migliori a studenti e studentesse“. Parole che non solo hanno proseguito l’ironia e gli sfottò a seguito della svista precedente, ma che ha portato il video del momento incriminato a fare il giro del web. Nel Sindacato italiano c’è poca democrazia sostanziale e molto di quella formale con uno spessore di indifferenza al reale bisogno dei lavoratori, eccezioni ce ne sono sempre meno e non sono più consistenti come negli anni del boom economico italiano 1953-73, nel Veneto fino a 1979. Di Maio sentenzia: ”Più rappresentanza per i lavoratori e meno privilegi per i sindacati”. Perché dargli torto quando sa intercettare, meglio di altri leader politici del teatrino politico contemporaneo, compreso il Cavaliere, già pronto per la Grande Coalizione, vista anche come Grande Inciucio, sull’asse Pd-Pdl, negli USA è diverso come in Germania. L’On. Luigi Di Maio ha detto una cosa vera: basta con i privilegi ai Sindacati, pur necessari se funzionano bene e certamente meglio di adesso. Basta con i loro bilanci nascosti ai più e soprattutto ai tesserati, che hanno il diritto, sancito dalla normativa, di sapere i soldi dati al Sindacato, con la quota mensile obbligatoria, compreso la XIII mensilità. Oggi, il precario è abbandonato e il Sindacato difende, apparentemente e troppo. Il caso del funzionario delle ferrovie nord di Milano, che ha denunciato il capo per le esagerate spese personali, è emblematico. V. Sgarbi lo ha difeso, alla TV, per il coraggio civile ed elogiato perché ha scritto un libro. E’ stato un eroe il ferroviere coraggioso, che però è rimasto senza lavoro, dopo l’emarginazione causata dalla querela al Direttore, firmata davanti ai Carabinieri. Ma dove sono i cittadini se c’è bisogno di eroi? Nelle scuole italiane, Veneto compreso, vi sono Dirigenti che scrivono centinaia di circolare ogni anno scolastico, spesso chiosando con estrema ridondanza, le circolari ministeriali. Quanti capi uffici, dirigenti, ecc. nella Pubblica Amministrazione, danno direttive orali o su fogli non firmati, né protocollati, che servono solo a rafforzare il loro potere? Molti, purtroppo, e il Sindacato fellone tace, senza più la passione di difesa del lavoratore pubblico e privato. Esistono anche Dirigenti Scolastici, che sospendono l’applicazione della legge n. 104 per assistere parenti ed affini, assentandosi di ”diritto” dal posto di lavoro e il Sindacato li diffida. Forse il Sindacato diffidante, di una provincia del Mezzogiorno, non sa bene che l’abuso, non l’uso, di molti dipendenti scolastici per la 104 viene proprio dal bistrattato Sud, dove lo spessore burocratico con le “pieghe oscure burocratiche” è maggiore. Anche a Padova, all’ITIS “F. Severi” ha fatto scalpore un docente (del beneventano) assentatosi per l’intero anno, per assistere un affine di grado elevato, a difesa della scuola si è levata anche la voce del Governatore del Veneto oltre i mass media locali. Nel territorio casertano, invece, una Dirigente Sc. sospende la 104 e la Cisl la contesta, analogamente fu contestato, tempo prima, dal Sindacato locale anche il Direttore della Reggia di Caserta. L’On., L. Di Maio, sul Sindacato italiano ha ragione da vendere! Berlusconi vede il vuoto dietro Di Maio, ma che dice di clamoroso il giovane onorevole Pentastellato, probabile primo ministro nel prossimo governo repubblicano:”Più rappresentanza per i lavoratori e meno privilegi per i sindacati, maggiore tutela dei giovani precari e stop agli stipendi da capogiro dei sindacalisti che sfiorano i 300mila euro all’anno. Si è alzato un polverone per aver proposto che le organizzazioni sindacali si adeguino ai rapidi cambiamenti del mercato del lavoro qualcuno ha gridato all’autoritarismo. Fa pensare, che in soccorso di quel grido sia salito un ministro come Poletti, padre del Jobs Act e dell’abolizione dell’articolo 18, misure che la stessa Cgil ha più volte criticato e condannato. Un asse piuttosto controverso, ma non è questo il punto. Guardiamo la realtà dei fatti: negli anni i sindacati si sono mostrati più vicini alla politica che agli interessi dei lavoratori, tanto da ereditarne i peggiori vizi e i privilegi della Casta. La nostra non vuole essere una generalizzazione, ma di stipendi d’oro ne abbiamo visti fin troppi. E’ ora di cambiare rotta, specie se si considerano le nuove forme di contratto, le partite Iva, i lavoratori precari e le difficoltà di milioni di giovani che non si sentono più rappresentati. Oltre che difendersi, le principali sigle sindacali, che fanno di concreto per queste nuove categorie che sono ormai diventate la maggioranza? La classe media italiana diminuisce di numero e di reddito mentre sono in aumento i lavoratori che vivono in condizioni di povertà con conseguente riduzione delle pensioni previdenziali che si attestano al 65% ed aumento delle pensioni assistenziali, che salgono dal 24% al 35%. Nel 2014 l’Italia ha erogato 28,6 miliardi mensili di pensioni, la Germania 25,8 e il Regno Unito solo 21,7. L’Inps è da cambiare per la farraginosità e la presunzione di trattare da sudditi i cittadini come vogliono i politici di carriera. Ai giovani disoccupati di oggi, il futuro è meno roseo di quello dei loro genitori e i Sindacati li ignorano come ignorano il loro futuro preoccupante. In questi giorni si sta indagando in una Segreteria sindacale provinciale per vedere ciò che è illegale. Era ora che qualche iscritto indicasse, non solo ai probiviri sindacali nazionali, cosa succede nelle spese delle Segreterie provinciali, ma bisogna cominciare a segnalare anche alla Magistratura prima che tutto venga insabbiato dal controllore controllato entrambi implicati! Sembra quasi come il bilancio di ogni singola scuola che non viene controllato democraticamente dal Consiglio d’Istituto, ma da appositi controllori che spesso partivano da Roma, con hotel prenotato dal Segretario della Scuola, molto attento a captarne la benevolenza, così il bilancio è garantito. Questi problemi di controllare il controllore nella Pubblica Amministrazione esistono, è inutile ignorarli come hanno fatto tutti partiti fino ad oggi, e non ci meravigliamo poi quando la Corte dei Conti registra, annualmente, 60 miliardi di corruzione pubblica. Se i partiti tradizionali si presentano all’elettorato con la solita demagogia di promesse impossibili da mantenere molti non andranno a votare nonostante l’accorato appello di fine anno di andarvi del nostro amato Presidente della Repubblica, che però ha fatto leva sui giovani che pare a maggioranza siano nauseati dalla politica e dagli attuali politici poco parsimoniosi. Attualmente assistiamo ad una corsa al Parlamento su programmi populisti di sperpero di pubblico denaro e riduzione delle tasse. Il nostro partito nello scenario comparativo è quello meno populista e più realista anche verso i giovani sia a scuola che nel precariato lavorativo.