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Sisma del Messico, 8.4 quasi il valore massimo d’intensità, chiuse, per precauzione, tutte le scuole.

(Giuseppe Pace). Padova. Lo studio della ipotesi successiva a quella della Deriva dei continenti, si chiama “Dinamica della litosfera”. Essa è più attuale ed accreditata. Un terremoto, come quello avvenuto in Messico è un evento eccezionale, quasi il valore massimo di Magnitudo (9) della scala Richter, mentre la scala Mercalli Cancani Sieberg dà il valore equivalente di12. L’intensità sismica accertata è comunque catastrofica. Ci sono state stime un po’ contrastanti sulla magnitudo del sisma: per il Centro di allerta tsunami del Pacifico è stata di 8,2 (dato ufficializzato dal presidente Peña Nieto), per il Servizio Sismologico Nazionale del Messico di 8,4, per il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) di 8,1. Violento terremoto pochi minuti prima della mezzanotte in Messico, le 6.49 ora italiana: il sisma di magnitudo superiore a 8 è stato registrato in mare, al largo delle coste del Chiapas. Per precauzione il ministro dell’Istruzione ha deciso la chiusura delle scuole. In sole tre ore si sono registrate oltre 65 repliche. Si tratta, secondo gli esperti, del peggiore sisma dal 1985, che causò 10 mila morti Il presidente del Messico, Enrique Pena Nieto, ha spiegato che si è trattato del terremoto più forte degli ultimi 100 anni. La causa è la dinamica della litosfera, una zolla dall’oceano Pacifico spinge quella continentale, ma altre piccole zolle sono interessate al recente sisma come la placca di Cocos, come il nome di un’isola là presente, che è una zolla tettonica della litosfera localizzata nella regione orientale dell’oceano Pacifico. Ad essa di solito è associata la zolla di Rivera. Il territorio messicano, poche decine di milioni di anni addietro, è stato inglobato dalla zolla nordamericana; tuttavia prima faceva parte dell’unico gruppo di America centrale ed America meridionale; questo è accaduto nel sottostante mantello, la zolla oceanica del Nord America, si è notevolmente inspessita rispetto alle zolle marine adiacenti, comportando nuovi territori annessi alla zolla continentale statunitense e canadese. La placca nordamericana viaggia verso quella unica euroasiatica ad una velocità relativamente contenuta, mai superiore ai 4 millimetri l’anno, però, rilevazioni molto approfondite hanno dimostrato che questa zolla muti il suo progressivo avvicinamento al cuore della placca atlantica, generalmente la zolla nordamericana rimane pressoché fissa per pochi giorni, per poi riprendere la sua avanzata;questa è una particolarità di questa placca tettonica, introvabile nelle altre zolle, che oramai hanno intrapreso un assetto costantemente cinetico. La violenza di un sisma è descritta sia dalla Magnitudo sia dall’intensità. Questi due termini, frequentemente confusi, si riferiscono a differenti ma correlate osservazioni. La prima caratterizza l’aspetto di un terremoto misurando indirettamente l’energia rilasciata. L’intensità indica gli effetti locali e potenziali in base ai danni prodotti da un sisma sulla superficie della terra e di come esso colpisce uomini, animali, strutture, e oggetti naturali come le masse d’acqua. Ogni sisma ha un solo valore di Magnitudo, ma diverse intensità, a seconda degli effetti locali prodotti, poiché questi variano secondo parametri quali la distanza dall’epicentro, la resistenza sismica delle strutture e le condizioni del suolo. Ad esempio, un terremoto che si verifica in una città antica ma che conta anche costruzioni moderne, avrà un solo valore di magnitudo, ma diversi gradi d’intensità, poiché nel centro storico il terremoto provocherà più danni che nella zona moderna, proprio a causa della diversa resistenza sismica esistente tra vecchie e nuove abitazioni. Un sisma di magnitudo superiore a 8 al largo delle coste del Messico causa allerta tsunami, ma sembra rientrata, per i Paesi del centro America. Si tratta del terremoto più forte registrato da quello devastante del 1985. L’epicentro sismico, sia pure a 87 km di distanza dalla costa messicana con un ipocentro a 70 km, ha generato una potenza della scossa che ha fatto tremare anche a Città del Messico, dove la gente ha abbandonato i palazzi. L’allarme per un possibile maremoto era stato diffuso fino al El Salvador e Costa Rica Una forte scossa di terremoto di magnitudo 8.2 è stata avvertita nella notte alle 23.49 (6.49 ora italiana) alla capitale. L’epicentro è stato individuato sotto l’oceano Pacifico, 87 km, a una profondità di 69,7 km. “È stato il più forte dal 1932”, ha detto il presidente messicano, Enrique Peña Nieto, ed è stato avvertito da 50 milioni di persone in diverse zone del Paese. “È un sisma di grande scala, più potente di quello del settembre 1985”, ha proseguito il presidente, aggiungendo che ci sono già state 65 repliche e che il rischio è che entro 24 ore ce ne siano altre, anche potenti e pericolose. L’allarme tsunami è rientrato in tarda mattinata (ore italiane). Nonostante ciò, il governatore del Chiapas Manuel Velasco ha chiesto di evacuare comunque le aree abitate della costa perchè sono state registrate onde molto alte dal Centro di allerta tsunami del Pacifico. Peña Nieto ha poi annunciato che il Chiapas è in stato di emergenza: in questo modo lo Stato, il più colpito dal sisma, riceverà più facilmente gli aiuti necessari. Il meccanismo che ha generato questo terremoto, ha osservato il sismologo Alessandro Amato dell’Ingv, è legato alla placca oceanica che spinge sotto quella continentale americana. Ha tremato anche l’Angelo dell’indipendenza, lo storico monumento che si trova sul ‘Paseo de la Reforma’ nella Capitale, della quale è uno dei simboli. La colonna, che è stata eretta nel 1910, è crollata durante il terremoto del 1957. Il forte sisma è stato seguito da altre sei scosse di magnitudo tra 4,4 e 5,7