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Formia. Un collegio privato parallelo a quella della scuola pubblica dell’alberghiero Celletti?

(g.p). Ogni giorno cinque bus pieni di ragazzi fanno la spola tra le province di Napoli e Caserta fin oltre i confini regionali, per raggiungere la scuola Alberghiera “Celletti” di Formia. Circa altri 200 sono ospitati tutta la settimana nel Convitto annesso alla scuola. Come mai? Non è che nelle provincie di Napoli e Caserta manchino scuole alberghiere, ma il “Celletti” di Formia nel corso degli anni ha acquisito fama di eccellenza.
La maggior parte degli alunni una volta diplomati non trovano difficoltà a lavorare nel campo delle ristorazione e dei servizi alberghieri. Non mancano nell’istituto corsi pomeridiani di cucina, pasticceria, rosticceria e pizzeria e così in tanti fanno a gara per iscriversi nella scuola formiana. Molti allievi fanno i pendolari, visto i posti limitati disponibili nel convitto. Per altri la vita convittuale non fa per loro. Vivere nel collegio pubblico della scuola, comporta per gli allievi il rispetto delle regole della convivenza civile: bisogna alzarsi puntuali, rispettare gli orari, la fila in mensa, studiare, rispettare gli orari in cui fare la doccia, libere uscita limitate, ritirata alle 22:30 e rispettare le direttive degli educatori che li assistono 24 ore su 24.

Allora alcuni allievi ‘più svogliati’ affittano casa e vivono da soli, i genere i più grandicelli, oppure come sta accadendo ultimamente soggiornano in strutture private che svolgono di fatto un servizio pubblico, sfruttando la domanda creata dalla scuola, senza la presenza di educatori professionali. “Siamo al paradosso – fa sapere un educatore – siamo pronti ad affrontare qualsiasi concorrenza, se le leggi lo consentono, ma usare gli alunni della scuola per fare lucro, quando gli stessi alunni possono frequentare il collegio pubblico della scuola ci pare scorretto e poco professionale. Per tale motivo chiederemo per l’anno scolastico a venire la frequenza obbligatoria, almeno al semiconvitto, per gli alunni residenti fuori provincia”.
La denuncia degli educatori perché alunni poco inclini al rispetto delle regole convittuali lasciano il convitto della scuola per frequentare una sorta di convitto privato. In pratica la mattina vanno regolarmente a scuola e poi il pomeriggio e la notte risiedono in questa struttura privata. Un pessimo esempio in cui privato e pubblico non possono convivere.