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Bimba di 4 anni morta di malaria causata dal plasmodio malariae

(Giuseppe Pace. Naturalista) Solo da meno di due secoli la cultura dell’Homo sapiens ha riconosciuto che gli organismi sono costituiti da una o più cellule. La teoria cellulare non fu subito accolta, neanche dalla comunità scientifica planetaria come anche le cause delle malattie, ritenute, nel passato non remoto, punizioni divine o di rottura gravi di regole sociali. Da pochi anni poi ha fatto capolino, nelle roccaforti del tradizionalismo culturale anche accademico, il principio del primato della cultura sulla natura, grazie anche a Luc Montagnier, lo scopritore dell’HIV nel 1983. Ma veniamo a fare più luce su di un nostrano fatto di cronaca ospedaliera. Sorprende non poco (la Francia, la Gran Bretagna e gli USA hanno molti più casi dell’Italia di morti di malaria) la morte di una bambina di 4 anni per malaria in ospedale. I medici assicurano che la zanzara vive come ciclo 20 giorni e non ha progenie “quindi non c’è il rischio che possano esserci altre zanzare nate dal vettore”. Sono più di trent’anni che in Italia non si verifica un caso di trasmissione della malattia attraverso una zanzara autoctona. “Accadde nel Grossetano. Da allora ci sono stati solo alcuni casi tramite scambio di siringhe o trasfusione” ha spiegato Giampiero Carosi, infettivologo dell’università di Brescia, secondo cui l’ipotesi più probabile è che una zanzara abbia punto qualcuno infetto, magari dopo un viaggio, e poi il plasmodio sia stato in qualche modo trasmesso alla bimba. Ma vediamo cos’è il vettore biologico di trasmissione della malaria. Il Plasmodium malariae è un plasmodio trasmesso all’Homo sapiens da una delle tante specie di zanzare del genere Anopheles, della famiglia delle Culicidae, famiglia d’insetti dell’ordine dei Ditteri. Caratteristica generale propria dei Culicidi è la capacità del particolare apparato boccale, presente esclusivamente nelle femmine, di pungere altri animali e prelevarne i fluidi vitali, ricchi di proteine necessarie per il completamento della maturazione delle uova. La presenza di diverse specie ematofaghe, associate all’Homo sapiens e agli animali domestici e in grado di trasmettere alla vittima microrganismi patogeni, attribuisce ai Culicidi una posizione di primaria importanza sotto l’aspetto medico-sanitario. La storia di questa famiglia zoologica è poco documentata. La maggior parte dei resti fossili rinvenuti fanno capo a specie congeneri, affini a quelle attuali, vissute nell’era Cenozoica. L’origine della famiglia è comunque databile, come per la maggior parte dei Nematoceri, all’era Mesozoica. Il plasmodio, del regno dei Protisti e nella fattispecie un protozoa, si riproduce per spore, da queste crescono delle cellule flagellate chiamate gametospore che sono differenziate in gameti maschili e gameti femminili, questi a loro volta si uniranno per dare origine ad un nuovo sporozoo. Gli adulti vengono introdotti all’interno degli organismi, nei quali si riproducono, attraverso punture d’insetto. Il Plasmodium malariae è responsabile di una forma di malaria con febbre quartana poichè gli accessi febbrili si ripetono ogni 4 giorni. Ciò avviene perché il ciclo eritrocitario del parassita dura 72 ore ed il quarto giorno avviene la lisi degli eritrociti con attivazione del sistema immunitario. La percentuale di emazie attaccate è molto bassa. L’andamento è generalmente benigno, ma dopo il primo attacco sono molto frequenti ricadute, a volte con cadenza semestrale, nell’arco di 50 anni. La lotta all’Anopheles, e di conseguenza alla malaria, è stata condotta principalmente tramite l’uso di insetticidi, DDT(para-diclorodifeniltricloroetano), i quali hanno permesso l’eliminazione completa della malaria dai Paesi ricchi o ad economia avanzata. Con l’uso massivo del DDT, le zanzare hanno sviluppato una resistenza a quest’ultimo, creando la necessità di trovare nuovi insetticidi sempre più efficaci e promuovendo anche la lotta biologica all’insetto. L’uso indiscriminato di insetticidi inoltre ha avuto la triste conseguenza di inquinare le falde acquifere, e mettere a rischio la sopravvivenza di alcuni generi d’uccelli, ai quali gli insetticidi provocavano sterilità ed assottigliamento dei gusci delle uova, con relativa fragilità. Sir Ronald Ross, che ha dimostrato la trasmissione della malaria dalla zanzara anofele, non era solo uno scienziato di biologia, era anche un matematico, romanziere, poeta, editore, compositore e artista. La zanzara anofele si trova ancora in molte zone dove la malaria è stata debellata. Anche se il parassita è stato eliminato, dato che le zanzare Anopheles sono ancora presenti, è ancora possibile per la malaria essere reintrodotta in quelle zone. Benché sia i maschi che le femmine delle Anopheles si nutrano del nettare dei fiori, solo le ultime devono pungere per ricavare le proteine necessarie alle uova. Le femmine sono particolarmente sensibili all’anidride carbonica ed al sebo prodotto dalla ghiandole epiteliali dei mammiferi, ma in loro assenza non esitano a pungere altri vertebrati. Una volta posatasi sulla vittima, l’Anopheles perfora con l’apparato boccale la pelle per raggiungere un piccolo capillare ed immette la saliva che possiede un potere anticoagulante. Una volta succhiato il sangue la femmina vola via, per pungere di nuovo una volta che ha assimilato tutte le proteine. Normalmente una femmina deve succhiare il sangue più volte per produrre il maggior numero di uova possibili. Le Anopheles preferiscono pungere preferibilmente al crepuscolo o anche di notte; alcune specie preferiscono rifugiarsi e pungere dentro le case, altre invece in luoghi aperti e ventilati. Esistono circa 430 specie di zanzara Anopheles, ma solo da 30 a 40 di queste specie di zanzare sono vettori reali, o trasportatori, di malaria. Molte delle specie di zanzare Anopheles sono diventati resistenti agli insetticidi attraverso anni e anni di uso di pesticidi. Le Zanzare Anopheles sono più attive in due momenti: poco prima dell’alba e subito dopo il primo buio. La zanzara anofele può causare un focolaio di “malaria da aeroporto” quando viene accidentalmente importato tramite bagagli o anche attraverso lo stesso aereo. La zanzara anophele è conosciuta universalmente come la zanzara della malaria perché è considerato il principale vettore della malattia oltre che considerato un trasmettitore della filariosi nei cani. Questa zanzara sembra preferire i mammiferi, compresi gli esseri umani, per il proprio pasto di sangue. Il corpo della zanzara anophele adulta ha un colore che va dal marrone scuro al nero ed è divisa in 3 sezioni che sono capo, torace e addome. Durante il riposo, la zona dello stomaco della zanzara Anopheles punta verso l’alto al contrario delle altre zanzare. La zanzara femmina Anopheles si accoppia più volte nella sua breve vita per la produzione di uova dopo che ha trovato un pasto di sangue. Anche se vive solo da poche settimane ad un mese al massimo è in grado di produrre migliaia di uova in quel periodo. La zanzara femmina deposita fino a 200 uova singolarmente sulla superficie dell’acqua. Ciascuna delle singole uova rimane in acqua mediante l’uso di galleggianti. Le uova hanno bisogno da due giorni a tre settimane per schiudersi, in base alla temperatura della zona. Le larve sono conosciute come “ondulatori in” quanto sembrano muoversi in quel modo. Giacciono in parallelo alla superficie dell’acqua per nutrirsi di funghi, batteri e altri organismi molto piccoli. Queste larve subiranno una crescita nel corso dei quattro stadi di questa fase, dopo di che si trasformeranno in pupe. Le Pupe sono conosciuti come bicchieri a causa del modo in cui sembrano “cadere” attraverso l’acqua. La loro forma arrotondata, rende questa modalità di movimento facile. Queste pupe vengono in superficie per respirare utilizzando minuscole “trombe”, ma non mangiano durante i 1-2 giorni in cui essi diventeranno una zanzara adulta. La zanzara femmina Anopheles depone le uova in un’ampia tipologia di posti, tra cui acqua dolce o acqua salata, vegetativa o non vegetativa, ombreggiato o soleggiato. Piscine fuori terra, piccoli ruscelli, terreni irrigati, paludi d’acqua dolce, piscine forestali, e qualsiasi altro luogo con pulito. Le zone di acque a movimento lento sono tutti considerati luoghi ottimi per la deposizione delle uova. Le femmine fecondate in particolare, possono sopravvivere durante l’inverno in letargo all’interno di cavità. Le uova sono in grado di sopravvivere a temperature fredde, anche se il congelamento solitamente le uccide. La zanzara che ha punto la bambina italiana, morta a soli 4 anni, resta ancora da esaminare per la specie ed il luogo della trasmissione del Plasmodium malariae.