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Lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

(di Telemaco Aliano) Al Presidente della Repubblica, On. Sergio Mattarella. La sera del 31 dicembre come da consuetudine arriva il discorso del Presidente della Repubblica. Lei Signor Presidente si è rivolto agli italiani affermando il senso dell’unione e della solidarietà vissuti attraverso gli eventi negativi che hanno colpito persone e territorio. Mi permetta di opinare sul suo pensiero. Lei rappresenta un sistema che è istituzionalmente eletto attraverso una legge elettorale ritenuta incostituzionale, di cui concorderà che da tempo andava resa costituzionale, ancor prima della sua elezione alla più alta carica dello Stato, mi riferisco al periodo del Suo predecessore. Incostituzionale non è solo il Porcellum, lo è il Mattarellum, lo è finanche l’Italicum a quanto pare. C’è da chiedersi come mai il sistema che lei rappresenta non si sia posto il problema di regolarizzare questo aspetto subito, che definisca regole chiare elettive e comportamentali dei nostri politici? Invece, come si è scorto dal recente referendum costituzionale, l’intento che vi eravate prefissato era ben diverso dai propositi che avete annunciato all’indomani della disfatta e delle conseguenti dimissioni del “Premier” Renzi. Se le leggi elettorali sono anticostituzionali forse, lo è, perché non danno equilibrio in Costituzione? Mi riferisco al diritto/dovere tra elettore ed eletto, che è stato stravolto in nome del bipolarismo e della maggioranza nelle aule. Purtroppo, muoversi verso un potere assoluto, che toglie al popolo la preferenza, è ciò a cui ambite più di tutto anche con una risicata affluenza; basta che diciate che è democrazia, determinata da un voto democratico. In questo contesto banale ed assurdo, si riscontra un criterio “costituzionale” quasi incontestabile, ma moralmente discutibile, di fatto lontano dalla gente. Essere lontano dalla gente è diventato un live motive perpetuo della Seconda Repubblica, laddove accadde già che il rovescio del sistema dalla Prima alla Seconda, in nome della corruzione, non fu mai sanato, né è sanabile in questa che stima maggiore sacche di corruzione a cui non si è posto freno, cosa più meschina, che gli stessi corrotti si spenderebbero per sanare: le pare credibile, obiettivamente parlando? Lei esordisce dichiarando di aver visitato numerosi territori, incontrato tanta gente e conosciuto esperienze, ascoltando speranze ed esigenze. Chiamaenergie positive costoro, ed io concordo con il suo pensiero. Se permette però, il dovere che evidenzia purtroppo non può, e non deve riguardare la solidarietà che dal basso della popolazione è sempre presente e imperituro ad ogni disgrazia con cui voi ci marciate sopra. È doveroso chiederle se la stessa solidarietà che muovete voi che ricoprite ruoli importanti nella società, sia uguale a quella mostrata verso il popolo, pur avendo in comune la presenza e la costanza perpetua? Sono assolutamente certo che potrà convenire con me, che questa solidarietà è alquanto diversa, infatti non unisce, perché dal basso nasce con la rinuncia e la disponibilità anche economica, mentre dall’alto non c’è rinuncia e, soprattutto, disponibilità economica. I sacrifici degli italiani, di un popolo, sono evidenti. Quelli della sua cerchia mi dispiace dirlo ma  non si vedono. A tal proposito potrebbe smentire il mio pensiero? Io ho dalla mia, i dati storici di intervento umano e di impegno economico fatte dalle persone dal basso della società. Se lei pensa che gli impegni economici assunti dal Governo possano configurarsi nell’impegno che le dicevo, la devo smentire categoricamente perché sono soldi della gente che per forza di cosa devono seguire quell’indirizzo. Gli sperperi riguardano l’alto  indiscutibilmente. Avrà capito che le parlo del suo portafoglio e del potere tutto, di metterlo a disposizione e di prendere una pala e stare a fianco della gente. Quelle mani sporche sarebbero gradite, sarebbero di unione al popolo. Lei ha parlato di unità, io le dico che non la scorgo negli effetti pratici. Proprio perché il nostro Paese è comunità di vita, spieghi in che modo possa esserlo ancor di più? Per esempio, c’è gente che non ha da mangiare: secondo lei questa gente è comunità di vita? Oppure è gente da lasciare nel dimenticatoio, affinché possa vivere al margine della società? Dicono le stime che in Italia siano oltre 4,5 milioni di poveri e nuovi poveri in entrata: non le pare tanto? A dicembre sono state recuperate molte somme dalle buste paga di pensionati e dipendenti. Per i dipendenti i famosi 80 euro, di cui è inutile aggiungere altro, se non dirle che ho avuto una busta paga di euro 283, 35. Essendo in congedo parentale forzato (30% dello stipendio) che non prevede tredicesima, è stata una bella mazzata perché con quello dovrò dare da mangiare ai miei quattro figli, essere insolvente col mutuo, ecc. Le sembra normale un sistema del genere sottrarre in un solo colpo euro 960,00? Le sembra normale che ci si prende tutto in un sol colpo senza porsi domande sul diritto di sopravvivenza? Lei da che parte sta? Lei spesso parla dei famigliari delle vittime all’estero, di cui mi associo non solo con il pensiero, ma anche con la preghiera da cattolico praticante. Ma dimentica le tante morti, forse più di trecentomila, che hanno posto fine alla loro vita perché non hanno avuto più alcuna speranza dallo Stato. Di queste persone nobili, che non hanno potuto sanare i loro debiti ed aver contribuito alle spese, perché non parla? Non è questa l’Italia vera che non incontra mai? La conosce quest’Italia? Ne ha sentito parlare per caso? È stata mai oggetto di discussione nei vertici alti? Per non dirle delle imprese che chiudono, tante, troppe, di continuo, ininterrottamente, stressate dalle tasse e dalla mancata competitività per esempio, con i cinesi, o venditori ambulanti esentasse, spesso immigrati. Per non parlare dei disoccupati, esclusi dal mercato dal lavoro perché la manovalanza degli immigrati è il miglior investimento possibile al cospetto del giusto salario da elargire agli italiani, no? Per non parlare delle morti sul lavoro che lei richiama, e che mi trova ancora molto d’accordo, ma che spesso derivano da un mancato investimento delle aziende in merito, perché le tasse sottraggono risorse all’uopo. Inoltre, perché non parla degli Enti Pubblici che sono illeciti nelle varie norme UNI, nelle delibere, ecc.? Lì non troverà un dipendente morire per mancanza di sicurezza, né per troppo lavoro, perché ai pochi e veri dipendenti pubblici, a cui va posta una medaglia per il servizio reso allo Stato, corrisponde un’altra evidente fetta che fa comunella col sistema politico locale ecc., cosa che lei ben conosce e non cita, la cosiddetta “mafia amministrativa” di largo uso nel Sistema Italia, clientelismo allo stato puro. Come un padre di famiglia, allarga le braccia e parla degli eventi drammatici del terremoto. Siamo tutti d’accordo che è un dramma nel dramma. Ma, invece di parlare dell’evento sismico in sé, che è tipicità del movimento delle faglie terrestri, perché non parla dei Piani Regolatori Comunali rimasti obsoleti, che nelle Zone A non consentono seri interventi sull’agibilità strutturale dell’edificio, se non con un fortissimo investimento che le famiglie non possono sostenere, per cui si preferisce lasciarli così com’è, cioè inagibili. O, perché non parla dell’inefficienza degli uffici tecnici comunali che arrecano più danno ai cittadini che altro? O della corruzione degli stessi privilegiando alcuni, i più ricchi o benestanti, rispetto ad altri? O, per dirla anche sui programmi di aggiornamento che insistono sul risparmio energetico, di cui l’Italia ha un forte richiamo dall’Europa? Forse perché gli investimenti veri e propri per gli Enti Pubblici non ci sono, perché con la scelta degli ultimi quattro governi di sottrarre alle casse comunali/province/regioni, si è sottratto un possibile servizio lasciando sulla carta le leggi in materia, in parte per gli stessi Comuni, in parte attuate dalle Province per i Comuni sotto i 40mila abitanti? Quali sono i luoghi di lavoro di cui parla? Gli ambienti di lavoro in Italia per la maggior parte sono scabri, non c’è felicità. Per esempio non esistono più diritti! Il lavoratore lavora, ma non dice nulla perché alla prima parola ha una valigia pronta davanti l’uscita dell’ingresso, tanto uno ne esce e cento ne entrano, senza poter contare anche sulla formazione, a volte può anche non servire nelle società di servizio convenzionate con gli Enti. Per non parlare delle ore di straordinario non remunerate e delle spese di trasferta,   soprattutto di dover lavorare fuori, quindi lontano delle famiglie, particolarmente la gente del Sud. Lei è un uomo del Sud, siciliano come me, ma probabilmente ha dimenticato la sua terra. Parla di speranza? La speranza che la collettività si riprenda. E, nel caso del terremoto, parla di ricostruzione di paesi belli ricchi di storia. Non si capisce perché la storia della bellezza valga solo per i paesi? Non vale per la società, i cui usi, tradizioni e costumi li avete depennati con noncuranza e mancanza di rispetto verso chi ha dato i natali alla nostra Repubblica. Quella bellezza ad oggi è stata oggi salvata dalle Forze dell’Ordine che voi avete posto ai margini dei loro nobili servizi a difesa dei cittadini, grazie a leggi fallaci che li consegnano a capri espiatori per il tramite di Giudici, che certamente servitori dello Stato non sono, ma di ideologie alquanto strane dal punto di vista etico e morale. Come spiega due fatti paradossali: 1) un poliziotto condannato per aver sparato ad un ladro che si era inserito in una proprietà privata per rubare; 2) un poliziotto che spara ad un terrorista fermato per caso, che aveva sparato contro un suo collega, designato come eroe? Non le sembra che entrambi abbiano svolto il loro dovere? Per questa forma di giustizia che discrimina la sicurezza delle persone nel territorio, a parte le filosofie, si rimane in balia del criminale di turno o delle bande, senza che vi sia certezza di una sanzione per il  reato commesso. Il fatto che siano italiani è un conto,  ma se sono stranieri è anche peggio, mi scusi, perché per averli ospitati dovrebbero ricambiarci con gratitudine, senza invece offendere: non si usa così negli altri Paesi che definite più civili? Poi, chiama missione di pace gli impegni militari nei paesi in guerra; perché non li definisce destabilizzazione dei loro governi anche se erano dittatoriali? Perché non dire che la pace procura l’approvvigionamento di materie prime e le vendite di armi? L’Italia vende armi per la pace? Fa anche un richiamo allo sport. Ma di quale sport parla? La crisi economica di molte società sportive a partire dal calcio è evidente. Uno Stato che non investe in strutture sportive, che ha colonizzato i vertici della federazione attraverso la politica, ringrazi il buon Dio, il popolo, se ha la possibilità di generare sempre nuovi talenti, per non parlare degli sport minori assenti. Lo sport vero lo vedi tra i giovani che vi si affacciano, nelle scuole, che praticano in strutture fatiscenti, non tra i professionisti. Venendo ai punti cruciali del Suo discorso alla popolazione, parla dei settanta anni della Repubblica e del voto delle donne. Andiamo con ordine. Per chi proviene dal basso,  la Repubblica è un valore fondamentale. Ma la Repubblica che ha perso sovranità avendola svenduta all’Europa in questi ultimi anni grazie all’operato dei vari  Napolitano, Amato, Prodi, e di una miriade di altre persone sino ai recenti Renzi e Gentiloni, non le sembra che denoti un grado di “adulterio” verso i nostri avi in primis, e verso il popolo di oggi, special modo se questa perdita corrisponde ad una vera e propria sottomissione, che ha comportato una crisi politica, economica, sociale a qualsiasi livello? I cittadini si chiedono sempre cosa ci ha dato questa Europa? Non è nella risposta di retorica dei politici, nel vuoto, che si trova una saggia controproposta. Ma lo è in un referendum fallace e posto con inganno, che la si può trovare, ed era nel 1997 se non ricordo male. La troverà nei provvedimenti di Amato (prelievo fiscale di notte), di Prodi (Irpef), per arrivare ai vari Monti e Gentiloni (somme alle banche). E  lei ritorna sul senso diffuso di comunità. Le dico nuovamente che,  se uno non ha da mangiare, come può sentirsi parte integrante di una comunità? Non la biasimo se attesta che il problema numero uno è il lavoro che manca. L’aumento degli occupati, stime o non stime Istat, è correlato allo sfruttamento di questi individui con contratti sottostimati a cui non possono dire no. Le statistiche di cui parla non raccontano questi aspetti anche perché non reali. Dignità e retribuzione sono parole ben lontane dal peso che lei mette in serbo alla sua coscienza. Ci dica come voi politici lottiate contro la crisi, la perdita di dignità, il ribasso della retribuzione?  La premiata ditta della casta si è persino aumentata i privilegi, che corrisponde in maggiori stipendi, e ha premiato attraverso l’occupazione di poltrone chi non lo era moralmente o addirittura raggiunto da sentenze giuridiche. Soprattutto come pensa, e lo pensano anche i rappresentati del neo Governo eletto, di ripristinare il lavoro quando al sud mancano le imprese? Siete certi di quel che dite? Lei parla delle donne come volano, ma è uno slogan, un maledetto slogan. Per carità ma i tanti uomini e anche padri di famiglia senza lavoro non le sembrano una vera e propria priorità, senza nulla togliere alle donne che sarebbe bello che potessero lavorare tenendo in serbo nei posti di lavoro loro un nido per i propri figli? La fiducia a cui accenna non v’è più tra gli italiani. Se un cittadino si allarma in ciò e ne discute sul web, adesso avete imparato a correre ai ripari, lo fate con la stessa modalità con cui negli anni di Crispi in Sicilia, il governo impiegava super poteri di polizia per annientare le fasce di ribellione, ma al contempo mascherando la corruzione tra Prefetti e Mafia! Nella forma più moderata li chiamate populismi. Ma le chiedo con molta onestà: non pensa che il populismo sia meno innocuo rispetto alla razzia romana e dell’intero territorio nazionale? Ammettendo che se le cose fossero state giuste, entrambi non dovrebbero esistere? Ad un dato punto del suo discorso, Lei parla delle disuguaglianze, della marginalità, dell’insicurezza che in alcuni luoghi minano la stessa possibilità di sviluppo. Se non sono il Parlamento ed il Senato i luoghi base di ciò, persino la sua stessa Presidenza, come può riferirsi a città e a Regioni, Province, diversi altri Enti, che non sono altro che la fotocopia del vostro sistema? Spesso abbiamo sentito gli ultimi quattro Premier parlare di ripresa, ma debole. Siamo in deflazione nonostante i proclami: si può mentire ancora? Comprendo che Lei si allinei alle loro tesi e parole, ma con il 2017 è stato promulgato che le famiglie dovranno sostenere ulteriormente aumenti sulle accise di energia elettrica, benzina, autostrade ecc. per circa euro 900,00. Mi chiedo perché insistere su questa proiezione fantastica? E, glielo chiedo perché dichiara che va ristabilito un circuito positivo di fiducia, a partire dai risparmiatori, i cui diritti sono stati tutelati con il recente decreto-legge”. Purtroppo, al decreto legge corrispondono numerosi altri effetti di cui non si fa menzione. Per esempio, le tasse sui rifiuti che i Comuni per loro espressa colpa non hanno raggiunto con la differenziata, esattamente come il Comune di Sortino in cui vivo (che va avanti a colpi di proroghe e richieste di esborsi salatissimi conteggiati ancor col vecchio metodo del calcolo al m2 invece che sul peso sulla differenziata), ma anche di numerosi altri municipalità, che non ricade sugli amministratori per danni all’erario, ma ricade sui cittadini; qui lo Stato dov’è? Fuorché la denuncia di qualche povero disgraziato cittadino, è palese che nessuno vigila in materia. O, se si fa una segnalazione al Ministero verosimilmente nessuno ti si dà ascolto, oppure si trova il modo per rimandare o far decadere tutto. Vede come funziona la P.A.? Lei continua a parlare ancora di valori fondamentali? Per esempio io sono per la famiglia. La mia è numerosa perché il buon Dio mi ha dato questa grazia inaspettata, composta da quattro bambini di 8, 4 e tre anni le gemelline. Vuole sapere perché non ho agevolazioni? Perché il Premier Renzi ha proposto i famosi 80 euro. Io prendevo le social card di 40 euro mensile per i tre, quindi 240 euro, che servivano per comperare pannolini e latte. Ricevendo gli 80 euro, ho perso 160 euro che sono andati in carico alla mia busta paga, che è cosa diversa dagli assegni famigliari. Non le spiego altro, ma se si è di fronte ad una casta di balordi senza coscienza, parla ancora di valori fondamentali? Addirittura di coscienza civica? Di rinnovata etica dei doveri? Ma quale forse, quella di considerare una famiglia monoreddito con muto per la casa, come ricca? O, forse quella di sostituire le famiglie italiane con quelle degli immigrati? Quella di sostenere la Teoria Gender, finanziata con ben 200 milioni di euro con la buona scuola, atta a sostituire la sessualità dei bambini attraverso l’ideologia? Sostenere le famiglie significa sorreggere la natalità, che in Italia è stata letteralmente annientata dalle vostre politiche azzardate. Ma quali impegni assume per la alterazione? E, se parla di illegalità, spero si renda conto che la popolazione in questo termine non si identifica davvero, mentre tra i piani alti si scorgono notevoli incertezze e dubbi. In che modo ascolta le sofferenze? E, in che modo le condivide? Sono tanti gli italiani che domani non avranno un posto di lavoro pur continuando ad essere debitori col mutuo e ci sono anch’io in questa categoria. Perché quando si realizza la dichiarazione ISEE le case sono conteggiate in esso come acquisite? E lo stesso CUD è conteggiato sul lordo piuttosto che sul netto. Le sembra logico questo? Non parli pure delle malattie, perché molti non si curano più. La sanità oramai è per i ricchi. Per i manager dagli enti pubblici si trovano sempre gli stipendi, per generare lavoro mai. La P.A. non ha necessità di tanti sprechi per costoro, ma bastano solo dei funzionari adeguati al servizio da offrire con buste paga non eccessive, già cinque mila euro sarebbero più che sufficienti, denotano quello scalino salariale necessario. Lei parla di cittadini che non devono essere di serie B. In Italia esiste il campionato di serie A e di serie B, che si gioca sul sociale, sulle scelte che voi maturate. La serie A attesta il suo gioco su una protezione e un guadagno non etico e non morale. La serie B sopravvive al vostro gioco, ma è comunque etico e morale. Le annuncio che sono tantissimi questi cittadini, ma non basta che lei li citi come convenuto la sera del 31, ci vuole di più della vana ipocrisia. Giungendo ai migranti, Lei parla di tensione, come a dire che il popolo è uscito di senno. Mi scusi, le sembrerà una vena razzista, ma l’immigrazione Le sembra possa realizzarsi senza chiedere alla gente? Invece lo avete fatto dando per scontato che i cittadini avrebbero capito. Non si sa sino a quando durerà? Ma se uno Stato non sa risolvere il problema degli italiani, come può pensare di risolvere quello degli immigrati? O di fare entrambi insieme? E di farlo in un momento di crisi in cui non ci sono soldi, aprire due fronti, laddove le coperture per gli immigrati si trovano (anche se sono Europei, si dubita, comunque sono sempre soldi dei cittadini. Il Sud da cui lei proviene non è diverso dal Sud in cui Crispi scriveva: “le province del mezzogiorno sono uscite da un profondo dispotismo ed hanno abitudini che non possono facilmente conformarsi a quelle delle altre parti d’Italia. Esse sentono dolori ai quali ancora non si è riparato, hanno bisogni che ancora non furono soddisfatti. Ma questo non ha a che fare con l’opposizione politica. L’opposizione, anche partendo dal Mezzogiorno, è tutta nazionale. E vi dirò ancora un’altra cosa. Cotesta opposizione è l’annunzio di un’opposizione che nel nostro paese diventerà generale. […]. Che cosa vuole oggi il Mezzogiorno? Vuole la libertà, ma non la vuole per sé, la vuole per tutti. Il Mezzogiorno vuole libertà, vuole buon governo, vuole amministrazione ragionevole, vuole giustizia, e, chiedendo queste cose, non le chiede per sé, le chiede per tutti, nell’interesse dell’Italia. […]. Perciò io vi dicevo, o signori, che quest’opposizione che si volle, nelle ultime elezioni, definire come regionali, io le ritengo come l’antesignano di quel movimento di libertà che conquisterà tutto il paese”. Siamo nel 1875 tanto che togliendo qualche termine e proiettandoci ad oggi, pertanto a distanza di ben 141 anni, cosa è cambiato da allora se non il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica? Se non la lotta degna di quei politici di allora, siciliani degni  contro la mancanza di dignità attuale. La storia d’Italia, nonostante il nord lo ha sempre additato come qualcosa di negativo, denigrando la locuzione dei termini di illegalità, come se al Sud fossero più ingenti che al Nord, invece sono uguali in tutto tranne nelle frodi perché se è vero che il Nord investe in opere, è vero anche che la corruzione ha guadagni più ingenti. Ma non neghiamo che alla fine nord/sud si incontrano a Roma e li si fermano perché continuano ad alimentare certi problemi decennali. E’ per questo le dico di non pensare agli italiani come popolo razzista, ma di un popolo che ha compreso che l’emergenza ha un altro scopo ed è senza fine. Gli allarmismi ingiustificati sono le giustificazioni di interi quartieri e periferie in degrado, laddove lo stesso Stato non può accedere dato i relativi minori uomini a disposizione. Dinanzi alla criminalità organizzata, le pare logico che la vittoria dello Stato non può avvenire attraverso l’esercizio del controllo del territorio, ma anche attraverso la realizzazione del lavoro nel territorio con forti investimenti che siano tali e portati a termine Persino sentirle dire che l’equazione immigrato uguale terrorista è ingiusta e inaccettabile, ma devono essere posti in essere tutti gli sforzi e le misure di sicurezza per impedire che, nel nostro Paese, si radichino presenze minacciose o predicatori di morte, turba non poco le coscienze, perché chi arriva in Italia non risulta malnutrito, non spiega da dove ha preso i soldi del biglietto provenienti da aree definite povere, solo pochi sono rifugiati, non condividono la nostra cultura, società e religione, si pongono sopra le leggi, ricevono tutele speciali che le gente dal basso italiana non ha, entrano richiedendo solo diritti, sono lì a battere i pugni e lo Stato a farseli battere, mentre se lo fa un italiano, sono seri guai. Quante sono le famiglie senza tetto?. Immagina per un attimo di vivere senza una casa? Per non dirle come l’OMS ha lanciato l’allarme sulla reintegrazione di talune malattie un tempo debellate in Italia. Che dire anche dei soldi che prendono le varie associazione legate a partiti o a Ministri, nate per accogliere? Di questo sente di parlarne sui servizi di informazione? Le dicevo all’inizio lettera che istituzionalmente potrà sostenersi un governo, anche con tutti i suoi lati positivi e negativi, ma moralmente è lontano dalle persone. Questa moralità, si dovrebbe chiedere, da cosa deriva o, a partire da dove è cessata? Forse dal fatto che il popolo non si sente più rappresentato dai voi politici? L’odio è nei geni dell’alto, non nel popolo. Il referendum plebiscitario che ha premiato il No, lei lo ha smontato in un nonnulla. Si doveva votare anche con la peggiore legge elettorale, lasciando a chi arrivava di proporsi come primo punto fondamentale la realizzazione della stessa in modo costituzionale. Se vi foste dimessi avreste avuto un barlume di dignità ed orgoglio. Invece lei ci ha rifilato un nuovo Governo, fatto poi da chi? Da infrazioni pendenti! Non basta un golpe di Stato silenzioso fatto dal suo precedente omologo definito dagli stesi inglesi con sarcasmo velenoso ma vero “Sir Black”, ma forse, mi permetta di dirLa, che Berlusconi ha evitato per venti anni ciò che l’Italia è ora, ammettendo che l’attacco al suo patrimonio finanziario adesso inizia a farlo vacillare, perché di questo si tratta di un attacco mondiale delle lobby, multinazionali, banche all’Italia, a chi prova ancora difendere l’ex quinta potenza mondiale, no? Mi amareggia dirlo, ma lei sta contribuendo prestando il fianco: mi creda, gli italiani hanno capito, mica sono stolti? Parla anche del web dove verità e falsificazioni finiscono per confondersi. La inviterei a guardare agli atti politici che da Roma in poi si dirimono per il territorio, persino dall’Europa e dall’America, per ammettere che è per prima la politica che nega la verità e falsifica la realtà, anche e soprattutto attraverso i media. Il Web è uno sfogo fuori dai luoghi istituzionali, laddove la calunnia e la diffamazione possono essere condannate facilmente. La dignità, il precariato, il lavoro insufficiente, sono l’eterna instabilità a cui molti cittadini sono costretti a sottostare. Nel referendum invece era proposta la stabilità del sistema. E’ strano come il politico richieda stabilità, mentre ai cittadini tocca l’instabilità. Meglio cambiare uomini presto, come era nella prima Repubblica. I partiti che si misuravano prima con i loro programmi e uomini, prendevano i loro voti e dopo davano peso alle coalizioni. Oggi si formano le coalizioni e poi emergono i mal di pancia. Le sembra seria questa politica? Ma cosa ancor più grave, visto che Lei dice che dobbiamo sentirci europei, esprima solo una delle ricchezze che ha avuto la gente con l’ingresso in Europa?. I giovani sono costretti a lasciare le terre del Sud per andare al Nord e nel mondo, o quelli del Nord per andare nel mondo, negando proprio l’art.1 della Costituzione. Non si turba come non solo l’art. 1 ma anche altri articoli,  l’art. 3 per esempio, siano caduti in disuso e lei ad oggi risulta essere il Presidente della Repubblica Italiana di articoli costituzionali decaduti, ed innanzi a ciò gira lo sguardo e trova le uniche parole possibili per dire “dall’Unione ci attendiamo gesti di concreta solidarietà sul problema della ripartizione dei profughi e della gestione, dignitosa, dei rimpatri di coloro che non hanno diritto all’asilo”. Mi permetta di dirle che è difficile conciliare questa unità che proclama. L’immigrazione non è il problema occupazionale degli italiani e delle imprese. La strada maestra, per gli elettori e per i cittadini ha subito un blocco importante, che voi non avete smosso, anzi bloccato ancor di più. Vi è mancata ogni tipo di volontà. I sacrifici ad oggi li ha affrontati solo la gente. Come dice A. Turing, l’informazione è tutto ciò che non si sa. Bene, lei non ha detto nulla di nuovo che possa aver catturato i cittadini. Ha solo cambiato le parole in alcuni frasi, proponendo la solita ampollosità di una classe politica dirigenziale perdente sotto ogni punto di vista, perché deve ammetterlo che la sua classe politica ha fallito miseramente ed è necessario si metta da parte, come ha fallito Renzi che, nonostante la giovinezza, ha ragionato da vecchio, perché figlio del sistema dell’appartenenza puro. Innanzi a questa utopia, non dice come effettivamente l’Italia dovrebbe ripartire in base alle consultazioni che fa ogni giorno. Lei ha disertato gli ideali dei padri fondatori della Costituzione. Chi Le scrive è padre di 4 figli, come le dicevo, ha mutui alle spalle, e domani non sa se avrà lavoro. Vuole sapere cosa me ne faccio della sua unità? Vuole sapere cosa ne penso della classe politica di cui fa parte? Vuole sapere cosa riceveranno i bambini in futuro? Autorevoli nomi italiani, anche siciliani, hanno scritto qualificate pagine di bellezza della nostra storia, tradizione, cultura e persino religiosità, per lasciare alle generazioni future il meglio che potevano. Poi siete arrivati voi e avete consumato il lascito e, persino, leso quello per le generazioni future, tanto che ora li fate rivoltare nella tomba. Non guardi fuori l’Italia; guardi agli italiani, perché gli italiani salveranno sempre la propria patria, mentre i mercenari andranno in esilio al primo colpo di guerra, lasciando la terra che dicevano di amare, continuando a credere in quell’utopia fallita basata sul reggersi platonico, ma conservando come fondamenta il denaro e il potere. Don Luigi Sturzo, altro eccellente siciliano, osava dire che lo Stato sarà libero solo quando la scuola sarà libera. A quando questa libertà? Questa lettera è scritta per dare voce a molti italiani che avrebbero voluto esprimere ciò che è detto. Ne abbia cura e pensiero. Ne abbia soluzione finale. La pacificazione degli italiani si attuerà sempre attraverso la democrazia, perché il popolo italiano al momento giusto sa ragionare e capire da che parte stanno i travisamenti. In questo ho una immensa fiducia.

Cordiali saluti

Sortino lì, 9 gennaio 2017